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Malattie infantili

Coliche dei bambini: che sono e cosa fare

Bambino con le coliche

Le coliche sono un disturbo che colpisce frequentemente i lattanti tra i 2 e i 3 mesi di vita. Lo stomaco si gonfia come la pelle di un tamburo, il viso si fa rosso, la schiena si inarca, le gambe scalciano. Urla e pianti diventano inconsolabili, per la disperazione dei genitori, che spesso non sanno proprio cosa fare. Ma è proprio l’atteggiamento di mamma e papà che può fare la differenza per far passare quello che, nella maggior parte dei casi, è solo un malessere passeggero, come spiega il professor Andrea Vania, responsabile del Centro di Dietologia e Nutrizione pediatrica dell’Università La Sapienza di Roma e past president dell’ECOG, l’European childhood obesity group.

Professor Vania, che cosa sono le coliche?
“Sono dolori addominali, questo è abbastanza ovvio. Più difficile dire da che cosa siano dovute. La causa ultima è la produzione di piccole bollicine gassose, che fanno stirare le pareti dell’intestino e di cui il bambino non riesce facilmente a liberarsi poiché sono frammiste alle feci. Questo gas è quasi sempre dovuto alla normale crescita della flora intestinale. Quando le coliche non sono fisiologiche e passeggere e non si placano con i rimedi più comuni, possono essere spia di altro: ad esempio di un’allergia alimentare – e quand’è così, frequentemente, al latte vaccino – oppure di un’infezione alle vie urinarie”.

Come si fa a capire se il bambino piange proprio per delle coliche?
“Le coliche fisiologiche avvengono normalmente di pomeriggio e la sera, non la mattina. Solitamente sono accompagnate da movimenti caratteristici che il bambino fa per alleviare il dolore, per esempio agitando le gambe. I maschietti le soffrono di più: non perché le abbiano più frequentemente, ma semplicemente perché noi maschi resistiamo poco al dolore”.

È valida la “regola del 3” del pediatra americano Morris Wessel, secondo cui spmp coliche se il bambino piange più di 3 ore al giorno, per più di 3 giorni alla settimana, per più di 3 settimane di seguito?
“Mi sembra una regola di buon senso, dal momento che di solito il bambino le coliche fisiologiche le ha praticamente tutti i giorni, per buona parte del pomeriggio e della sera e per un periodo che va di soliti dai 2 mesi a tutto il terzo”.

Che bisogna fare per farle passare?
“Innanzitutto conta molto l’atteggiamento dei genitori: il bambino è molto empatico, più il genitore si preoccupa, più lui sta male. Prendere in braccio il bambino, maneggiarlo con dolcezza, coccolarlo sono tutte cose che servono sicuramente a ridurre il disturbo. Dopo di che, ci sono tanti rimedi, anche naturali, ma non tutti funzionano benissimo: il finocchio, preso dal bambino o dalla mamma nella convinzione che il principio attivo passi attraverso il latte, oppure eliminare dalla dieta della mamma latte, legumi e verdura a foglia verde, magari tutti e tre contemporaneamente, secondo la mia personale esperienza servono a poco”.

Ci sono farmaci contro le coliche?
“In passato si davano ai bambini addirittura gli ansiolitici, che sono anche miorilassanti, mentre oggi è diffuso il simeticone, che più che un farmaco è un dispositivo medico che ha un effetto antischiuma, quindi fa sì che le bollicine gassose si aggreghino e siano più facili da espellere. Possono essere utili, ma solo ad alti dosaggi, i probiotici, che aiutano a riequilibrare la flora batterica intestinale”.

Massaggiare l’addome può servire?
“Sì, certo, perché con il massaggio si smuovono le bollicine gassose e si aiuta l’evacuazione. Lo stesso vale per altre azioni meccaniche, come tenere il bambino sulla pancia e dargli dei colpetti sulla schiena. Un altro sistema per far passare almeno temporaneamente le coliche è attaccare il bambino al seno o al biberon, dal momento che quando si mangia le pareti dello stomaco e dell’intestino si rilassano”.

Prof. Andrea Vania
Pediatra
Vania