Stili di vita

L’alfabeto delle corrette abitudini Consigli dalla A alla Z per un sano stile di vita

Dott. Federico Mordenti Medico Specialista in Scienza dell’Alimentazione

Tanti preziosi consigli per un sano stile di vita dei bambini

L’alfabeto delle corrette abitudini Consigli dalla A alla Z per un sano stile di vita

A – attività fisica, è alla base delle corrette abitudini di un bambino in crescita, va proposta e incoraggiata in funzione dei gusti e delle inclinazioni personali.

B – bimbi in cucina, sin da piccoli devono imparare a conoscere e manipolare il cibo e già a 3-4 anni possono aiutare, pasticciando un po’, a preparare le loro prime polpette o mischiare gli ingredienti per un buon ciambellone fatto in casa.

C – colazione, tutti sanno quanto è importante, ma di fatto solo 1 bambino su 2 fa una colazione adeguata. Idealmente bisognerebbe invece dedicarvi tempo, seduti a tavola. Il primo pasto della giornata dovrebbe essere costituito da latte, una fonte di cereali (meglio se integrali) e un frutto.

D – dieta, sebbene il termine significhi etimologicamente “stile di vita” ha comunemente l’accezione negativa di limite e costrizione. Bisognerebbe parlare in casa, pertanto, di “mangiar bene” invece che di “dieta” soprattutto nel caso di bambini in sovrappeso.

E – eccesso di sale che andrebbe invece annullato fino all’anno di vita e limitato a 3 grammi al dì fino ai 6 anni, per poi essere gradualmente incrementato fino ad un massimo di 5 g die. La questione da tener presente è quella dei molti prodotti comunemente utilizzati ricchi in sale, vedasi affettati, formaggi o prodotti conservati che andrebbero limitati a un uso occasionale.

F – fattibilità dei cambiamenti che ci si predispone ad attuare per migliorare i comportamenti alimentari e di movimento. È fondamentale che le nuove regole vengano poste dai genitori in modo chiaro e fatte rispettare con coerenza.

G – godersi i pasti in famiglia, una sana abitudine che è andata perdendosi e che invece rappresenta un fondamentale momento di confronto e ascolto reciproco. I pasti condivisi inoltre favoriscono una buona qualità alimentare e l’ordine distributivo dei pasti.

H – H2O, l’acqua, va offerta, sia a pasto che fuori, dalle prime fasi dell’alimentazione complementare. Al contrario bisogna evitare succhi di frutta con zuccheri aggiunti e bevande zuccherate.

I – imitazione ovvero la possibilità che i bambini acquisiscano sane abitudini prendendo ad esempio un modello corretto. Un genitore dinamico e attento alle scelte alimentari verrà naturalmente imitato.

L – lavori domestici, un po’ noiosi sì, ma nell’ambito della lotta alla sedentarietà rappresentano uno strumento utile per acquisire un atteggiamento diverso. Apparecchiare la tavola, spazzare o passare l’aspirapolvere rappresentano una modalità efficace per strappare i bambini dal divano e farli sentire di supporto al ménage familiare.

M – merendine sane, stop ai prodotti industriali ricchi di zuccheri aggiunti, farine raffinate, che siano con o senza olio di palma sono comunque preparazioni che andrebbero relegate ad un consumo assolutamente occasionale.

N – non acquistare ciò che non dovreste mangiare; importantissimo fare una lista della spesa a cui attenersi al supermercato, in modo che non entri in casa nulla al di fuori dei componenti di una sana alimentazione.

O – osservare il mondo che circonda i vostri figli e monitorare la qualità della ristorazione scolastica e dei comportamenti alimentari del bambino anche fuori casa. Importante anche richiedere controlli periodici al pediatra per valutare l’accrescimento.

P – positività nel giudizio che tenda a sottolineare i pregi e i successi del bambino piuttosto che le sue difficoltà o fallimenti. Stimolare una buona autostima è alla base di una crescita equilibrata e della cura di sé.

Q – quantità adeguate in funzione dell’età del bambino; il concetto di porzione va definito e trasmesso dalle prime fasi del divezzamento.

R – rinforzo dei comportamenti volti a migliorare l’alimentazione attraverso gratificazioni che non siano mai videogiochi, TV o peggio caramelle o dolci, piuttosto incentivi al movimento come una bella gita o un pallone nuovo per giocare insieme.

S – schermi, siano essi della televisione, del PC o del videogioco, ne va assolutamente limitato l’uso nel corso della giornata e comunque non andrebbe consentito il loro uso nella camera dei bambini e a tavola.

T – tabelle nutrizionali e ingredienti andrebbero sempre letti dai genitori al momento dell’acquisto dei prodotti invitando i bambini più grandi a farvi anche loro attenzione.

U – uscire di casa ad ogni occasione, movimento informale con la famiglia, coinvolgente, senza orari e obblighi, dalla bici ai pattini, dal giro al centro alla passeggiata nel bosco per trascorrere tempo di qualità e combattere la sedentarietà senza accorgersene.

V – verdura e frutta, rigorosamente di stagione, di tutti i colori e consumata almeno in 5 porzioni al dì.

Z – zero differenze tra figli a tavola, trattare il bambino selettivo o inappetente come quello vorace; il pasto (e il fuori pasto) sono uguali per tutti senza differenze, se non ovviamente quelle legate all’età.