Malattie infantili

Quel fastidioso bruciore in bocca: le afte

Le afte sono piccole e dolorose lesioni della mucosa della bocca e se ne distinguono 2 forme: tanti consigli su come affrontarle.

Quel fastidioso bruciore in bocca: le afte

Le afte sono piccole lesioni della mucosa della bocca: prima un leggero fastidio, quindi si forma un’area rossa o una bolla che poi si ulcera, e brucia tanto, impedendo di parlare ma soprattutto mangiare. Infatti la parola AFTA deriva proprio da una parola greca da cui origina anche la parola “afa” e che significa “essere acceso”.

Si distinguono 2 forme: nella più frequente gli elementi sono pochi e occasionali, nell’altra gli episodi si ripetono più volte durante l’anno (3 o più), le lesioni sono in numero maggiore e ci mettono più tempo per guarire, in modo da far parlare di Aftosi Orale Ricorrente (AOR).

In ogni caso le afte:

  • Interessano sempre la mucosa della bocca risparmiando palato duro e gengive, preferiscono la superficie inferiore della lingua e la mucosa delle labbra.
  • Hanno forma ovalare/rotonda.
  • Un diametro di 3-4 mm ma a volte di più.
  • Formano un’ulcera di colore giallo verdastro dovuto alla formazione di strati di fibrina e sono circondate da un alone eritematoso.
  • Nella grandissima maggioranza dei casi NON si accompagnano ad altra sintomatologia e compaiono in individui sani.
  • Sono tipiche dell’infanzia e si riducono nella terza decade di vita.
  • Si risolvono spontaneamente in 1 fino a 3 settimane.
  • A volte si osserva familiarità, ma la causa virale sembra sia stata esclusa.

 

Anche se nella maggioranza dei casi una AOR non avrà una spiegazione chiara, merita un approfondimento con la ricerca di una possibile celiachia, un’allergia, una disgnazia con traumatismo continuo della mucosa in sedi fisse o un effetto collaterale da assunzione di farmaci. Per questo è bene precisare che la diagnosi di AOR è di esclusione in un soggetto che non presenta altri sintomi: cutanei, intestinali, articolari, che se altresì riscontrati andranno presi in esame.

 

In ogni caso sono fondamentali consigli di carattere generale per evitare traumatismi che esacerbano la sintomatologia:

  • Evitare cibi acidi e caldi
  • Evitare alimenti duri da masticare
  • Preferire alimenti liquidi e freschi: latte, yogurt e gelato. Puree di legumi e patate. Ottimi frullati e frappe di frutta.

Ciò che è veramente importante per i genitori è non entrare in confusione se i piccoli mangiano poco, se rifiutano gli alimenti che hanno sempre amato e se questo si protrae per più giorni. Sarà loro compito proporre un’alternativa a ogni pasto senza la pretesa che sia ben accetta. Minore sarà la loro preoccupazione per questa temporanea disappetenza e più rapidamente i bambini recupereranno il loro appetito. La solita insistenza alimentare che costantemente deploriamo, in questo caso diventa deleteria perché i bambini si domandano come i grandi non riescano a capire le loro difficoltà oggettive nel mangiare. Ripeto che il gelato in questi casi può diventare la soluzione di gran parte dei problemi.

Quindi nelle afte minori e di rapida risoluzione non è necessaria nessuna terapia a meno che non si utilizzino gel, pellicole protettive, collutori o spray a base di sucralfato, aloe o acido ialuronico.

Nelle forme multiple e più persistenti si possono aggiungere cortisonici topici e blandi anestetici locali consigliati dal proprio pediatra.

Nelle rare forme che accompagnano patologie sistemiche si dovrà ovviamente curare anche e soprattutto la malattia di base.

marina-cammisa pediatra - alimentazione bambini by coop

Dott.ssa Marina Cammisa Pediatra

Con la supervisione di:

Pediatra Margherita Caroli ECOG SIO OMS

Dott.ssa Margherita Caroli Pediatra (past president ECOG, ex consiglio direttivo SIO)

Prof. Andrea Vania - Alimentazione bambini

Prof. Andrea Vania Pediatra (past president ECOG; consiglio direttivo SIO)

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