Malattie infantili

Vaccini sì o no: le ragioni della vaccinazione

Se dovessimo dire quale è la scoperta più sensazionale che ha cambiato il corso della medicina e dato una dignità assoluta al concetto di prevenzione, potremmo rispondere a gran voce: le vaccinazioni!

Vaccini sì o no: le ragioni della vaccinazione

Vaccinarsi (compreso il faccino antinfluenzale) è un sistema semplice e geniale di educare l’organismo a riconoscere e combattere un germe estraneo ed estremamente dannoso per lui, senza arrecare danni. Nei vaccini vengono utilizzati antigeni di superficie di virus o batteri o loro parti inattive, che inoculati nel corpo umano inducono una risposta immunitaria adeguata: produzione di anticorpi selettivi che riconoscono “l’estraneo” e nel caso di infezione con virus cosiddetto “selvaggio” lo bloccano e “processano” prima che possa fare danni irreparabili.

Sono sufficientemente giovane per ricordare i racconti dei nostri professori universitari che con le lacrime agli occhi ricordavano le gravissime epidemie di poliomielite e difterite: un numero incredibile di piccoli, in grandi stanze di ospedale, per i quali si poteva fare poco o niente. Sono però sufficientemente anziana per ricordare le ultime epidemie di morbillo, a cui io stessa ho assistito, e la sofferenza e il dolore delle famiglie, i reparti pediatrici pieni di piccoli con la febbre altissima e alcuni casi di bambini con l’encefalite post morbillosa che portano ancora il segno di quella malattia. Infatti, il morbillo è una malattia infettiva virale molto contagiosa che oggi, in una popolazione non vaccinata, si diffonderebbe rapidamente con piccole epidemie che porterebbero a decessi o invalidità, anche nell’occidente industrializzato.

Per questi e tanti altri motivi non capisco i cosiddetti no-vax, che negano le vaccinazioni ai propri figli creando panico e dubbi tra i genitori, ma soprattutto privando i piccoli di uno strumento di prevenzione eccezionale e unico. Non voglio dare i numeri del problema, invito solo coloro che credono di sapere, di fare una breve ricerca su quello che è stata la polio nel dopo guerra nei paesi occidentali, sui danni da rosolia sul feto quando questa banale malattia viene contratta in gravidanza e sul tentativo che le Nazioni Unite stanno facendo per vaccinare i piccoli in Africa anche grazie al nostro contributo.

Prevenzione deve essere la parola d’ordine della moderna medicina

Quale sistema migliore, così semplice ed efficace? Tutti coloro che hanno vaccinato i loro figli, me compresa, hanno pensato all’ipotetico rischio di far male ai propri bambini e se non fosse stato meglio che la natura facesse il suo corso, come diceva mia nonna. In realtà, solo più tardi mi sono accorta che si tratta di becero personalismo: la vaccinazione, nel momento in cui si attua, non protegge solo mio figlio, ma impedisce contemporaneamente che un eventuale contagio si propaghi, proteggendo anche i figli degli altri e poi degli altri e poi degli altri. Molti adulti hanno sul loro braccio il segno della vaccinazione antivaiolosa che ormai da molti anni non si esegue più proprio perché, grazie anche a quel meccanismo di blocco, cui anch’io nel mio piccolo ho contribuito con la mia vaccinazione, il virus non circola più.

Vaccini e autismo: una falsità

Altro discorso è la paura della correlazione tra vaccinazioni e autismo di cui ultimamente alcuni si fanno scudo per giustificare situazioni difficili. È comprensibile dal punto di vista umano che ricerca sempre la causa di ogni cosa, ma assolutamente falso per la medicina ufficiale. Non solo l’Organizzazione Mondiale della Sanità e la letteratura scientifica smentiscono categoricamente ogni connessione tra vaccinazione morbillo-parotite-rosolia e autismo, ma più di tutto vale l’evidenza dei dati epidemiologici: a fronte di milioni di dosi di vaccino somministrato, non si è registrato un contemporaneo aumento della diffusione dell’autismo. L’apparente aumento dei numeri è legato solo a una diagnosi precoce e a un elevato numero di casi sfumati del cosiddetto “spettro autistico” che in passato non venivano neanche presi in considerazione.

Cari genitori, il mio invito quindi è di vaccinare i vostri figli con serenità e fiducia seguendo il calendario approvato dal Ministero della Salute. Ognuno, nel suo piccolo, avrà contribuito alla prevenzioni di malattie che possono risultare drammatiche per i propri figli, ma anche per tutti i figli del mondo.

Il parere del Prof. Andrea Vania in merito ai vaccini

Andiamo subito al punto: vaccini sì o vaccini no?

Vaccini sì, assolutamente, e tutti quelli che sono possibili, a meno che non ci siano particolari condizioni di salute del bambino che controindichino una certa vaccinazione. I vaccini sono importanti perché proteggono sia dalle patologie gravi o potenzialmente gravi in relazione alla fascia d’età del bambino – come, per esempio, la gastroenterite da rotavirus, che può essere pericolosa soprattutto sotto l’anno di vita – sia dalle patologie che sono gravi di per sé, come la meningite da meningococco, che è sì aggredibile dagli antibiotici, ma è difficilmente diagnosticabile in tempo. Anche il morbillo, che comunemente si considera una malattia banale, può determinare una serie di complicanze di tipo neurologico anche a lunga distanza e, in un caso ogni duemila, può causare persino la morte. Infine, i vaccini sono importanti per proteggere dalle malattie chi, per un motivo o per l’altro, non ha potuto vaccinarsi: solo una copertura superiore al 95% della popolazione può garantire quella che si chiama immunità di gregge.

Non ci sono rischi a vaccinare bambini di pochi mesi?

La pericolosità degli antigeni contenuti nei vaccini è pressoché nulla, pure nel caso del vaccino esavalente più antipneumococcico, che insieme contengono una ventina di antigeni. Basti pensare che a ogni respiro che facciamo dentro casa inspiriamo un migliaio di antigeni, che diventano forse diecimila stando all’aria aperta. Il fatto, inoltre, che un bambino di pochi mesi abbia un sistema immunitario non ancora completamente sviluppato è esattamente la ragione per cui bisogna vaccinarlo: per aumentare le sue difese!

In rete però si parla di febbre, convulsioni, paralisi, autismo… solo leggende metropolitane?

L’autismo è proprio da non considerare. I no-vax continuano a farsi forti dello studio di Andrew Wakefield del 1998, che sosteneva la correlazione tra autismo e vaccino trivalente per morbillo, rosolia e pertosse: è stato dimostrato che quello studio era così fraudolento che è stato ritirato dalla rivista scientifica che lo ha pubblicato e Wakefield è stato radiato dall’ordine dei medici del Regno Unito. La febbre, anche elevata, può invece capitare, ma è una febbre reattiva e di breve durata. Le convulsioni possono essere causate proprio dalla febbre alta. Non mi risulta, infine, che si siano verificati casi di paralisi in bambini sani. Ogni vaccino, però, è bene specificarlo, è una medicina e nessuna medicina – neanche il semplice paracetamolo che prendiamo tutti per la febbre o il mal di testa – è priva di effetti collaterali. Pretenderlo dai vaccini è volere la luna nel pozzo.

Ma è vero almeno che i vaccini contengono sostanze che possono essere nocive per l’organismo?

La sostanza su cui più si è puntata l’attenzione è il mercurio con il composto tiomersale, che però, almeno per quanto riguarda l’Italia, è stato tolto di mezzo circa 15 anni fa. Per precauzione in molti vaccini si sta anche eliminando una sostanza adiuvante, cioè che aumenta l’efficacia del vaccino, a base di alluminio, nonostante non ci siano prove che possa causare effetti collaterali.

Perché alcuni vaccini sono obbligatori e altri solo consigliati o raccomandati?

Il punto è che nella comunità scientifica non c’è unanimità su quali vaccini debbano essere obbligatori e quali consigliati: c’è chi chiede che certi vaccini obbligatori diventino consigliati e chi, invece, vorrebbe che tutti fossero obbligatori. In Italia si è scelto di rendere obbligatori solo i vaccini per poliomielite, tetano, difterite ed epatite B, quattro malattie il cui rischio di morte e di invalidità è estremamente elevato e la cui diffusione comporterebbe alti costi sociali. Ma ogni Paese è libero di fare scelte diverse e di modificarle nel tempo, anche in funzione del senso civico e della consapevolezza dei suoi cittadini. Negli Stati Uniti, per esempio, le vaccinazioni non sono obbligatorie, però i bambini non possono frequentare le scuole se non sono vaccinati. Inoltre, se un bambino non vaccinato è causa di contagio, ne rispondono i suoi genitori… con la galera.

In Italia molte polemiche ruotano intorno al vaccino esavalente. Perché? Di che si tratta?

I duri e puri del fronte antivaccini sono contrari al fatto che nel vaccino esavalente ci siano oltre ai 4 vaccini obbligatori, anche 2 raccomandati, l’anti-pertosse e l’anti-Haemophilus influenzae di tipo B. Il fatto è che ormai è quasi impossibile trovare le dosi per i singoli vaccini perché le case farmaceutiche – che non sono istituti di beneficenza – hanno deciso di non produrle più a causa dello scarsissimo mercato.

Ma, allora, per quale motivo in Italia le vaccinazioni sono in calo?

Anche la classe medica ha le sue colpe. La più grave di tutte è permettere che nei servizi pubblici di vaccinazione ci siano medici antivaccini: in qualsiasi altro posto, chi si rifiuta di fare il proprio lavoro verrebbe cacciato. Ma anche le istituzioni dovrebbero fare di più nell’informare i cittadini e nel promuovere attivamente le vaccinazioni, non solo quando scoppiano i casi.

E in merito ai vaccini antinfluenzali?

A che età è consigliabile somministrare il primo vaccino?

Il vaccino è consigliato a qualsiasi età a partire dai sei mesi. Prima, infatti, i bambini sono coperti dagli anticorpi materni e non è necessario

Durante che periodo dell’anno bisogna farlo?

Generalmente le prime influenze si sviluppano nel sud est asiatico e viaggiano nella nostra direzione, spostandosi di Paese in Paese. In Italia arrivano verso gennaio. Dato che il nostro sistema immunitario per sviluppare gli anticorpi necessita di circa 20-30 giorni, è bene fare le vaccinazioni non appena il farmaco viene licenziato e comunque non oltre la prima metà di dicembre. Ciò non toglie che, se fatto dopo, non faccia bene, si è semplicemente meno protetti e quindi più a rischio

Ci sono delle controindicazioni specifiche?

I vaccini antinfluenzali sono molto sicuri e non hanno controindicazioni particolari. In alcuni rari casi si possono riscontrare delle reazioni febbrili causate da un’alta sensibilità del bambino, ma nulla di più. Sono sconsigliati, almeno temporaneamente, solo a chi ha in atto una forma febbrile (raffreddore o altro) o se questa è passata da meno di una settimana. Diverso è il caso delle allergie: quasi tutti i virus per i vaccini vengono coltivati su uovo, quindi se si è dei soggetti allergici proprio alle uova non si può fare. Non c’è alcuna controindicazione nemmeno per le donne in gravidanza che possono effettuare il vaccino durante tutti i 9 mesi di gestazione, o in allattamento, senza nessun rischio per loro, per il feto o per il lattante.

Ci sono dei bambini a cui il vaccino è particolarmente consigliato?

Oltre ad essere indicato per tutti i bambini, anche quelli apparentemente sani, il vaccino è particolarmente consigliato ai bambini che soffrono di infezioni alle vie respiratorie o che sono affetti da malattie croniche di base: è necessario che lo facciano. Unica eccezione, i bambini con malattie del sistema immunitario, per i quali va sempre sentito prima lo specialista che se ne occupa

Valutando un aspetto più tecnico, che tipo di vaccino è il caso di somministrare?

Consiglio di utilizzare vaccini split o adiuvati, perché sono quelli più potenti e danno una maggiore protezione rispetto a quelli con virus interi.

Prof. Andrea Vania - Alimentazione bambini

Prof. Andrea Vania Professore, Pediatra (presidente ECOG; consiglio direttivo SIO)

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Dott.ssa Marina Cammisa Pediatra

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