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Stili di vita

Come insegnare ai bambini a gestire il loro tempo libero

Bambini stesi in un prato

Con l’arrivo della bella stagione ci tornano alla mente ricordi infantili legati alle vacanze estive. Il mio pensiero vola soprattutto ai pomeriggi assolati nella mia calda Puglia durante i quali noi bambini ci inventavamo il da farsi mentre gli adulti si godevano una breve, ma meritata “siesta”. Erano minuti di assoluta libertà in cui, a parte il divieto di fare rumore, noi piccoli avevamo la possibilità di fare quel che più ci piaceva: il più delle volte un bel, rilassante, intenso, salutare NIENTE. È indelebile nella mia memoria quel dolce silenzio, la calura, la ricerca del fresco nel punto più ventilato della casa, il contatto con il pavimento, un lieve sopore stordente ma intimo e da adolescente un bel libro da leggere. Questo ricordo essenzialmente delle estati della mia infanzia: un dolce ozio autogestito e autoindotto, su cui i miei genitori non avevano alcun controllo.

Oggi, con l’inizio dell’estate, i genitori entrano in fibrillazione per la valanga di problemi legati al bisogno di riorganizzare lo schema familiare: dove sistemare i bambini durante il lavoro? Dai nonni o dagli zii? Quanto tempo potremo dedicare ai nostri figli? Quali attività potrebbero fare? Si annoieranno? Il mare o la montagna? Potremo permettercelo o no? Gelati o panini? Pranzo e spuntino? Soli o in compagnia?

Non sovrapponiamoci troppo ai nostri figli! Il principio che ci deve guidare, in questa stagione “orfana” di attività preordinate, deve essere: “I bambini devono imparare a gestire il loro tempo libero per non sentirsi abbandonati quando sono soli”. Anche il tempo dell’ozio è un tempo fattivo che, se vissuto come momento di assoluta libertà, insegna a vivere intensamente, ma anche a lasciare liberi l’immaginazione e i propri pensieri. I genitori non devono trasmettere la smania del fare per non perdere tempo, di cui la nostra società è intrisa. Noi siamo il primo specchio delle loro emozioni e molto spesso l’origine delle loro ansie, noi siamo quelli che non sopportano i tempi vuoti e li rimproverano se sono piacevolmente assopiti sul divano. Siamo quelli che criticano la tv e i giochi elettronici, ma li preferiscono a momenti di sano, ineguagliabile ozio. Spero sia chiaro che il mio non è un invito a non far nulla, ma a rispettare i ritmi “umani” che i bambini-ragazzi nei mesi invernali, soprattutto con gli impegni scolastici, non si possono permettere.

Poi c’è l’organizzazione dell’altro tempo, quello in cui si sente il bisogno di fare e che non tutti i bambini sono in grado di gestire da soli, e che non deve identificarsi con tv o videogiochi o Facebook per i più grandicelli. A questo punto possono entrare in gioco i genitori e dare una mano, magari pensando a qualcosa di collettivo che concili il bisogno dei piccoli di ritrovarsi tra coetanei e i loro tempi e la loro tranquillità.

Ad esempio, sarebbe bello organizzare a casa o all’aperto dei momenti a tema, con piccoli gruppi che si spostano a seconda della disponibilità delle famiglie e dei nonni:

  • pomeriggio lettura: bambini che ascoltano o leggono a turno
  • pomeriggio teatro: con recitazione libera o a tema riproducendo una fiaba, e la possibilità di travestirsi con abiti di recupero
  • pomeriggio cucina: a preparare un bel dolce freddo (e potete trovare tante ricette sul nostro sito)
  • mattina scampagnata: con picnic sul prato con panini preparati dai bambini
  • mattinata al parco: basta un sms agli altri genitori per fissare luogo e data.

E tantissimo altro ancora: cinema, teatro, burattini, mare… Il tutto, però, non “a pioggia”, ma diluito nel corso delle settimane, così da dare ai piccoli il piacere dell’attesa e del ricordo e ai genitori la possibilità di godere da soli della loro compagnia, così spesso negata nei mesi invernali. Il mio è un invito a rispettare i ritmi e le esigenze dei vostri figli e possibilmente anche i vostri, proponendo alcuni buoni momenti di sana convivialità ma lasciando ai bambini-ragazzi il tempo di disporre del loro tempo.

Dott.ssa Marina Cammisa
Pediatra
marina cammisa