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Il peso ideale di un bambino non esiste: ti spiego il perché

Il peso ideale di un bambino non esiste: ti spiego il perché

“Mi hanno detto che il mio bambino è un po’ cicciottello e dovrebbe perdere 5 kg! È vero?”; “Ma quanto dovrebbe pesare il mio bambino?”: queste sono due delle domande che vengono più spesso poste a chi si occupa di alimentazione pediatrica. La risposta più frequente, proclamata quasi come una poesia del Manzoni, è: “Nel bambino non c’è un peso ideale, non posso dirle quanto dovrebbe pesare il suo bambino”. Una frase, questa, tanto tipica quanto enigmatica. A questo punto i genitori osservano il professionista con un’espressione mista di sbalordimento, incomprensione e, perché no, di astio. “Perché mai questa dottoressa farà tanto la misteriosa su questo argomento? Perché non vuole dirmelo? Forse la situazione è molto grave? Forse non lo sa, non è abbastanza competente su questo argomento?”.

Ovviamente non si tratta di un segreto professionale non rivelabile né tantomeno di un puro atteggiamento di sadico mistero da parte del medico: semplicemente, non esiste un peso ideale nel bambino, inutile continuare a cercarlo! Il peso deve essere sempre messo in relazione con l’altezza, esattamente come si usa fare nell’adulto; l’unica, ma importantissima (e utilissima) differenza è che mentre l’adulto (ahimè) non cresce più in altezza, il bambino ha questa fondamentale potenzialità. In altre parole, mentre il bambino e la sua famiglia cercano di cambiare stile di vita e alimentazione, il bambino continua a crescere in altezza e quindi informare i genitori su un ipotetico quanto irreale peso ideale vuol dire veramente dare i numeri, perché quel valore non sarà più corretto man mano che il pargolo cresce. Anche per una specifica altezza non esiste un solo ”peso ideale”, ma esiste un range di peso normale che permette al bambino di crescere in salute.

Dunque cerchiamo di non puntare l’attenzione sull’obiettivo sbagliato: il peso ci interessa relativamente! È importante invece ricordare che i bambini non fanno la “dieta”, ma devono imparano a mangiare in maniera corretta; questo, tra l’altro, vale tanto per i bimbi “cicciotelli” quanto per quelli “magrolini” e iperselettivi. I genitori, i nonni, la scuola dovrebbero farsi carico di questo insegnamento: così come danno le basi per la conoscenza indispensabile a una adeguata crescita culturale sociale, dovrebbero dare le basi per una adeguata crescita alimentare, ricordando che le regole alimentari hanno la stessa importanza delle regole familiari e sociali.

Paradossalmente, accade invece che in alcuni casi siano i bambini a insegnare ai “grandi” le regole: spesso, infatti, in ambulatorio ci si sente dire “Nicolino sgrida sempre il papà perché non mangia la verdura” oppure “Seguendo questo tipo di alimentazione anche mia moglie è dimagrita”. Ciò, per quanto sia comunque un risultato positivo, è indice di una confusione di ruoli, per cui non si capisce più chi è il grande e chi il piccolino, chi l’insegnante e chi l’allievo.

A questo punto verrebbe, però, da chiedersi se sia sbagliato far dimagrire i bambini. In realtà un peso eccessivo può sempre creare problemi al bambino, vuoi di tipo metabolico e ortopedico, vuoi di tipo psicologico. Ogni bambino andrà valutato insieme alla sua famiglia considerando l’età, l’entità dell’eccesso ponderale, la presenza di complicazioni e non ultima certamente le capacità e la disponibilità della famiglia stessa. Occorre però tenere a mente che quanto più il peso è in eccesso, tanto più è necessario intervenire e, se sono presenti già complicanze di qualunque tipo legate all’obesità, queste rendono l’intervento assolutamente urgente.

In sintesi, visto che i chili in più dei bambini sono il risultato di comportamenti errati spesso di tutta la famiglia, invece di focalizzare l’attenzione solo sulla punta dell’iceberg e cioè sul peso del bambino, preoccupiamoci invece di insegnare ai bambini, ma anche ai loro genitori, a mangiare in maniera corretta, a conoscere e associare gli alimenti, a utilizzare tutti i sensi nell’avvicinarci a un piatto, a sperimentare cibi nuovi o cucinati in maniera differente. Cerchiamo di divertirci con loro anche in cucina, approfittando della nostra ottima dieta mediterranea.

Dott.ssa Alessandra Piedimonte
Medico Chirurgo esperta in Nutrizione Pediatrica
Dott.ssa Alessandra Piedimonte