Malattie infantili

Sensibilità al glutine non celiaca: cause, sintomi, cosa fare

Cosa è la sensibilità al glutine e in cosa differisce dalla celiachia? Come si diagnostica? E se fosse una variante della sindrome del colon irritabile?

Sensibilità al glutine non celiaca: cause, sintomi, cosa fare

Nel campo dell’alimentazione molto spesso arrivano alla visita specialistica persone che lamentano disturbi gastrointestinali, soprattutto gonfiore, che in realtà non vengono poi supportati da esami clinico-diagnostici che identifichino una vera e propria allergia o una intolleranza a determinati alimenti.

Fino a qualche anno fa tali pazienti venivano perlopiù identificati come affetti da sindrome dell’intestino irritabile oppure da disturbi gastrointestinali psicosomatici.

Si è poi fatta strada una terza possibilità, che viene oggi definita come Sensibilità al glutine.

Dal punto di vista sintomatologico questa si caratterizza con sintomi gastrointestinali (gonfiore, dolore addominale, diarrea, stipsi, etc..) ed extraintestinali (sonnolenza, cefalea, rush cutanei, depressione, anemia, etc..) che si manifestano in seguito all’assunzione del glutine.

Con l’eliminazione dall’alimentazione degli alimenti contenenti glutine, tale sintomatologia in effetti, nella maggior parte di queste persone, scompare in pochissimo tempo.

Non ci sono ancora dei dati ufficiali di prevalenza di tale patologia, anche per un aspetto che richiameremo più avanti, ma si stima che sia molto frequente nella popolazione, decisamente più frequente della celiachia vera e propria.

Che differenza c’è fra la Sensibilità al glutine e la celiachia o l’allergia al grano?

In effetti la sintomatologia è molto simile, se non sovrapponibile. In realtà però la prima differenza sta nell’età di manifestazione: infatti la Sensibilità al glutine si manifesta soprattutto in età adolescenziale e nell’adula adulta, solo molto raramente in età pediatrica. Altri elementi distintivi sono:

  • La negatività dei test immunologici per l’allergia al grano (anticorpi IgE verso il grano e PRICK test)
  • La negatività dei test sierologici per la celiachia (anticorpi antiendomisio e anticorpi antitransglutaminasi)
  • Biopsia intestinale normale o con lesioni minime (villi intestinali normali)

La Sensibilità al glutine si può diagnosticare?

Attualmente non esistono esami diagnostici definitivi, talora si può ritrovare una positività degli anticorpi antigliadina (AGA) di classe IgG, questa positività però si riscontra solo nel 40-50% dei pazienti, e inoltre viene oggi considerata dai gastroenterologi come una manifestazione aspecifica di sofferenza intestinale (analoga alla calprotectina fecale? Forse…).

Qual è il meccanismo originario della Sensibilità al glutine rispetto a quello della celiachia?

Per chi crede nell’esistenza della Sensibilità al glutine, questa si differenzia dalla celiachia anche e soprattutto per il meccanismo originario: nel caso della Sensibilità al glutine infatti tale meccanismo sarebbe dovuto a una risposta immunitaria acuta scatenata dal contatto tra gli alimenti contenenti glutine e la mucosa dell’intestino, nel caso, invece, della celiachia il meccanismo sarebbe trifattoriale, con caratteristiche ben note: lo scatenamento (reazione), legato al contatto con glutine (fattore esterno), di una autoimmunità in un paziente con predisposizione (genetica) alla produzione di alcuni tipi di anticorpi.

L’aumento della risposta immunitaria tipica della Sensibilità al glutine sarebbe invece dovuto alla presenza di una mucosa intestinale più permeabile rispetto alla norma, con un più facile passaggio patologico di nutrienti e di batteri.

Allo stato attuale comunque la diagnosi di Sensibilità al glutine è ancora una diagnosi di esclusione – non universalmente accettata dai gastroenterologi – legata alla presenza della sintomatologia ma alla contemporanea assenza di positività degli esami diagnostici tipici della celiachia.

Sensibilità al glutine, malattia specifica o solo una variante della sindrome dell’intestino irritabile?

L’elevata frequenza dei sintomi che caratterizzerebbero la Sensibilità al glutine, l’assenza di esami che la possano confermare con certezza, e il fatto che gli alimenti contenenti glutine sono tutti alimenti più o meno complessi e lavorati, oppure cibi di base, che contengono comunque anche una serie di altri nutrienti – fruttosio, fruttani, polialcoli (globalmente indicati come FODMAP) – ha portato poi molti gastroenterologi a pensare che, contrariamente a quanto detto sinora, la Sensibilità al glutine non esista come tale, e possa essere invece soltanto una delle manifestazioni della ipersensibilità intestinale ai FODMAP (“Fermentabili Oligo-, Di- e Mono-saccaridi e Polioli” ossia carboidrati che non possono essere digeriti o assorbiti bene), dunque null’altro che una variante della Sindrome dell’intestino irritabile

Quadro dunque per nulla chiaro, al momento! Per questo, è certamente fondamentale che l’ipotesi diagnostica sia fatta sempre da un medico specialista e che il paziente sia poi monitorato nel tempo, soprattutto quando si parla di soggetti in età pediatrica o adolescenziale in cui l’esclusione “fai-da-te” di alcuni alimenti o addirittura di intere classi di alimenti potrebbe comportare deficit nutritivi importanti e inficiare quindi un’adeguata crescita.