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Malattie infantili

I bambini e l’influenza del 2015: sintomi, contagio e rimedi consigliati

Bambini a letto con influenza

Anche quest’anno sta per arrivare l’appuntamento con l’ormai ben nota influenza, malattia stagionale virale che si manifesta nel periodo invernale. Il picco in genere si ha tra fine gennaio e inizio febbraio. Il virus influenzale ha una spiccata capacità di cambiare alcune proteine sulla sua superficie. È per questo che riesce ad aggirare le difese immunitarie dell’individuo che, anche quando fosse venuto a contatto col virus influenzale dell’anno precedente, non è in grado di rispondere e bloccare efficacemente il virus dell’anno in corso. Per tale motivo è importante ripetere la vaccinazione ogni anno e i vaccini vengono modificati di anno in anno.

Il virus, che si trova nella saliva e nel muco, si trasmette da persona a persona tramite le mucose di bocca, occhi e naso. Il contagio è favorito negli ambienti chiusi e affollati come, ad esempio, scuole, palestre, mezzi pubblici, eccetera. La persona infetta trasmette il virus dal momento del contagio fino a circa 4-5 giorni dalla comparsa dei primi sintomi.

Dati dell’Istituto superiore di sanità affermano che “la frequenza con cui insorgono casi di influenza si aggira mediamente intorno all’8% della popolazione generale, ogni anno, mentre nella fascia d’età 0–14 anni, che è quella più colpita, l’incidenza, mediamente, è pari a circa il 22%”. Dunque i bambini presentano un rischio quasi triplo rispetto a noi adulti e questo probabilmente per diverse ragioni tra cui:

  • un sistema immunitario leggermente meno “competente” rispetto a quello adulto
  • la non sempre corretta igiene (ad esempio, non lavarsi spesso le mani)
  • l’assidua frequentazione di ambienti affollati (ad esempio le scuole)

Generalmente l’influenza si manifesta con febbre improvvisa, che dura circa 3 giorni, associata a brividi, dolori muscolari e ossei, cefalea, raffreddore, tosse non catarrale, spesso mal di gola. Dura in genere 6-7 giorni, ma il malessere e l’inappetenza (soprattutto nei bambini) possono durare anche per un periodo più lungo.

Dal punto di vista terapeutico, essendo una malattia di origine virale, in assenza di complicazioni come ad esempio le infezioni batteriche, gli antibiotici non sono utili e, anzi, possono essere perfino dannosi, poiché possono comportare lo sviluppo di batteri resistenti a quella classe di antibiotici. La terapia è dunque sintomatica, soprattutto con antipiretici come il paracetamolo.

Di pari importanza, soprattutto nei più piccoli, è la gestione dell’alimentazione, che inizialmente può prevenire l’infezione stimolando naturalmente il sistema immunitario, mentre nella fase acuta può limitare l’intensità e la durata della sintomatologia.

Il primo consiglio è sempre quello di controllare e garantire al bambino una corretta idratazione, tanto più importante quanto più il bimbo ha una temperatura elevata o nel caso in cui sia presente vomito o diarrea. Ricordiamo che i bambini hanno, purtroppo, una spiccata tendenza alla disidratazione: più piccolo è il bimbo più velocemente si disidrata.

Se il bambino non ha fame non forzatelo a mangiare e in ogni caso cercate di proporgli alimenti facilmente digeribili e ricchi di vitamine, soprattutto frutta e verdura.

Una delle vitamine più importanti per il sistema immunitario è la vitamina C contenuta in alcuni tipi di frutta (ad esempio, come è ben noto, gli agrumi), ma anche verdure (lattuga, radicchio, spinaci, broccoletti) e ortaggi (broccoli, cavoli, cavolfiori, pomodori, peperoni).

Una bella spremuta d’arancia potrebbe essere molto utile sia per idratare sia per fornire buone quantità di vitamina C che stimolano il sistema immunitario. Ricordiamo che, per mantenere inalterato il contenuto di vitamina C, la spremuta di arancia va consumata appena fatta perché tale vitamina si ossida all’aria.

Altre vitamine e sali minerali importanti per il sistema immunitario, e dunque utili in questo particolare frangente, sono:

  • la vitamina A: in tuorlo d’uovo, frutta e verdura arancione e verdura a foglia verde scura
  • la vitamina B1: carne, cereali, noci, legumi
  • la vitamina B2: latte, uova, verdura a foglia larga
  • la vitamina B6: latte, carne, cereali, frutta
  • la vitamina B12: alimenti di origine animale
  • la vitamina E: semi e oli vegetali
  • il calcio: latte, legumi
  • il magnesio: soia, noci, verdure
  • lo zinco: carne rossa

In sintesi, quindi, ancora una volta un’alimentazione varia e bilanciata, se è assolutamente utile come prevenzione degli stati di malattia, è ancora più utile come terapia di supporto nella  fase acuta.

Dott.ssa Alessandra Piedimonte
Medico Chirurgo esperta in Nutrizione Pediatrica
Alessandra Piedimonte