L'impegno di Coop Equipe Medica
Crescendo social club by Coop
×

Malattie infantili

Il culetto rosso (dermatite da pannolino)

Il culetto rosso (dermatite da pannolino)

Sono tante le mamme che si rivolgono al loro pediatra per quel culetto rosso scoperto durante il cambio del pannolino del loro bambino. Non a caso si tratta di una irritazione della pelle che si osserva nei primi anni di vita e che, nella maggioranza dei casi, è riferibile alla Dermatite da Pannolino (DdP). È l’alterazione dermatologica più frequente nell’età pediatrica che da un transitorio eritema può portare a forme più gravi che interessano zone sempre più ampie perianali e perigenitali con edema spiccato.

Si tratta di una dermatite da contatto, più frequente tra i 7 e i 12 mesi, ma che può sempre verificarsi fino a che si porta il pannolino. Infatti, nonostante gli enormi miglioramenti che hanno subito negli ultimi anni, anche quando sono asciutti questi indumenti creano una iperidratazione della pelle che facilita i rischi di abrasione epidermica e la proliferazione batterica. La DdP si verifica quindi perché:

  • Le feci e le urine sono agenti irritanti, non a caso le dermatiti aumentano nell’età in cui l’alimentazione non è più esclusivamente lattea.
  • Vi è una frizione continua tra cute e pannolino.
  • L’ambiente caldo-umido causa una riduzione della funzione barriera dell’epidermide e facilita la moltiplicazione batterica.
  • La cute iperidratata è meno resistente all’azione meccanica del pannolino.
  • L’iperidratazione favorisce la crescita di microrganismi.

Come prevenire quindi la DdP?

  1. usare pannolini con taglie comode e adeguate, differenti per sesso
  2. cambiarli spesso, fino a 6 volte al giorno
  3. cambiare il pannolino dopo il pasto e non prima, perché il riflesso gastrocolico che si verifica al pasto facilita l’emissione di feci e urine
  4. usare pannolini che non contengono molecole deodoranti
  5. se si usano pannolini di stoffa cambiarli con maggiore frequenza degli altri e stare attenti a non lasciare residui di detersivi.

Ma la migliore prevenzione della DdP sarebbe quella di non usare pannolini, o diremmo noi, usarli per il minimo tempo necessario. Infatti, l’utilizzo del vasino è, soprattutto negli ultimi anni, un momento che si sta allontanando sempre di più. Spesso, in realtà, sono solo le regole per l’ammissione alla scuola materna che spingono i genitori alla pratica del vasino.

Oggi però, come è accaduto per molti dei comportamenti mutuati dall’esperienza del passato, si sta diffondendo una pratica denominata ELIMINATION COMMUNICATION che potrebbe essere tradotta come allenamento infantile al vasino e che si basa sull’esperienza delle mamme indiane, cinesi e africane. Consiste nell’imparare a conoscere sempre meglio il proprio bambino per interagire con lui anche nel momento in cui sta per emettere urine e feci. È una interazione più stretta tra bambino e colei/lui che se ne prende cura fin dai primi giorni di vita. Come un genitore riesce a leggere attraverso le espressioni facciali, i movimenti del corpo e il pianto del bambino, il suo bisogno di alimentarsi, di dormire o se ha dolore, così impara a capire il momento in cui ha necessità di fare pipì e cacca. È una interazione più intima, più essenziale che richiede sensibilità e dedizione. Del resto l’uomo è l’unico mammifero che impara a svolgere i suoi bisogni così in ritardo. È frequente la difficoltà che i genitori incontrano nel togliere il pannolino a un bambino più grandicello dopo che, per tanto tempo, lo hanno “convinto” che quella del pannolino era la soluzione giusta “bravo tesoro mio, falla tutta che dopo mamma ti cambia!”. È quantomeno comprensibile il disorientamento del piccolo produttore.

Come si dovrebbe fare?

  1. Dedicare un po’ di tempo a riconoscere i segnali che il piccolo manda quando fa pipì e cacca (anche se per quest’ultimo è più facile). Per i neonati l’intervallo di tempo tra una pipì e l’altra è circa di 20 minuti, poi i tempi si allungano a 1-2 ore.
  2. Essere attenti soprattutto dopo la pappa perché rappresenta il momento migliore da sfruttare (il che eviterebbe anche tante stitichezze psicogene)
  3. Usare da subito un vasino
  4. Avere tantissima pazienza e organizzarsi con asciugamani e traverse per coprire i luoghi dove riposa il bambino e tante mutandine e ghettine per i cambi.

Questo permetterebbe:

  • un notevole risparmio alle famiglie
  • di fare una scelta eco-friendly (si calcola che in 3 anni  un bambino utilizzerà circa 4.000 pannolini, che finiti in discarica necessitano di decine di anni per decomporsi)
  • di evitare gli eritemi.

L’insegnamento precoce all’uso del vasino senza costrizioni, in ambiente sereno, in amorevole intesa, potrebbe rappresentare “l’uovo di Colombo” per risolvere molti problemi alle future generazioni.

Dott.ssa Marina Cammisa
Pediatra
marina-cammisa pediatra - alimentazione bambini by coop