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Piramide alimentare per bambini

Gli alimenti che non possono mai mancare nell’alimentazione di bambini e adulti e quelli, invece, che possono essere solo un’occasionale strappo alla regola: la piramide alimentare per bambini non indica solo quali siano i cibi principali e quante volte vanno mangiati al giorno o nel corso delle settimane. Può essere anche un gioco educativo e di memoria, che può aiutare i genitori a spiegare ai loro bambini quanto sia importante mangiar bene e sano. Di piramidi alimentari ce ne sono infatti anche appositamente studiate per i più piccoli. “Vengono curate nella grafica in modo che si possano rivolgere direttamente ai bambini, sensibilizzandoli” spiega il professor Andrea Vania, Responsabile del Centro di Dietologia e Nutrizione pediatrica dell’Università La Sapienza di Roma e Presidente dell’ECOG, l’European Childhood Obesity Group. Ma la piramide alimentare è davvero un modello vincente? “Se adeguata a età e cultura, specialmente quelle nuove che coniugano linee guida alimentari e stili di vita, assolutamente sì”.

Professor Vania, prima di leggere una piramide alimentare cosa bisogna sapere?

“La cosa basilare da sapere è che gli alimenti più importanti sono alla base di qualsiasi tipo di piramide parliamo, dal momento che ce ne sono di differenti sia per età, che per scelte e cultura. In basso, dunque, ci sono gli alimenti che devono essere più frequenti e/o abbondanti. Salendo ci sono gli alimenti da consumare, sia in termini di quantità che di frequenza, in modo più moderato: ad esempio, circa a metà della piramide troviamo le proteine. In alto, infine, ci sono i grassi: non perché non ne abbiamo bisogno, ma perché le quantità di cui necessitiamo sono davvero basse”.

Ci sono differenze di lettura nella piramide alimentare per bambini?

“Le piramidi alimentari dei bambini non fanno eccezione. Si leggono nello stesso modo di quelle per gli adulti, hanno solo una grafica diversa, più allettante per i bambini. L’intento, infatti, è anche quello di suggerire un’educazione alimentare che può in questo caso diventare ascendente, cioè dal figlio ai genitori, e non discendente, dai genitori al figlio, come solitamente accade”.

Come funzionano allora le piramidi alimentari per i bambini? 

“Le piramidi alimentari per la fascia d’età da 0 a 3 anni vogliono essere solo un’indicazione di massima per lo svezzamento (o divezzamento) o, per meglio dire, all’alimentazione complementare. Per questo è sempre costante, come alimento principale, il latte materno, che rappresenta la fonte principale di tutto il fabbisogno di cui necessita il bambino. Aumentando l’età, dai 4 ai 10 anni dunque, nella piramide troviamo invece gli stessi cibi tipici dell’alimentazione di un adulto”.

Piramide alimentare per bambini

Quali sono i rischi nel non seguire le indicazioni?

“È abbastanza difficile che ci siano rischi a breve termine, al di là, ovviamente, di una indigestione. I pericoli si possono vedere a medio-lungo termine, fermo restando che stiamo parlando di rischi, cioè un aumento di probabilità negative, non di certezze. Esistono infatti tanti casi di persone che mangiano senza seguire la piramide alimentare e stanno bene. Sui grandi numeri, però, è dimostrato come un’alimentazione povera di fibre, per esempio, possa portare al cancro al colon. È per questo che, non sapendo quali siano le nostre aspettative di vita, occorre cercare di avvicinarsi il più possibile al modello di alimentazione proposto dalla piramide. Il tutto, naturalmente, vale anche per i bambini”.

Meglio allora attenersi alle piramidi alimentari, no?

“La piramide alimentare è in circolazione da 40 anni ed è un modello vincente, se adeguata all’età, poiché coniuga insieme linee guida, livelli di riferimento dei nutrimenti e dosi giornaliere consigliate”.

Ma ci sono modelli alternativi?

“Sono tante le evoluzioni della piramide alimentare. Molte includono anche l’acqua tra i valori nutrizionali, altre – in particolare quelle che si rivolgono ai bambini – si integrano con l’aggiunta di comportamenti che riguardano gli stili di vita, come il movimento, ad esempio. Inoltre ci sono modelli a piatto, a colonna o, addirittura, a pagoda, Ma il concetto, ovviamente, non cambia”.

Qualche consiglio per le mamma e i papà?

“Il consiglio per i genitori è quello di non guardare alle piramidi solo come un esercizio intellettuale dei medici. Il fatto che ne esistano tante dimostra le varie sfaccettature che l’alimentazione può assumere, basta trovare quella adatta per età e cultura”.