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Stili di vita

Nonni e alimentazione tra vizi e rispetto delle regole

nonni alimentazione

Esistono, a grandi linee, due categorie di nonni: quelli che vedono occasionalmente i nipoti (i nonni-nonni) e quelli che li accudiscono per diverse ore della giornata (i nonni-genitori).

I primi sono i più rilassati: sono quelli che preparano le ricette tipiche, sempre le stesse perché gradite e ormai, a torto o a ragione, legate a loro; sono quelli che viziano i nipoti con preparazioni complesse che, perché occasionali, risultano buonissime e passeranno alla storia come le ricette dei nonni; sono quelli che vorrebbero vedere più spesso i piccoli per godere del loro entusiasmo e della loro gioia.

Poi ci sono i nonni-genitori, cioè quelli che sostituiscono mamma e papà per diverse ore della giornata e che si devono adeguare a ciò che viene richiesto dai figli: poco di questo, tanto di quello, variare molto, non fare le solite ricette della tradizione e così via. Quest’ultimi sono i nonni più sacrificati perché non possono viziare liberamente i nipotini e si sentono in dovere di sostituire al meglio i genitori; sono quelli che nascondono di aver preparato qualcosa di troppo goloso o troppo antico per paura di essere rimproverati; sono quelli che si sforzano di adeguarsi alle regole della buona educazione a tavola e al mangiare sano, ma non sanno fino a che punto si possono spingere nel rimproverare i nipoti; sono anche quelli che vorrebbero alimentare i piccoli a modo loro ma finiscono per preparare tanti piatti diversi per accontentare tutti. A volte sono nonni anche scarsamente apprezzati dai nipoti perché, nel loro immaginario, entrano in conflitto con i  genitori.

Queste più o meno importanti divergenze nell’alimentazione diventano spesso evidenti quando i bambini sono sovrappeso o francamente obesi. Gli “accuditori” si rimpallano la responsabilità della cattiva gestione dell’alimentazione e fanno molta fatica a trovare un equilibrio, spesso perdendo di vista il disagio del bambino.

È un vero peccato tutto questo spreco di energie, perché genitori e nonni hanno compiti istituzionalmente diversi: i primi devono educare i figli, anche dal punto di vista alimentare, mentre i secondi dovrebbero poter viziare i nipoti anche con qualche piccolo abuso alimentare.

Mi chiedevo perché avessero istituito la “Festa dei nonni” e credo di aver capito che serve a mettere a posto le coscienze di tutti: le coscienze dei genitori perché portano i nipoti da loro troppo spesso o troppo poco; quelle dei nipoti perché  si obbligano a ricordare nonni molto presenti o assenti; e infine anche quelle dei nonni stessi, che, anche se trascurati o molto utilizzati, vedono riconosciuto il loro ruolo legittimo.

In tutto questo si dimentica che il rapporto meraviglioso che può nascere tra nonni e bambini è insostituibile e duraturo, per favorire il quale i genitori dovrebbero dimostrare di amare a loro volta i loro genitori. Tutto si impara, anche il rispetto, l’attenzione e l’amore per i nonni. Sarebbe quindi bello che, sia che si abbia avuto nonni-nonni o nonni-genitori, tutti da grandi diventassimo dispensatori di attenzioni nei loro confronti e restituissimo loro parte dell’affetto che abbiamo gratuitamente ricevuto. E sarebbe anche bello che si perpetuassero le ricette della tradizione, che gelosamente i nonni custodiscono e che generosamente sarebbero pronti a tramandare.

Poche e chiare regole potrebbero attenuare i conflitti alimentari, avvicinare le generazioni e restituire ognuno al suo ruolo. Pensiamoci.

Dott.ssa Marina Cammisa
Pediatra
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