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Stili di vita

Educare i bambini all’autonomia

Bambino mangia da solo

Voi siete l’arco dal quale, come frecce vive, i vostri figli sono lanciati in avanti.

Gibran Khalil Gibran

 

Ho fatto recentemente un viaggio. Una delle cose che più mi piace fare in questi casi è osservare il “comportamento umano” e in particolare l’atteggiamento che gli adulti hanno nei confronti dei bambini e viceversa. Vi faccio alcuni esempi:

 

 

 

 

  • freddissima mattinata, ma con un bel sole: 6 bambini di non più di 4 anni sono trasportati in una specie di grande passeggino a più posti, fanno un giro in città. Sono tutti a capo scoperto e si guardano intorno incuriositi.
  • un bambino piccolo che mette i primi passi: il padre lo guarda, il piccolo cade, si rialza, ricade, si rialza e continua a camminare da solo sul marciapiede.
  • tre fratellini in treno con i loro genitori: hanno ognuno il proprio zainetto sulle spalle con tutte le loro cose e ognuno le utilizza a seconda di ciò che ha voglia di fare senza domandare ai genitori.
  • museo d’arte moderna: ragazzini di 6-7 anni circolano, seguiti da lontano dagli adulti, e con il loro taccuino in mano copiano alcuni disegni.
  • orto botanico: 2 bambine stese per terra osservano estasiate un fiorellino appena spuntato: nessuno le rimprovera.
  • in cima a una torre panoramica: una chiassosa scolaresca di non più di 5 anni si guarda intorno, nel momento in cui decidono di osservare attraverso il binocolo, scatta immediata la fila e si dispongono da soli uno dietro l’altro per aspettare il loro turno.
  • colazione in albergo: una bambina di circa 5 anni sceglie ciò che desidera e va al suo posto per mangiare: un adulto la segue con la coda dell’occhio senza intervenire.
  • una bambina di 5 anni a casa sua: è appena tornata da scuola e si è cambiata di abito: ha i due calzini di diverso colore e la maglietta al rovescio: mi spiegano che fa tutto da sola e che a volte ci riesce pure.
  • 16 anni studentessa: la ragazza lavora 8 ore a settimana e riesce ad affrontare le sue piccole spese, la sua famiglia è benestante.
  • 20 anni universitaria: la ragazza fa la cameriera in una pizzeria: abita, con la sua famiglia,  in una villa di 250 metri quadri.

Dove siamo? Non è importante. Ciò che accomuna tutte queste situazioni è il fatto che questi bambini/ragazzi vivono la loro “piccola autonomia” e stanno imparando a gestirla.

Non è facile essere autonomi, non è facile sapere come comportarsi in alcune situazioni senza fare appello alla mamma o confondersi tra i compagni. Educare all’autonomia è il compito principale e più difficile dei genitori: ogni piccolo deve essere in grado di gestire i suoi bisogni attraverso la prova, e poi la prova, e poi la prova…

Alcuni consigli:

  • 1 anno: uso delle posate/mani per mangiare da soli. I piccoli scoprono questo gioco/bisogno e imparano a regolare quantità e tempi.
  • 2 anni: uso del vasino. I bambini imparano a riconoscere gli stimoli che provengono dal proprio corpo e a comportarsi di conseguenza.
  • 3 anni: un posto per ogni gioco. I piccoli, soprattutto se dividono la stanza con i fratelli, imparano che c’è uno spazio per ognuno e per ogni cosa.
  • 4 anni: vestirsi da soli. È il gioco più divertente del mondo imparare a infilarsi calzini e magliette. I piccoli ci provano senza pretesa di eleganza e bellezza, ma i grandi non devono chiedere che non si sporchino o che stiano attenti agli abbinamenti. I bambini agghindati da adulti non fanno esperienza/gioco adeguata alla loro età, scimmiottano gli adulti nel comportamento e perdono di vista la cosa più bella e cioè il gioco-movimento. Dovrebbero lavarsi denti e mani da soli e aiutare ad apparecchiare e sparecchiare.
  • 6 anni: i bambini giocano da soli al parco, sotto l’occhio vigile dei grandi, ma senza il loro diretto controllo.

Questi sono solo alcuni esempi di possibile autonomia, infatti ognuno può sperimentare tantissime altre situazioni non menzionate. In particolare quelle che indico non sono tappe con un fondamento neurologico preciso, ma sono basate prevalentemente sull’esperienza e il buon senso.

Di certo c’è che più i piccoli, e poi i ragazzi e infine gli adolescenti saranno educati alla loro autonomia nelle cose di tutti i giorni e meglio saranno pronti a spiccare il volo verso la loro indipendenza. Ed è questo che un bravo genitore dovrebbe desiderare per i suoi figli!

Dott.ssa Marina Cammisa
Pediatra
marina cammisa