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Stili di vita

Le giuste porzioni per una sana alimentazione a piramide

Piramide alimentare

La sana alimentazione deve necessariamente prevedere delle sane porzioni, ovvero delle quantità di alimento adeguate alle necessità del singolo individuo. Il mondo scientifico ha fatto molto per definire le giuste porzioni, ma in verità si fa sempre riferimento all’adulto e nella pratica comune si ha la tendenza a riprodurre le stesse quantità per il piatto del bambino. La frequenza di consumo degli alimenti è, pure, stata oggetto di ampia discussione nel tentativo di definire un giusto equilibrio alimentare in funzione dei fabbisogni nutrizionali. Simbolo e strumento di divulgazione è la Piramide alimentare, rivista e corretta negli anni, e anche adattata all’età pediatrica. Uno strumento sicuramente utile e ben ragionato, ma in verità, ancora lontano da una fruizione intuitiva e, tanto meno, dalla portata dei bambini.

Nel 2011, il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti d’America con il supporto della first lady Michelle Obama lancia MyPlate, ovvero un piatto stilizzato e suddiviso in 4 raggruppamenti alimentari e un bicchiere che fa riferimento ai prodotti lattiero caseari. Intuitivamente, osservando l’immagine si comprende che la metà della porzione assunta a pasto dovrebbe essere rappresentata da frutta e verdura e la restante metà suddivisa tra cereali (in misura maggiore) e proteine, termine che fa riferimento a carne, pesce, legumi e uova. In effetti l’intuitività della indicazione è forse garantita più per gli americani e gli anglosassoni in genere, che, per cultura alimentare, tendono spesso ad unire più pietanze in un unico piatto, piuttosto che suddividerlo in portate successive. Molte le critiche opposte a questo strumento, sicuramente grossolano e migliorabile, ma con un’incontestabile efficacia comunicativa.

La Scuola di Salute pubblica di Harvard ha proposto come evoluzione del MyPlate, lo Healthy Eating Plate che, partendo dalla stessa base del piatto suddiviso nei quattro gruppi alimentari, aggiunge specifiche qualitative e inserisce dei riferimenti per il consumo di grassi da condimento e acqua. Di fatto questa versione risulta più completa per le numerose raccomandazioni fornite, sebbene sia stato dimostrato che, all’aumentare delle specifiche nutrizionali in forma scritta, qualsiasi strumento sintetico di divulgazione perde di efficacia.

Le stesse piramidi alimentari, nelle versioni più complete e dettagliate, guadagnano nella correttezza dell’informazione, ma finiscono per essere meno intuitive. Studi su ampie popolazioni condotti nell’arco di anni hanno invece dimostrato come l’aderenza alle indicazioni di base fornite dalle prime piramidi, di fatto, porti a un miglioramento della qualità alimentare e della salute.

Dovremo quindi lasciare il tempo al MyPlate e ai suoi derivati di passare come messaggio, per valutare gli effetti nel medio-lungo termine sulle scelte alimentari della popolazione che lo ha accolto. Di fatto, saremmo molto vicini a una alimentazione ideale se:

  • 1/2 degli alimenti assunti quotidianamente fossero realmente rappresentati da frutta e verdura,
  • 1/3 da cereali (idealmente non raffinati)
  • 1/6 da fonti di proteine.

Dott. Federico Mordenti
Medico Specialista in Scienza dell’Alimentazione
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