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Stili di vita

Inizia la scuola: la scelta delle attività ricreative spetta ai bambini!

Bambini sport

Ogni anno tra settembre e ottobre si aprono le contrattazioni. Si tratta di un lavoro certosino, duro e stancante che richiede una grande dose di perseveranza, attitudini alla mediazione e un habitus da vero psicologo. E non basta, vanno anche confrontati gli orari di disponibilità del nonno in pensione, della mamma a orario ridotto e del papà fuori sede. Anche la nonna ha un ruolo in tutto questo perché rimane l’unico perno fisso su cui il sistema si poggia e ruota. Se poi ci sono dei fratelli, il tutto è in equilibrio ancora più instabile, ma, pazienza, i bambini devono fare attività ricreative extra-scolastiche per forza!

Ebbene sì, tra settembre e ottobre, si devono scegliere le “attività ricreative”, ludico-impegnative, che i bambini frequenteranno durante l’anno scolastico che sta per cominciare!

Dimenticavo che nella scelta vanno anche considerati gli amichetti giusti e l’ambiente migliore, ma con un occhio alla spesa, ma solo un occhio però, perché per loro ogni sacrificio è lecito.

Poi ci sono anche i bravissimi che possono fare più di una attività e che sono capaci di fare, almeno all’inizio dell’anno e almeno in apparenza, tutto e bene.

Poi ci sono gli eterni indecisi che seguono solo i compagni, che non farebbero assolutamente nulla ma sono costretti a seguire la moda, perché anche le attività sportive, le palestre, gli insegnanti hanno momenti di gloria e momenti no, che un genitore attento rivaluta ogni anno!

Scusate, ma in questo caos mediatico di fare, dover fare, è brutto non fare, lo fanno tutti …ci siamo mai chiesti: “MA IL MIO BAMBINO È FELICE?”

Già, perché il più delle volte i bambini vengono spinti verso una attività che magari non interessa loro, e per la quale non sono portati, solo per accontentare i genitori nei loro desideri insoddisfatti.

Proprio ora, tra settembre e ottobre, sarebbe bello aspettare che i piccoli esprimessero i loro desideri, che non si creassero aspettative inutili. Sarebbe giusto non anticiparli con mille proposte perché il desiderio e la curiosità sono i motori che fanno girare il mondo e donano le emozioni più vere. Sarebbe bello che i piccoli desiderassero fare, che chiedessero di fare, che fossero pronti a sacrificare il loro poco tempo-gioco per qualcosa di agognato. Sarebbe bello che i bambini e poi i ragazzi e gli adolescenti fossero davvero felici di fare e scegliere.

Un bravo genitore sostiene, incita, collabora, partecipa e ogni tanto si ferma e si domanda: “ma mio figlio/a è felice?”.

Dott.ssa Marina Cammisa
Pediatra
marina cammisa