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Svezzamento: quando il bambino rifiuta il cucchiaino

Nome: Christopher
Età del bambino: 21 mesi
Sesso: maschio
Comune:
Area tematica: Educazione
Domanda: Il mio bambino ha 21 mesi e pesa 12 KG, è nato prematuro alla 32 settimana. E’ stato svezzato al 6 mese, mangiava regolarmente un po’ di tutto, ma al 9 mese, in seguito a un forte raffreddore, siccome appena mangiava rigurgitava, ha iniziato a odiare il cucchiaino.Per farlo mangiare gli ho somministrato il biberon, adesso mangia solo e sempre nel biberon, di tutto, ma passato. Provo a dargli il cucchiaino, ma niente, appena gli avvicino il cucchiaino piange. Sono disperata, sicuramente ho sbagliato io, ho bisogno di un consiglio. Come faccio a sbloccarlo?
Svezzamento: quando il bambino rifiuta il cucchiaino

Dott.ssa Assunta Martina Caiazzo

Medico Specialista in Scienza dell’Alimentazione

Nella vita di ognuno di noi vi sono due grandi rivoluzioni alimentari, due momenti nei quali si decide tutto il nostro futuro per ciò che concerne gli aspetti alimentari: uno di questi è l’allattamento il secondo è lo svezzamento. Lo svezzamento porta il neonato da una alimentazione esclusivamente lattea all’introduzione graduale dei diversi alimenti per poi accostarlo intorno ai 18 mesi, o comunque quando è spuntata almeno una coppia di molari, alla mensa dei grandi. Nel caso di suo figlio questo vostro percorso alimentare che era così ben cominciato, e a quanto mi dice bene è continuato, ha avuto una battuta d’arresto a seguito di un banale raffreddore. Probabilmente in quel momento sarebbe stato opportuno cercare di vincere l’ansia che inevitabilmente prende ogni mamma quando il suo bambino non si nutre più con la stessa voglia abituale, e continuare a proporre il cibo col cucchiaino senza offrire l’alternativa del biberon. Ma col senno di poi siamo tutti bravi a ragionare… Allora, cosa fare adesso? Si armi di pazienza e fiducia e riproponga al suo bambino il cibo, ha ormai 21 mesi e dunque non è necessario che utilizzi solo il cucchiaino per farlo mangiare. Lo metta a tavola con tutta la famiglia, preparando e mettendo a tavola il suo piatto insieme al vostro e lo inviti all’assaggio (potrà farlo anche con le mani), prepari dei cibi colorati che possano stimolare la sua attenzione (ricordi che si mangia anche con gli occhi e non solo con la bocca) gli racconti delle favolette legate al cibo (potrà trovarne su questo sito) ma soprattutto non inneschi un braccio di ferro con suo figlio, altrimenti il pasto diventerà un momento di stress per entrambi. È molto probabile che queste piccole strategie possano essere sufficienti a superare questo momento di disagio; ma se così non fosse, il suo pediatra potrà di certo consigliarle un aiuto più specializzato, come uno psicologo infantile che possa aiutare e supportare lei e la sua famiglia in questo percorso di rieducazione alimentare di Christopher.

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