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Stili di vita

Nati per leggere: la lettura fa bene ai bambini

fiaba

“Ahimè!, mi dispiace doverlo ammettere, ma l’idea non è mia”.

Oggi voglio farmi portavoce di una iniziativa che condivido totalmente ed in cui credo fermamente. Si tratta di “Nati per Leggere”, un progetto creato, ormai più di 10 anni fa, dall’intelligenza e la collaborazione fra pediatri e bibliotecari che si sono prodigati nel promuovere la lettura ad alta voce in bambini di una età compresa tra i 6 mesi e i 6 anni.

Ho verificato personalmente, nella mia esperienza di madre, che alcuni dei momenti più intensi ed esclusivi nel rapporto con i miei figli  li ho vissuti quando ci appartavamo per leggere. “Le manine che ti tirano e ti invitano a sederti, il libro preso dalla libreria, la  richiesta di ripetere la stessa storia fino allo sfinimento, fino ad impararla a memoria, il parlare tra noi con le frasi  dei personaggi dei libri, il ripetere insieme le filastrocche sull’altalena …” Una immensa sensazione di benessere!

Ma la lettura ad alta voce non è solo questo, infatti molte delle mie considerazioni hanno trovato totale conferma scientifica, arricchendosi però di altre motivazioni che giustificano l’anticipazione della lettura ai primissimi mesi di vita.

Leggere ad alta voce ha molti vantaggi:

  1. Migliora e rafforza la relazione adulto-bambino rendendo quel momento unico, speciale ed “intimo”. E’ consigliabile leggere tutti i giorni e magari più volte al giorno, scegliendo il momento in cui non si ha fretta, ad esempio prima dell’addormentamento, o quando si vuole trattenere il piccolo (in viaggio, dal medico, durante una malattia …);
  2. Arricchisce il linguaggio del bambino, sia nel senso della comprensione di un testo  scritto che del suo vocabolario;
  3. Favorisce lo sviluppo del cervello del piccolo in una età in cui le connessioni tra i neuroni hanno il massimo sviluppo;
  4. Favorisce il successo scolastico dei  bambini. Infatti coloro a cui si legge ripetutamente si presentano alla scuola primaria più motivati all’apprendimento e con la prospettiva di una migliore qualità della vita scolastica;
  5. Favorisce l’autostima dei bambini abituandoli ad un tempo di  concentrazione e di attenzione maggiore.

Tutto ciò è ormai documentato da molti studi scientifici e sostenuto da molti pediatri. Per coloro che volessero approfondire lo spirito del progetto per farlo proprio, possono fare riferimento al sito di “Nati per leggere”,  dove troveranno anche consigli sulle caratteristiche che i libri devono presentare in rapporto alle varie età (il tipo di materiale, le sue dimensione, la posizione migliore da assumere durante la lettura, alcuni titoli consigliati  in rapporto allo sviluppo cognitivo del bambino). Non a caso sono proprio i pediatri che si fanno portavoce dell’iniziativa, visto che con la loro attività riescono a giungere in modo capillare a tutte le famiglie, soprattutto a quelle economicamente e culturalmente meno agiate, sollecitandole alla lettura ad alta voce con i piccoli.

Dimenticavo di sottolineare forse l’aspetto più importante di tutti e cioè che insegnare ad un bambino ad amare la lettura vuol dire soprattutto non lasciarlo mai solo, essere certi che in ogni momento della vita, felice o triste che sia, con voi o lontano da voi,  potrà trovare in un libro conforto, risposte, aiuto, divertimento, spunti di riflessione…

Per dirla con un famoso scrittore, amante della lettura: “Chi non legge vive una vita, io ne ho vissute mille!”


Dott.ssa Marina Cammisa
Pediatra
marina cammisa