Malattie infantili

La dermatite da pannolino

Dott.ssa Marina Cammisa Pediatra

La dermatite da pannolino (culetto rosso) è frequente fra i 7 e i 12 mesi: cause e soprattutto prevenzione

La dermatite da pannolino

Sono tante le mamme che si rivolgono al loro pediatra per quel fastidioso “culetto rosso” scoperto durante il cambio del panno.

Cosa è la dermatite da pannolino?

La dermatite da pannolino è una irritazione frequente della pelle che si osserva nella zona coperta da questo indumento. Può manifestarsi con un lieve rossore passeggero fino a diventare un intenso rossore e comportare anche escoriazioni della pelle, simili a bruciature. Interessa più spesso le zone convesse, cioè quelle a contatto del pannolino, aree perianali e perigenitali, ma, facilmente, si può estendere anche alle pieghe.

A cosa è dovuta la dermatite da pannolino ?

1- Al contatto della cute con feci e urine che sono agenti irritanti, non a caso le dermatiti aumentano nell’età in cui l’alimentazione non è più fatta di solo latte e frequentemente accompagna la diarrea (feci acide).

2- Alla frizione continua tra cute e pannolino, infatti spesso ricalca le aree dove il piccolo è poggiato.
3- All’ambiente caldo-umido che si crea in quelle aree che causa una riduzione della funzione barriera dell’epidermide.
4- Alla cute iperidratata per la presenza del pannolino e che risulta meno resistente all’azione meccanica del pannolino stesso.
5- All’iperidratazione creata dal pannolino che favorisce la crescita di microrganismi.

La dermatite da pannolino è dolorosa?

La dermatite da pannolino per la posizione e per il contatto con materiale acido crea un intenso fastidio al piccolo, che diventa vero e proprio dolore con pianto ed irrequietezza nelle fasi più avanzate.

È frequente?

La dermatite da pannolino è l’alterazione dermatologica più frequente nei bambini, soprattutto tra i 7 e i 12 mesi a causa delle posizioni fisse che il piccolo spesso assume e in coincidenza con l’introduzione di alimenti diversi dal latte. Può verificarsi, però, fino a che il piccolo porta il pannolino. Infatti, nonostante gli enormi miglioramenti che questi indumenti hanno subito negli ultimi anni, anche quando sono asciutti creano una iper-idratazione della pelle che facilita i rischi di abrasione epidermica e la proliferazione batterica.

Come curare la dermatite da pannolino?

Il rimedio naturale della nonna, nelle forme meno estese di della dermatite da pannolino, caratterizzate da leggeri arrossamenti, prevede l’uso dell’olio di oliva (considerato la panacea di tutti i mali in anni lontani!) che idrata la cute e crea una pellicola protettiva.
È utile l’uso, nelle forme lievi, di creme all’ossido di zinco che facilitano la riparazione della cute. Nelle forme più estese la consulenza pediatrica è fondamentale, infatti si potrebbe verificare una sovrapposizione micotica o batterica della lesione che necessita di una prescrizione medica.
Inoltre si devono seguire gli stessi consigli della prevenzione.

Come prevenire la dermatite da pannolino ?

1- Usare pannolini con taglie comode e adeguate, differenti per sesso. Può accadere che vi sia una particolare sensibilità della pelle ad alcuni tessuti, quando la causa della Dermatite non è chiara si potrebbe provare a cambiarne il tipo.
2- Cambiare spesso il pannolino, fino a 6 volte al giorno, per evitare il contatto di feci e urine per lungo tempo con la cute.
3- Cambiare il pannolino dopo il pasto e non prima, perché il riflesso gastrocolico si attiva con il pasto.
4- Usare pannolini che non contengono molecole deodoranti, potrebbero risultare irritanti.
5- Non applicare abbondanti creme o paste ad ogni cambio.
6- Lavare frequentemente il caletto solo con acqua tiepida, senza usare sempre detergenti.
7- Lasciare il bimbo libero dal pannolino per qualche minuto ad ogni cambio, soprattutto in presenza di una dermatite.
8- Se si usano pannolini di stoffa, cambiarli con maggiore frequenza degli altri e stare attenti a non lasciarvi residui di detersivi.

Uso del vasino precocemente? SI

La migliore prevenzione della Dermatite da Pannolino sarebbe quella di non usare pannolini, o diremmo noi, usarli per il minimo tempo necessario.

Infatti l’utilizzo del vasino è, negli ultimi anni, un momento che si allontana sempre di più, spesso legato solo all’ingresso alla scuola materna.
Oggi però, come è accaduto per molti dei comportamenti mutuati dall’esperienza del passato, si sta diffondendo una pratica denominata ELIMINATION COMMUNICATION che potrebbe essere tradotta come “allenamento infantile al vasino” e che si basa sull’esperienza delle mamme indiane, cinesi e africane e mi permetterei di aggiungere anche italiane negli anni in cui non era possibile l’uso di acqua corrente. Consiste nell’imparare a conoscere sempre meglio il proprio bambino per interagire con lui anche nel momento in cui sta per emettere urine e feci. È una interazione più stretta tra bambino e colei/lui che se ne prende cura fin dai primi giorni di vita. Come un genitore riesce a leggere attraverso le espressioni facciali, i movimenti del corpo ed il pianto del bambino, il suo bisogno di alimentarsi, di dormire o se ha dolore, così impara a capire il momento in cui ha necessità di fare pipì e cacca. È una interazione più intima, più essenziale che richiede sensibilità e dedizione, del resto l’uomo è l’unico essere vivente che impara a svolgere i suoi bisogni così in ritardo. È molto difficile togliere il pannolino ad un bambino più grandicello dopo che, per tanto tempo, lo hanno “convinto” che quella del pannolino era la soluzione giusta. È quantomeno comprensibile il disorientamento del piccolo produttore!

Come si dovrebbe fare?

1- Dedicare un po’ di tempo a riconoscere i segnali che il piccolo manda quando fa pipì e cacca (anche se per quest’ultimo è più facile). I primi tempi nei neonati tra una pipì e l’altra passano circa 20 minuti, poi i tempi si allungano a 1-2 ore
2- Essere attenti soprattutto dopo la pappa perché rappresenta il momento migliore da sfruttare (che eviterebbe anche tante stitichezze psicogene)
3- Usare da subito un vasino
4- Avere tantissima pazienza ed organizzarsi con asciugamani e traverse per coprire i luoghi dove riposa il bambino e tante mutandine e ghettine per i cambi.

Questo permetterebbe:

  • un notevole risparmio alle famiglie
  • di fare una scelta eco-friendly (si calcola che in 3 anni un bambino utilizzerà 4.500 pannolini, che costituiscono una tonnellata di rifiuti che finiti in discarica necessitano di 500 anni per decomporsi)
  • di evitare gli eritemi.

L’insegnamento precoce all’uso del vasino senza costrizioni, in ambiente sereno, in amorevole intesa, potrebbe rappresentare “l’uovo di Colombo” per risolvere molti problemi alle future generazioni, compreso quello della dermatite da pannolino.