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Stili di vita

Lavarsi le mani: per i bambini una questione di igiene e salute

Lavarsi le mani

“Ti sei lavato le mani?”. Quante volte i nostri genitori ci hanno fatto questa domanda e quante volte al giorno la rivolgiamo ai nostri figli? Il lavaggio delle mani è ormai ritenuto, dalla letteratura internazionale, la principale misura per prevenire la trasmissione di germi. La pelle ospita in condizioni normali fino ad un milione di germi per centimetro quadro. Di questi, buona parte sono microrganismi così detti residenti e competitivi nei confronti di quelli patogeni, nel senso che ne impediscono la crescita. Ad essi si aggiungono germi transitori, che possono essere il veicolo di malattie.

Durante la giornata, infatti, veniamo in contatto con oggetti, alimenti, animali che possono essere il veicolo di germi potenzialmente patogeni. Basti pensare alle banconote, ai mezzi pubblici, alle maniglie delle porte, agli attrezzi nelle palestre, ai banchi nelle scuole e così via. Anche se la maggior parte di questi germi è innocua, alcuni possono essere la causa di malattie che, nei paesi dove le condizioni igieniche e alimentari sono particolarmente carenti, rappresentano le prime cause di morte soprattutto tra i bambini (colera, salmonellosi, ascaridiasi…). Nei paesi industrializzati, lavarsi le mani limita la diffusione dell’influenza e delle malattie parainfluenzali, delle virosi intestinali e, in alcune aree, dell’epatite virale di tipo A.

Il lavaggio frequente delle mani rappresenta quindi una semplice ed economica forma di prevenzione, come ormai ufficialmente riconosciuto e sostenuto. Alcuni studi americani, per esempio, hanno dimostrato che la sola “promozione” del lavaggio delle mani in alcuni asili è riuscita a ridurre in modo significativo il numero delle infezioni respiratorie nei bambini.

Ma quando bisogna lavarsi le mani? Le situazioni più comuni sono:

  • prima di cucinare e mangiare;
  • dopo aver toccati cibi crudi (soprattutto carne);
  • dopo essere andati in bagno o aver cambiato il pannolino ai bambini;
  • dopo il giardinaggio;
  • dopo aver toccato animali;
  • prima di mettere o togliere le lenti a contatto;
  • dopo aver frequentato luoghi pubblici.

Ripetiamo quindi ai bambini di lavarsi le mani. Ma ci siamo mai soffermati a spiegare loro come si fa correttamente? La cosa sembra estremamente semplice, in realtà è un’operazione che deve essere eseguita bene per avere i suoi risultati. Questa è la sequenza corretta:

 

  1. bagnare le mani con acqua corrente possibilmente calda;
  2. usare sempre il sapone ( non antisettico);
  3. chiudere il rubinetto per evitare sprechi inutili di acqua mentre ci si insapona le mani;
  4. lavare accuratamente il dorso, il palmo, sotto le unghie e tra le dita per almeno 20 secondi (durante questa operazione, per segnare il tempo, si potrebbe insegnare ai bambini a recitare una filastrocca o una della amate tabelline con la tipica cantilena);
  5. riaprire il rubinetto dell’acqua e sciacquare le mani per eliminare il sapone;
  6. richiudere il rubinetto, soprattutto quando si è fuori casa, o con il gomito o con il fazzolettino con cui ci si asciuga e che poi si getta nell’apposito cestino.

Semplici regole che insegneremo ai bambini come se fosse un gioco e che, una volta imparate, i bambini ripeteranno in modo automatico innumerevoli volte nella loro vita, insegnandole un domani ai loro figli. E a proposito, caro genitore, dopo aver usato mouse e tastiera, ti sei lavato le mani?

 

Dott.ssa Marina Cammisa
Pediatra
marina cammisa