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Stili di vita

Educare i bambini a un sano stile di vita con attività divertenti

Educare i bambini a un sano stile di vita con attività divertenti

Da medico e nutrizionista che si occupa sia di bambini che di adulti, mi trovo spesso a discutere con i miei pazienti su come cambiare lo stile di vita, e rilevo quanto le prescrizioni, quand’anche corrette da un punto di vista scientifico, e fattibili in termini pratici, si scontrino con abitudini acquisite negli anni e di difficilissima modificazione. Fortunatamente molti pazienti riescono a correggere i propri comportamenti, ma non in modo indolore, essendo comunque costretti a forzature e a un rigore che, almeno per i primi mesi, ha poco di spontaneo.

Diverso, però, è il discorso quando parliamo di un bambino, specialmente se di pochi anni. In questo caso le abitudini non sono strutturate e possono essere facilmente plasmate, soprattutto senza grandi coercizioni che mal si conciliano con una acquisizione spontanea di un sano stile di vita. Il grosso del lavoro, in verità, spetta ai genitori che dovrebbero organizzare per i propri figli, nel corso della giornata, vari momenti di movimento, il meno strutturati possibile.

La base per ottenere il successo è il rinforzo positivo: ovviamente, non mi riferisco ad una merendina farcita se il ragazzino ci accompagna in una passeggiata (il cibo non deve mai rappresentare una ricompensa, una consolazione o, peggio, una merce di scambio). È l’attività fisica stessa che deve rappresentare un momento ludico e godibile in sé, tale per cui il bambino ne tragga sensazioni positive e voglia ripetere l’esperienza.

Molti genitori riferiscono che i propri figli sono pigri, che non vogliono camminare, e questo accade anche per bambini di 4-5 anni nei quali, per quanto la personalità e i gusti siano in parte innati, ancora tantissimo si dovrebbe voler e poter fare per modificare i comportamenti.

Abbiamo spesso discusso le numerose possibilità attraverso cui i piccoli possano fare movimento, dallo sport strutturato al cosiddetto pedibus, dal cicloturismo alla passeggiata quotidiana con il cane, ma ancor prima ci sono le attività basate meramente sul gioco e il divertimento. È da quelle che bisogna partire per strutturare un proficuo atteggiamento.

Alcune attività non competitive, da svolgere con la famiglia, potrebbero essere, per esempio: 

1. Giochi con musica: molto graditi dai bambini e di facile organizzazione da fare con mamma e papà, con il fratellino o qualche amichetto:

  • Ballare: ottima attività che il bimbo può fare ovviamente anche solo, ma meglio con il genitore o la sorellina. Educa al ritmo e al controllo dei movimenti ed è divertente e poco impegnativa per i genitori, in termini organizzativi.
  • Le statuine musicali: ballare con la musica e fare la statuina appena la musica si interrompe. Vince chi rimane perfettamente fermo.
  • Le sedie musicali: noto anche come gioco della sedia, prevede eliminazioni successive per chi non trova il posto a sedere quando la musica si interrompe (il numero di sedie deve essere inferiore di 1 rispetto al numero dei partecipanti ad ogni “giro”).

2. Giochi da svolgere all’aperto: ovviamente sono numerosissimi, tutti quelli di gruppo, il calcio, la bici, i pattini, ma prima ancora ci sono quelli meno strutturati e che maggiormente attraggono l’attenzione dei più piccoli cui cerchiamo di trasferire la passione per il movimento:

  • Le bolle non toccano terra: al parco o sul balcone, si fanno le bolle di sapone e si cerca di farle scoppiare prima che raggiungano il suolo. Gioco di coordinamento oculo-manuale, semplice, divertente e molto informale.
  • Nascondino e moscacieca: per andare sul classico, due giochi intramontabili, divertenti e coinvolgenti che, però, non vengono spesso organizzati dai genitori che magari preferiscono, per comodità o per far cessare le lagne, collocare il bambino su un cavallino motorizzato a gettone, su cui il bambino non fa movimento e rimane completamente passivo.

3. Giochi da svolgere al chiuso: oltre a quelli musicali, è utile conoscerne un vasto assortimento per garantire ai bambini movimento in casa anche nei mesi invernali (anche se, quando non piove, è sempre meglio uscire). Tra questi, quelli che mettono meno a rischio mobili e suppellettili sono i giochi con i palloncini:

  • Palloncini monelli: derivato dal gioco delle bolle, ma meno “scivoloso” per i pavimenti di casa, prevede di mantenere in aria più palloncini in contemporanea senza che mai tocchino terra. Bastano anche 2 partecipanti. Di sicuro successo.
  • Fai volare il palloncino: anche per un solo bimbo guidato dal genitore, consiste nel far volare il nostro palloncino utilizzando parti diverse del corpo (testa, piede, naso, eccetera) o anche da posizioni diverse (in piedi, sdraiati o a quattro zampe).

Come immaginabile, questi sono solo alcuni esempi per dare una idea di quanto potrebbe essere facile “attivare” i più piccoli, abituandoli, tra un gioco e l’altro, al movimento. È palese che questo richieda impegno da parte dei genitori, probabilmente più in termini di organizzazione che di reale difficoltà applicativa. Stupisce poi quanto bambini abituati al “gioco attivo” siano loro stessi in grado di inventare altri passatempi, basati comunque sul movimento, e da fare in autonomia.

Dott. Federico Mordenti
Medico Specialista in Scienza dell’Alimentazione
dott. federico mordenti pediatra - alimentazione bambini by coop