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Stili di vita

Sprechi alimentari: come fare a evitarli e risparmiare

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L’Onu e la Comunità Europea hanno posto tra le loro priorità la lotta agli sprechi alimentari con l’obiettivo di dimezzarlo entro il 2030. Partiamo dallo sconvolgente dato FAO: sono 222 milioni le tonnellate di cibo che i paesi industrializzati gettano via annualmente, e questa enorme quantità si potrebbe nutrire l’intera Africa subsahariana. Per non pensare all’impatto ecologico che questa quota di produzione alimentare, sebbene inutilizzata, comunque genera sia in termini di risorse che di emissione di gas serra. In Europa gettiamo il 42% dei prodotti alimentari ovvero 180 kg pro-capite di cibo finiscono nella pattumiera ogni anno. Questa media sintetizza quantità estremamente variabili tra i vari paesi europei tra i quali il più sprecone è la bella Olanda con circa 580 kg a testa di cibo che viene gettato e il più morigerato è la Grecia con “soli” 44 kg. L’Italia sta nel mezzo con 149 kg a persona, quantità peraltro che ha avuto una riduzione notevole negli ultimi anni, complice la crisi economica. Questo dato in diminuzione fa ben sperare nella possibilità concreta che un’azione mirata nelle varie fasi della filiera possa essere davvero efficace.

In sintesi esistono 3 fasi che possono produrre o meno sprechi alimentari:

  1. Fase produttiva e di prima trasformazione, compromessa specialmente nei paesi in via di sviluppo da macchinari antiquati, infrastrutture precarie e trasporti non organizzati. Negli stessi paesi invece maggiore attenzione è attuata nella fase del consumo, in cui gli sprechi sono estremamente ridotti.
  2. Fase della trasformazione industriale (eventuale) e distributiva, nelle quali ormai, in paesi come l’Italia, lo scarto è limitato. In particolar modo la legge Gadda (legge n.166/16, entrata in vigore il 14 settembre 2016) favorendo e semplificando le donazioni, ha ridotto gli sprechi industriali e della grande distribuzione fino al 2,3%.
  3. Fase del consumo, quella domestica, quella cioè su cui tutti noi possiamo agire quotidianamente ma per la quale ogni famiglia italiana perde oggi circa 500 euro l’anno in cibo.

Di fatto buttiamo un po’ di tutto, ma prevalentemente gli alimenti di origine animale quali carne, pesce, uova e latticini per evidenti problemi di conservazione non razionale. Tutto di fatto parte dalla spesa che non è condotta in funzione di ciò che realmente manca in casa ma sull’onda dell’improvvisazione, delle offerte del supermercato o peggio, schiavi della pubblicità. Di grande aiuto sarebbe l’utilissima quanto negletta lista della spesa, ma questa andrebbe costruita di giorno in giorno. Al contrario gli acquisti sono condotti in modo frettoloso, senza far attenzione alle scadenze e riempendo frigo, freezer e credenze con derrate sufficienti per settimane. Questo porta inevitabilmente a far arrivare a scadenza molti prodotti o a conservarli in modo inappropriato con conseguente necessità di gettarli via. Oltre a questo vi è poi un problema di porzioni sempre eccessive, pasta o carne che avanzano finiscono regolarmente nella pattumiera. Sarebbe utile altresì pesare gli alimenti prima della cottura nelle porzioni che realmente siamo intenzionati o abituati a consumare. Questo vale anche per le porzioni dei nostri figli per i quali, nel perenne timore che non mangino abbastanza, tendiamo a preparare “ad occhio” quantità sproporzionate rispetto le reali esigenze, e regolarmente poi lasciate nel piatto.
Attuiamo quindi un razionale organizzazione domestica anti-spreco:

  • Preparare una lista della spesa non generalista, ma solo con gli alimenti per la settimana e solo quelli realmente terminati in casa;
  • Controllare la data di scadenza sia all’acquisto che nel frigo;
  • Ricordare che il superamento della data “da consumarsi preferibilmente entro” non significa che l’alimento sia da buttare;
  • Surgelare immediatamente gli alimenti non consumati e in scadenza o gli avanzi che non siamo intenzionati a terminare entro 24 ore;
  • Ridare nuova vita agli avanzi con nuove ricette;
  • Al termine di una festa, dividere con gli amici il cibo in eccesso che comunque non riusciremmo a consumare del tutto;
  • Usare la bilancia per fare porzioni in modo adeguato.

Dott. Federico Mordenti
Medico Specialista in Scienza dell’Alimentazione
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