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Bambini, agonismo e salute. Scelte sane per un futuro attivo

Bambini, agonismo e salute. Scelte sane per un futuro attivo

Qual è l’obiettivo della pratica di attività fisica in età pediatrica? Favorire un corretto sviluppo psicomotorio, costruire un fisico sano e agile, accrescere l’autostima e le capacità relazionali del bambino. Tutto ciò è sicuramente importante, ma un’altra finalità dovrebbe essere quella di strutturare una sana abitudine al movimento, indipendentemente dal tipo di sport praticato.

Spesso mi trovo a confrontarmi con i genitori dei miei piccoli pazienti insistendo sulla possibilità di una pratica di attività fisica anche informale e variegata, quando in realtà ormai è raro vedere ragazzini giocare a calcio o a pallavolo liberamente al parco. Alla maggior parte dei bambini (di quelli fortunati) sotto i 10 anni viene fatto scegliere, a volte a fatica, un singolo sport poi praticato per tutto l’anno che in generale tende a essere riconfermato gli anni successivi con eventuale aumento della frequenza settimanale. Secondo l’Accademia Americana di Pediatria questa non sarebbe la scelta più saggia in quanto sembra aumentare il rischio di stress emotivo nonché di abbandono precoce. Un recente studio su un ampio campione di bambini di 10-11 anni ha infatti evidenziato come per chi pratica attività fisica agonistica, o comunque concentrata su un singolo sport, diminuisca la probabilità di fare movimento in adolescenza, rispetto a chi pratica molteplici sport. Considerando invece, come detto, una visione più a lungo termine e salutistica, si suggeriscono le seguenti indicazioni per una scelta sportiva consapevole:

  • Agevolare la pratica di molteplici sport in età prepuberale per favorire uno sviluppo più armonioso e limitare il rischio di lesioni muscolo-scheletriche.
  • Attendere i 14-16 anni per consentire una specializzazione; sappiamo infatti che i migliori atleti hanno in verità avuto modo di sperimentare molteplici discipline al contrario quelli specializzati sin da piccoli tendono ad avere carriere più brevi.
  • Valutate perché vostro figlio voglia praticare uno sport agonistico; sinceratevi che non sia legato alla spinta dell’istruttore o di qualche coetaneo amico, o alle vostre aspettative, ma a una vera passione che gli dia gioia senza eccessive pressioni. Sarebbe bello, infatti, non dover più vedere padri che si azzuffano sugli spalti durante la partita di bambini di 8 anni.

Infine, per l’ultima indicazione prendo in prestito un aforisma di Marie von Ebner-Eschenbach: “i bambini danno molta più importanza a ciò che i genitori fanno, che a ciò che essi dicono”, diamo pertanto il buon esempio mostrando come l’attività fisica sia fonte di divertimento e benessere indipendentemente dalla performance.

Dott. Federico Mordenti
Medico Specialista in Scienza dell’Alimentazione
dott. federico mordenti pediatra - alimentazione bambini by coop