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Stili di vita

Educazione alimentare: bambini in cucina con mamma!

Mamma e figlia in cucina

La prima infanzia rappresenta una fase critica, e in verità decisiva, per lo sviluppo delle abitudini alimentari che accompagneranno il bambino per tutta la vita. Data la grande incidenza di obesità pediatrica e l’inadeguata composizione della dieta (eccessi di grasso, proteine e zuccheri semplici e scarso apporto in frutta e verdura) riportate costantemente in tutte le indagini condotte su bambini e adolescenti in Italia e nel mondo, molto si sta facendo per delineare quelle scelte pedagogiche atte a migliorare lo stile di vita dei più piccoli.

I comportamenti tenuti da genitori ed educatori impattano fortemente sulle modalità alimentari dei più piccoli e, quanto prima si perseguono scelte corrette, tanto migliori saranno i risultati a lungo temine. Un interessante studio canadese pubblicato nel maggio 2012 conferma in modo scientifico qualcosa che spesso si sente proporre da noi nutrizionisti pediatrici ai genitori di bimbi inappetenti, selettivi o in sovrappeso, ovvero l’utilità del coinvolgere i propri figli nella preparazione dei pasti.

Secondo questa recente ricerca, infatti, i bambini che più frequentemente aiutano nella preparazione e nella scelta dei cibi, hanno percentualmente una migliore alimentazione (maggior consumo di frutta e verdura), più varia ed equilibrata, e una minore incidenza di sovrappeso/obesità. Proviamo allora ad attuare anche noi, nel quotidiano, questo semplice espediente che mostrerà risvolti positivi in termini di comunicazione familiare, evoluzione di modalità collaborative e di comprensione dell’impegno altrui e, non di minor importanza, riduzione delle ore di TV e computer.

Anche altri effetti positivi secondari sono prevedibili:

  • riduzione del numero di pasti consumati fuori casa;
  • orari dei pasti in famiglia più definiti;
  • preparazioni meno elaborate e più sane;
  • coinvolgimento del bambino anche nell’acquisto dei generi alimentari con miglioramento delle sue conoscenze specifiche e maggiore inclinazione alla sperimentazione;
  • tendenza del bambino ad assaggiare più facilmente alimenti nuovi se auto-preparati;
  • tempo di qualità dedicato alla relazione genitore-figlio;
  • riduzione del consumo di cibo-spazzatura.

Vi sono poi degli effetti pratici come l’autonomia nella preparazione dei pasti con la possibilità di non dipendere, in età adolescenziale o adulta, da cibi precotti o industriali, con beneficio per la salute e il mantenimento del peso corporeo.

Quando e come iniziare? Direi che non c’è un’età specifica. Già a 1-2 anni un bambino può godere a pieno dell’esperienza; è opportuno iniziare privilegiando l’aspetto ludico quindi serve un po’ di tempo per poter sperimentare e pasticciare. Fino ai 5 anni il bimbo potrà già sbucciare la frutta (mandarini, mele o arance), condire l’insalata, tagliare (con le mani o con un coltellino di plastica, per esempio l’estremità dei fagiolini), lavare frutta e verdure o impastare con le mani (polpette o ingredienti per un dolce). Dai 6-7 anni in poi, saranno in grado di rompere le uova e separare il tuorlo dall’albume, leggere direttamente le ricette, inventare dei piatti semplici con gli alimenti conosciuti, usare i robot da cucina (con supervisione), grattare il parmigiano, tagliare frutta e verdura (iniziando dai coltelli di plastica con supervisione).

Propongo di iniziare con due ricette facili, coinvolgenti e che prevedono qualche verdura.

La prima è la preparazione della pizza. Il bimbo potrà sciogliere il lievito di birra (1 panetto) nell’acqua tiepida (400ml) agitando una bottiglietta, incorporare quindi con la farina (700-800g) aggiungendo un bel pizzico di sale e un cucchiaino di zucchero. Utilizzare per impastare il tutto una capiente insalatiera in plastica per evitare di sporcare troppo e facilitare le operazioni. Lasciare quindi riposare l’impasto per 2 ore coperto da un panno umido, quindi separare in piccole parti e darle singolarmente da stendere al bambino con un piccolo mattarello creando varie pizze che potranno essere condite con fantasia con salsa di pomodoro e funghi o melanzane tagliate sottili, o con pomodorini pachino o, ancora, con salmone affumicato e rucola. Infornare quindi a temperatura media per 20 minuti. Consiglio delle pizzette ben porzionate (80g pasta lievitata per la pizzetta di un bimbo di 6-9 anni). Surgelate quindi le eccedenze.

Seconda proposta: le zucchine ripiene. Prendete la solita insalatiera di plastica, fate sedere comodamente il bimbo al tavolo e porgetegli gli ingredienti in fasi successive e da unire con l’aiuto di un cucchiaio di legno. Iniziate dalla carne macinata (400g), 1 uovo, 1 cucchiaio di parmigiano, 2 di pan grattato, 1/2 bicchiere di latte. Una volta unito grossolanamente il tutto fate iniziare il bambino ad impastare con le mani. Preparate nel frattempo le zucchine togliendo il cilindro centrale (con l’apposito utensile) e fate poi divertire il bambino a riempire queste zucchine cave con l’impasto. Mettete poi a cuocere in salsa di pomodoro a fuoco basso per 30 minuti.

Queste due ricette sono un semplice esempio di ciò che si può fare con dei bambini, di fatto anche molto piccoli, coinvolgendoli, stimolando nuove capacità tattili e di movimenti fini e mettendo in tavola dei piatti sani, divertenti e ricchi in verdure in una atmosfera intima e serena che dovrebbe caratterizzare ogni pasto in famiglia.

Dott. Federico Mordenti
Medico Specialista in Scienza dell’Alimentazione
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