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Stili di vita

È primavera!

60365981 - happy active family, mother, father and girl, mountain biking on forest trail at the sunny day

È primavera, svegliatevi bambine”, così Alberto Rabagliati nel 1941 cantava in “Mattinata fiorentina” e a questo invito, allargato anche ai bambini ovviamente, mi unisco.

Dal primo marzo, sebbene il clima non ce lo abbia fatto capire, siamo entrati nella cosiddetta “primavera meteorologica”, ma è l’equinozio di primavera, che cade quest’anno il 20 marzo, a segnare l’avvicendamento della bella stagione astronomica sulla Terra. Parto da lontano, ma non troppo, per porre alla vostra attenzione una serie di considerazioni legate agli scambi avuti con i miei pazientini e le loro famiglie durante le visite nutrizionali.

Soprattutto in età pediatrica, un intervento sulle abitudini alimentari che non tenga in alta considerazione anche l’attività fisica e lo stile di vita, è assolutamente inappropriato. Per tale motivo mi trovo spesso a discutere su come incentivare il movimento svolto dai bambini che seguo, ragionando con grandi e piccoli sui reali spazi di applicabilità.

Apparentemente Buran, il gelido vento delle steppe dell’est che ha raffreddato l’Italia per qualche giorno, ha fiaccato, ad ampio raggio, ogni possibilità di fare movimento. Fortunati i pochi bambini italiani che vanno a sciare, per gli altri la brutta stagione ha imposto la sedentarietà più totale. Stupisce pensare che invece i bambini svedesi passino lunghe ore a giocare all’aperto ma non a +2°C, piuttosto a -20!

Tutti i grandi studi sulla popolazione pediatrica europea hanno osservato che il tempo trascorso all’aperto dai bambini abbia non tanto a che fare con il clima quanto con le abitudini e le scelte di vita. L’Italia si pone sempre ai primi posti per la sedentarietà dei propri bambini che sono, al contrario degli adulti, ai primi posti per obesità. Come ci spieghiamo infatti che in un paese come il nostro ci siano, in percentuale rispetto alle classifiche europee, più bambini obesi che adulti? Onestamente non ritengo più che riguardi lo stile alimentare che è sostanzialmente condiviso con la famiglia, piuttosto arrivo a dire che tutto ruoti intorno all’attività fisica o alla sua assenza.

In questi anni, su questo sito, abbiamo battuto tanto sull’incremento del movimento. Abbiamo parlato di cicloturismo, di pedibus, di sport, di giochi da praticare all’aperto ma, in effetti, bisogna ammettere che di interesse da parte degli utenti rispetto al tema dell’attività fisica ce ne è sempre stato molto poco. Evidentemente questo è un problema di comunicazione, il mondo medico-scientifico, dell’informazione e didattico-educativo hanno fallito in tal senso. A partire dalle indicazioni fornite da medici di base e pediatri di famiglia, che poco o nulla parlano di movimento, all’inadeguatezza delle 2 ore di ginnastica nelle scuole, peraltro solo per quelle fortunate che possiedono una palestra. Tutto è rimandato alle famiglie, famiglie in cui ci sentiamo eroici se riusciamo, negli incastri delle complicate giornate cittadine, ad accompagnare 2 volte a settimana il bambino in piscina per 50 minuti. È pure evidente, di contro, che “il cortile” o “l’oratorio” non esistono più o hanno perso grandemente la loro funzione d’aggregazione, e in generale la scarsa sicurezza, avvertita o reale, delle nostre strade per i bambini spinge tutti a limitarne l’autonomia d’uscita.

È primavera allora, le giornate sono più lunghe e gradualmente, salvo Buran bis, anche più calde. Iniziamo con l’andare a scuola a piedi (come il 75% dei bambini norvegesi fa tutto l’anno!), col salire le scale, col programmare un’uscita tutti i fine-settimana con pattini, skate o bici, al parco, sulla ciclabile o a passeggio in qualche sito archeologico; approfittiamo di un’Italia che, in termini climatico-ambientali, offre molto di più di ciò che utilizziamo.

Dott. Federico Mordenti
Medico Specialista in Scienza dell’Alimentazione
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