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Pronto soccorso pediatrico

Puntura di medusa: sintomi e rimedi

come affrontare le punture di meduse

 

Sono circa 150 mila le persone che ogni anno subiscono una “puntura” di medusa e ovviamente i più esposti sono i bambini, poiché trascorrono gran tempo in ac­qua.

In realtà la medusa non punge, né morde, ma ciò che provoca i fastidi è il rilascio da parte di questo anima­le di un liquido urticante costituito da una neurotos­sina che provoca localmente una infiammazione molto importante.

La reazione infiammatoria non si ha solo con il contatto diretto dell’animale con la pelle del bambino, anche la sola presenza del liquido urticante nell’ac­qua può scatenare la sintomatologia.

 

 

 

Sintomi

Inizialmente si ha:

  • Forte bruciore
  • Forte dolore (dura massimo 30 minuti)

Subito dopo si manifesta:

  • Arrossamento cutaneo
  • Irritazione
  • Comparsa di pomfi (bolle simili a quelle dell’orticaria)
  • Dopo circa 10-20 minuti il bruciore si attenua e inizia a comparire un intenso prurito

Cosa fare in caso di puntura di medusa

  • Tranquillizzare il bambino
  • Farlo uscire dall’acqua
  • Se si riscontra la presenza di parti di animale adese alla pelle del bambino eliminarle delicatamente con le mani protette da guanti o tessuto
  • Far scorrere dell’acqua di mare sulla pelle interessata cercando di diluire la sostanza urticante ancora non penetrata

La medicazione più adeguata contemplerebbe l’applicazione immediata di un gel astringente al cloruro di ammonio, o in alternativa una crema al cortisone che però rispetto al precedente ha un’azione più ritardata, dando beneficio dopo 20-30 minuti (tempo in cui di per sé la sintomatologia più grave dovreb­be cessare).

È bene allertare immediatamente il 112 o il 118 se:

  • La sostanza urticante ha interessato più del 50% della superficie corporea.
  • Dopo il contatto con la medusa il bambino presenta difficoltà respiratorie, pallore, sudorazione o disorientamento.

Dopo la puntura di medusa è comunque possibile nei giorni seguenti fare il bagno al mare o in piscina, stando però attenti all’esposizione al sole della zona colpita: questa infatti rimane fotosensibile, e tende a scurirsi se esposta alla luce solare, per tale motivo è opportuno evitare l’applicazione di pomate antistaminiche e mantenere la zona coperta fino alla risoluzione dell’infiammazione (massimo 2 settimane).

Cosa non fare in caso di puntura di medusa

  • Non lavare la zona colpita con acqua dolce, soprattutto se parti di medusa sono ancora adese alla pelle: l’acqua dolce infatti potrebbe favorire l’ulte­riore produzione della neurotossina, con danni che potrebbero estendersi addirittura al sistema nervoso
  • Non utilizzare ammoniaca, aceto, alcool o succo di limone, che potrebbe­ro aggravare l’irritazione
  • Non frizionare con sabbia, che potrebbe aumentare l’eritema.
  • Non applicare ghiaccio, che potrebbe attivare la neurotossina, che viene invece inattivata dal calore
  • Non strofinare occhi e bocca
  • Non grattare la zona colpita, il grattamento potrebbe stimolare l’azione del muscolo facendo circolare maggiormente la sostanza tossica
  • Non utilizzare pinzette per rimuovere eventuali residui della medusa

Dott.ssa Alessandra Piedimonte
Medico Chirurgo esperta in Nutrizione Pediatrica
Alessandra Piedimonte