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Stili di vita

L’estate favorisce ritmi sbagliati di alimentazione

Boy eating fruit in swimming pool

Finalmente (temporali permettendo) è arrivata l’estate, la stagione più attesa per tutti e soprattutto dai nostri bambini, finalmente liberi di svegliarsi quando vogliono, di avere ritmi più rilassati senza correre a scuola, poi a calcetto, poi a inglese e infine a letto… correndo invece sulle spiagge e dovendo solo preoccuparsi se è meglio costruire un castello di sabbia o giocare nell’acqua con la palla. Accompagnati da mamme, nonne o babysitter, i bambini tornano alle attività a loro più consone, ma presi dalla smania di fare tutto nel poco tempo in cui sono al mare, spesso dimenticano “di avere fame” e (un po’ aiutati anche dal risveglio più tardivo, magari con un’abbondante colazione, e dal caldo) tendono a mangiare a pranzo poco e di fretta. Questo ovviamente implica che al calar del sole (un po’ come i vampiri) si riaccende tutto il loro appetito con il rischio di fare un’abbondante merenda e arrivare di nuovo a cena senza un grande appetito, aiutati anche dalla stanchezza di tutta una giornata di giochi, acquatici e non. Ecco allora una scarsa cena, che implica al risveglio una fame da lupi, una colazione di nuovo abbondante e il ciclo ricomincia.

Considerato che, almeno per i bambini, l’estate dura circa 2-3 mesi (beati loro!) si può facilmente capire come tutto questo crei da una parte uno squilibrio alimentare immediato, dall’altra ponga le basi per un’alterazione dei ritmi alimentari che può mantenersi anche durante la stagione scolastica. Ad esempio, molti bambini ricominciano l’autunno saltando la colazione un po’ per una questione di tempo (bisogna correre a scuola!) e un po’ perché non “hanno fame”, e questo probabilmente è dovuta al fatto che facendo una cena più cospicua e svegliandosi prima, non sentono quel buco nello stomaco tipico della stagione estiva.

Cosa fare quindi? Come devono mangiare i bambini in estate? Come al solito, l’alimentazione è prevenzione, sia dal punto di vista prettamente medico, sia dal punto di vista delle regole che, seppur alimentari, possono essere estese a corretti stili di vita e ad adeguati ritmi della giornata.

Il segreto è cominciare, ovviamente, dalla colazione, che non deve supplire a una cena inesistente e, come sempre, non deve essere troppo grassa o calorica (anche perché i bambini, come sappiamo, neanche vedono il mare che già ci stanno dentro).

Per la merenda di metà mattina va detto innanzitutto che se il bambino si sveglia alle 10 e pranza alle 13, non c’è necessità in 3 ore di fare 3 pasti. Se vengono invece mantenuti i ritmi invernali, quindi con un risveglio verso le 8-9, allora è buona norma portare magari della frutta in spiaggia, da sgranocchiare tra un bagnetto e l’altro.

Occhio al pranzo. Già con le accortezze dette sopra, il nostro bambino dovrebbe arrivare con un po’ di appetito in più, ma in ogni caso il consiglio è di fare dei piatti unici in modo tale che con una sola forchettata si possano assumere tutti i macronutrienti di cui si ha bisogno senza appesantirsi. Sfruttiamo l’estate anche per proporre dei sapori nuovi sia in termini di verdure sia in termini di cereali. Oltre alla sempreverde insalata di riso, perché non provare un’insalata di orzo, di farro, di quinoa? Potrebbe essere una deliziosa scoperta per i nostri bambini, ma anche per noi; non disperate, i gusti cambiano anche per gli adulti. Attenzione alle proteine: cerchiamo di far sì che il nostro piatto unico non sia iperproteico, magari utilizzando una sola fonte di proteine nobili (ad esempio, solo tonno o solo prosciutto o solo uovo, e non tonno e uovo, formaggio e prosciutto insieme).

Per la merenda del pomeriggio il consiglio è di nuovo quello di sfruttare i dolci e colorati frutti estivi, magari da alternare con un ghiacciolo o una granita rinfrescante se proprio il nostro bimbo ha voglia di gelato.

Eccoci arrivati alla cena, che di sicuro deve essere leggera, ma nutriente. Quindi spazio a belle insalate accompagnate da un secondo. Se possibile, approfittiamo del pesce fresco, soprattutto se siamo in un posto di mare o di lago: potrebbe avere un sapore diverso dal pesce surgelato e quindi potrebbe piacere di più ai nostri bambini. Ricordiamo sempre che il pasto deve essere completo, quindi non dimentichiamo mai a cena una piccola fonte di carboidrati (pane, pasta, mais, patate) e frutta.

Ultima accortezza la riserviamo ai dopocena: il bombolone a mezzanotte può essere di sicuro appetitoso, ma ricordiamo che è un vero attentato non solo alla linea, ma soprattutto alla digestione e al sonno.

In ogni caso e soprattutto… buone vacanze!

Dott.ssa Alessandra Piedimonte
Medico Chirurgo esperta in Nutrizione Pediatrica
Alessandra Piedimonte