Psicologia

Educazione, troppi complimenti non fanno bene ai bambini

Dott.ssa Margherita Caroli Pediatra

Esaltare le capacità dei propri figli significa esporli al rischio di sviluppare disturbi della personalità, rendendoli narcisisti.

Educazione, troppi complimenti non fanno bene ai bambini

Ma come è bello, come è bravo, come è sveglio, intelligente, simpatico: mio figlio è davvero perfetto! Come cantava Pino Daniele, “ogni scarrafone è bello a mamma soja”. Con i complimenti, però, non bisogna esagerare: secondo uno studio delle Università di Amsterdam e dell’Ohio recentemente pubblicato dalla rivista Pnas, riempire i bambini di apprezzamenti, sopravvalutare le loro capacità, li espone, infatti, al rischio di sviluppare disturbi della personalità e di diventare dei narcisisti patologici, con conseguenze sulla loro vita personale e professionale. “In ogni ambito ci vuole misura, ma tendiamo a scordarcelo sempre” avverte la dottoressa Margherita Caroli, consulente dell’Unione europea, temporary advisor dell’Organizzazione mondiale della sanità, nonché former president dell’ECOG, l’European Childhood Obesity Group.

Dottoressa, quindi anche per lei sommergere i bambini di complimenti può influire negativamente sulla loro formazione?
“Certo, una cosa è dar loro fiducia e aiutarli a sviluppare la loro autostima, un’altra è farli sentire perfetti. Se i bambini si credono super perché i genitori glielo ripetono in continuazione, non si sapranno confrontare con le piccole e grandi difficoltà della vita quotidiana oppure le sottovaluteranno e potrebbero persino assumere dei comportamenti pericolosi”.

Ma il narcisismo può essere patologico?
“Come no. L’eccesso di complimenti può creare dei piccoli ‘Re sole’, che di fronte a un errore daranno sempre la colpa agli altri. Oppure, se sono davvero intelligenti, potrebbero riconoscere il loro sbaglio, ma così perderebbero fiducia nei genitori che li hanno sempre creduti infallibili. Insomma, è un vicolo cieco da cui non si esce”.

Come andrebbero trattati i propri figli?
“Con affetto e con amore, ma senza viziarli. Bisogna insegnare loro a coltivare e sviluppare le loro capacità. Io ai miei nipoti lo dico sempre che sono belli, ma dico anche che quello che conta di più è essere belli dentro. Fare complimenti eccessivi senza stimolare a crescere e ad affrontare le difficoltà con ragionevolezza vuol dire esporre i bambini a rischi, oltre che, probabilmente, farli diventare antipatici agli occhi degli altri”.

Come rendere i bambini sicuri di sé, ma non boriosi?
“Prima di tutto, i bambini devono imparare a cavarsela da soli, ma, magari, avendo i genitori alle spalle. La frase ‘Non lo so fare’ non è ammissibile, perché non è così che funziona la vita: devono sempre provarci e, quando non va bene, si deve capire insieme dov’è stato l’errore e come migliorare. Mi spiego con una parabola: se abbiamo un bambino che sta imparando a camminare e lo prendiamo sempre in braccio se c’è un gradino, non imparerà mai a salire le scale. Bisogna lasciarlo provare, anche a costo che qualche volta cada”.