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Stili di vita

Quanta acqua bere al giorno: i bambini fino a 2 litri!

Un bambino con un bicchiere di acqua

I bambini evolvono il loro atteggiamento verso il bere nella prima infanzia, è quindi importante trasferire loro delle corrette abitudini e la consapevolezza di quanto sia importante una buona idratazione che li aiuterà sia durante l’accrescimento sia nelle fasi successive. Bisogna ricordare che per un bimbo è estremamente facile disidratarsi rapidamente con l’attività fisica, una febbre, nelle calde estati o durante una diarrea seppur breve. Questa fragilità è giustificata da:

  • maggiore superficie corporea rispetto agli adulti che causa una più rapida perdita di liquidi per traspirazione
  • regolazione meno efficiente della sudorazione e della funzionalità renale;
  • minore percezione della sete.

Se negli adulti l’acqua corporea è compresa tra il 50 e il 60%, nel lattante siamo al 75% con un rischio di disidratazione che è però 3 volte quello dei grandi. Con il passare degli anni la percentuale diminuisce, ma il rischio di perdita rapida di liquidi permane sino alla pubertà.

Seppure non si arrivi a una disidratazione grave (con conseguenze finanche mortali), una relativa riduzione dell’acqua corporea può condizionare fortemente la salute dei più piccoli, al contrario un’idratazione adeguata:

  • garantisce una maggiore Attenzione a scuola (basta una riduzione dell’1-2% dell’acqua corporea per ridurre del 10% la concentrazione durante lo studio)
  • previene stati di Costipazione e stitichezza contribuendo a formare feci più voluminose e morbide
  • aiuta nell’annosa Questione del controllo del peso, bere meno acqua è, infatti, correlato a obesità e a un maggior introito calorico probabilmente anche per la sostituzione con bevande gassate (che fanno ingrassare e idratano molto meno!)
  • è di fondamentale Utilità nella performance ginnica, infatti, una leggera disidratazione riduce l’energia e le capacità motorie fino al 25%. Si raccomanda, pertanto, di far bere i bambini, specialmente durante la stagione calda, mezz’ora prima dell’attività fisica e ogni 20 minuti di pratica, anche se non lamentano sete (in pratica: fino a 40 kg di peso corporeo, un bambino dovrebbe assumere 150 ml di acqua ogni 20 minuti)
  • contrasta l’Aumento del rischio di patologie proprie della disidratazione come calcoli renali o alla colecisti, cistiti ricorrenti, mal di testa, eccetera.

 Quanta acqua è però necessaria? In effetti, come evidenziato dai dati della tabella sottostante (sintesi prefinale dei Livelli di assunzione di riferimento di nutrienti ed energia – Larn elaborati dalla Società italiana di nutrizione umana) che illustra i quantitativi necessari a soddisfare i fabbisogni di bambini e adolescenti, molta più di quella che solitamente i nostri figli assumono, sebbene vada considerato che una parte di acqua si trova anche nei cibi che mangiamo.

 

 Età (anni)

 Acqua (ml.)

 Bambini

1-3

 1.200

 

 4-6

 1.400

 

 7-10

 1.800

 Maschi

 11-14

 2.000

 

 15-17

 2.500

 Femmine

 11-14

 1.900

 

 15-17

 2.000

 

In effetti, raggiungere questi quantitativi non è sempre facile ed è per questo molto importante avvicinare i bambini, sin dallo svezzamento, all’assunzione regolare di acqua a pasto e fuori. Una modalità che solitamente aiuta è, superata la fase del biberon (spesso troppo protratta nei bambini italiani, con conseguenze nefaste per il cavo orale), fornire una bottiglietta allegra e simpatica che venga sostituita, con il mutare delle esigenze, durante la crescita (dai contenitori a becco d’oca a quelli con cannuccia incorporata, dalle comode bottiglie da ciclista a quelle termiche per l’estate!) e che segua il bambino all’attività fisica o durante lo studio pomeridiano o a scuola. In effetti, però, è rispetto a quest’ultima che emergono i problemi, infatti, in molte classi, viene vietata la bottiglietta d’acqua per scongiurare giochi impropri o le transumanze ai bagni durante le lezioni. Questo, se da un punto di vista didattico è comprensibile, è però assolutamente inadeguato per la salute. Bisognerebbe pertanto che gli istituti scolastico trovassero una modalità efficace per consentire una corretta idratazione (e uso della toilette), ai cambi di ora o nelle pause; ad insegnati e coordinatori interesserà sapere che l’impegno in questa direzione li ripagherà con alunni più concentrati e partecipi!

Dott. Federico Mordenti
Medico Specialista in Scienza dell’Alimentazione
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