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Malattie infantili

Allergie primaverili

37106707 - sneezing girl. child with a handkerchief. allergy

La primavera è da sempre uno dei periodi dell’anno più amati dalla gran parte delle persone, ma probabilmente ciò non vale per i soggetti allergici, che proprio in questo periodo sono più facilmente alle prese con congiuntivite, tosse stizzosa, rinite ecc. (con grande felicità per l’industria dei fazzolettini di carta).

In realtà il calendario pollinico ci dice che, diversamente da ciò che si pensa, i pollini si distribuiscono in maniera diversa nell’arco di tutto l’anno, con una concentrazione maggiore o minore in alcuni mesi a seconda della zona geografica (nord, centro o sud Italia).

Prendendo ad esempio alcune delle allergie primaverili inalatorie più comuni:

  • le graminacee hanno un periodo di pollinazione intenso tra aprile e giugno soprattutto al nord e al centro, mentre le concentrazioni dei pollini rimangono al sud, quando presenti, sempre nel range medio-basso
  • La parietaria invece ha un periodo di pollinazione più intenso al sud tra i mesi di marzo e maggio, al centro tra maggio e giugno e al nord a giugno e in agosto (si potrebbe in questo caso pensare di migrare un po’ come le rondini, cercando nel nostro caso di sfuggire al polline)

Aldilà delle manifestazioni allergiche dovute ai periodi di pollinazione, uno dei problemi più importanti delle allergie agli inalanti (che includono non solo i pollini ma anche le muffe, gli acari, ecc.) è quello della cross-reattività – cioè le reazioni incrociate – con allergeni alimentari.  Questo fenomeno si verifica quando l’allergene respiratorio (cioè la proteina – solitamente del polline – responsabile della reazione allergica quando inalata) ha una struttura simile ad un allergene alimentare (cioè una proteina presente in un alimento). Il sistema immunitario, sensibilizzato a quel polline, incontrando l’allergene alimentare, che è simile anche se non identico, lo riconosce comunque come estraneo e innesca la reazione allergica in origine scatenata tipicamente dal polline.

Le principali cross-reazioni avvengono tra il polline di alcune piante e alimenti di origine vegetale; tra gli acari e i crostacei; tra il lattice e alcuni tipi di frutta (ad es. banana, avocado, etc..)

Le cross-reazioni più frequenti sono:

Graminacee Mela, kiwi, pomodoro, frumento, arancia, arachidi, pesca, pera, ciliegia, mandorla, prugna, anguria, albicocca, fragola, lampone
Ambrosia Melone, banana
Artemisia Cicoria, banana, melone, sedano, prezzemolo, carote, ecc.
Parietaria Basilico, piselli, fico
Olivo Olive, olio d’oliva
Betulla Mela, pesca, albicocca, frutta secca in genere, ciliegia, patata, carota, banana, finocchio, sedano

 

In questo caso spesso la reazione che si scatena è di tipo:

  • Sindrome orale allergica: con bruciore, gonfiore delle labbra e delle mucose della bocca e della gola (nei casi gravi si può arrivare all’edema della glottide e del laringe)
  • Orticaria acuta
  • Sintomi gastrointestinali: di solito diarrea, ma anche gonfiore o coliche addominali
  • Sintomi respiratori: rinite, tosse, crisi asmatiche
  • Nei casi più gravi si può arrivare allo shock anafilattico

Dunque i soggetti fortemente allergici ai pollini dovrebbero cercare di evitare alcuni tipi di alimenti soprattutto se, una volta che li hanno provati, hanno già avuto manifestazioni di tipo allergico. Ancora più importante è, in questi casi, leggere bene le etichette per evitare l’introduzione misconosciuta di un allergene potenzialmente dannoso.

È importante, però anche, ribadire che tutto ciò che viene classificato come allergia alimentare spesso non lo è realmente, ma potrebbe ad esempio originare da una delle cross-reazioni a cui abbiamo fatto riferimento.

Dott.ssa Alessandra Piedimonte
Medico Chirurgo esperta in Nutrizione Pediatrica
Alessandra Piedimonte