L'impegno di Coop Equipe Medica
×

Malattie infantili

Diarrea bambini: rimedi per la diarrea acuta nei lattanti

Bambino che piange

È il sintomo più frequente in occasione di gastroenterite che, soprattutto d’estate, preoccupa molto i genitori. Si parla di diarrea quando si verifica l’emissione di feci superiore alle 3 evacuazioni al giorno con o senza altri sintomi di accompagnamento come vomito, dolori addominali, nausea o febbre. In realtà più che al numero delle scariche (infatti nel lattante è fisiologica una “spruzzatina” dopo ogni poppata), è la consistenza delle feci e la loro quantità che fa la differenza tra una diarrea più o meno grave. Diciamo subito che nei paesi occidentali non è una situazione potenzialmente mortale come invece avviene regolarmente nei paesi poveri dove rappresenta la seconda causa di morte infantile dopo le infezioni. Quindi una volta ridimensionato il problema e rasserenati gli animi sulla sua gravità, cerchiamo di fare il punto sulla gestione di questa “malattia”, che, pur manifestandosi all’improvviso, deve trovare i genitori preparati a trattarla in autonomia.

  1. Non è necessario eseguire l’esame delle feci. La maggior parte delle diarree, quando non legate ad abusi alimentari come eccesso di dolci e bevande zuccherate, sono virali. I Rotavirus sono gli agenti più frequentemente in causa. Ma che siano loro o altri i germi responsabili della diarrea acuta il trattamento non cambia. Infatti eccetto casi limitati, in cui è presente anche febbre elevata e/o vomito incoercibile, è una condizione autolimitante, il che vuol dire che guarisce da sola.
  2. Non è consigliabile sospendere l’alimentazione di alimenti solidi per più di 6 ore. Infatti l’dea che un digiuno prolungato possa migliorare la diarrea o che serva per ripulire l’intestino è stata abbondantemente superata dalle raccomandazioni internazionali secondo cui la ripresa dell’alimentazione, e per giunta non “in bianco” come si riteneva una volta, permette all’intestino una ripresa più rapida. Inoltre gli alimenti devono essere gli stessi che il piccolo mangia abitualmente, soprattutto se ha un’alimentazione corretta e naturalmente priva di bevande ad alto contenuto di zucchero. I lattanti non devono sospendere il latte materno o il latte adattato, solo molto raramente è indicata la somministrazione di latti speciali.
  3. La reidratazione per bocca è la terapia fondamentale per permettere una rapida ripresa delle condizioni generali del piccolo paziente. Lo scopo è quello di recuperare le perdite idriche che si sono verificate con la diarrea, infatti la disidratazione porta progressivamente a pallore, ipotensione, tachicardia fino a sintomi neurologici di gravità crescente come l’irritabilità o la depressione della fontanella nei lattanti e alla riduzione della diuresi (controllare che il pannolino sia bagnato) che rappresentano complicazioni della diarrea. Bisogna fare bere ai piccoli acqua “goccia a goccia”, cioè in piccole quantità, per evitare di stimolarne il vomito ed il riflesso gastrocolico, ma di continuo, ogni 4-5 minuti, alternata a soluzioni già pronte in commercio fatte di zuccheri e sali in proporzioni stabilite, per permettere un più rapido recupero delle condizioni generali del bambino. Queste soluzioni sono lievemente salate per cui è bene offrirle fredde per migliorarne il gusto. La reidratazione per bocca, lenta ma continua, è estremamente efficace ed evita la reidratazione più rapida ma traumatica delle flebo in ospedale in caso di disidratazione grave a cui però non si deve arrivare se si comincia a fare bere da subito il bambino.
  4. I probiotici o “fermenti lattici” sembra riducano la durata della diarrea di circa 24 ore, ma non sono essenziali per la sua risoluzione. Potrebbero essere usati subito all’esordio della malattia perché sono organismi vivi che migliorano la flora intestinale per cui non devono essere distrutti a livello dello stomaco, come succede spesso per i fermenti della maggior parte degli yogurt (per altro ottimo alimento per i bambini che lo desiderano anche durante la diarrea).
  5. L’uso dei farmaci è affidato ai pediatri. Nei piccoli, soprattutto al di sotto dei 4 anni, si preferisce non utilizzare farmaci che modificano la secrezione o la motilità dell’intestino proprio per il carattere autolimitante della diarrea e per i potenziali effetti collaterali, soprattutto neurologici, dei farmaci in commercio.

In sintesi, la diarrea si supera con la reidratazione e la ri-alimentazione precoce, senza dimenticare una buona dose di pazienza, cioè proprio con quei presidi che spesso i genitori evitano di porre in atto nel timore di peggiorarne la sintomatologia.

Dott.ssa Marina Cammisa
Pediatra
marina cammisa