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Svezzamento

Si divezza a 6 mesi

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E’ sufficiente che un lattantino si avvicini ai quattro mesi di età che subito si scatena la fantasia dei genitori su come sarebbe se il piccolo cominciasse a prendere cibi solidi, con  incalzanti domande al pediatra (se va bene) su quando cominciare.

Parliamo di divezzamento, termine non molto felice perché sembra voler indicare il momento in cui si toglie al bambino il “vizio del latte” e che, invece, indica il momento in cui all’alimento liquido, rappresentato dal latte, si affiancano altri alimenti solidi che progressivamente completeranno l’alimentazione, traghettandola verso quella dell’adulto.

 

Numerose sono le motivazioni che i genitori dichiarano per accelerare questo momento: 

  • crescita non confacente alle loro aspettative;
  • identificazione del masticare con un salto di crescita;
  • confronto con le esperienze degli altri;
  • necessità lavorative;
  • insistenza dei parenti, soprattutto nonni e vicini onniscenti;
  • stanchezza nell’allattamento;
  • divertimento nell’osservare il piccolo;
  • paura che il latte materno non sia più adeguato.

Eppure, nessuna di queste motivazioni giustifica l’anticipazione del momento del divezzamento, infatti non tutto ciò che è apparentemente possibile, è lecito ed opportuno.

E‘ ormai opinione condivisa da tutte le Società Scientifiche Italiane ed Internazionali e sostenuto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità che il divezzamento non deve essere iniziato prima dei 6 mesi, sia che il piccolo sia allattato con latte materno che con latte adattato.

Infatti la finalità del divezzamento è quella di: integrare l’alimentazione lattea di micronutrienti (ferro e zinco), aumentare l’apporto di proteine di elevato valore biologico, aumentare l’apporto di calorie che solo a questa età cominciano ad essere insufficienti con il solo latte.

A  6 mesi si osserva l’acquisizione di nuove competenze psico-motorie del lattante che riconosce ed accetta il cucchiaino, ed è pronto a masticare ed inghiottire cibi solidi, mentre il riflesso di estrusione della lingua scompare.

Inoltre a 6 mesi il rene è in grado di sopportare un carico osmolare maggiore e soprattutto la mucosa intestinale è “matura” sia dal punto di vista digestivo che delle difese immunitarie.

Quindi pazientate! Le motivazioni scientifiche per una alimentazione complementare che inizi ai 6 mesi di età sono numerose e condivise, intanto suggerirei di godervi l’unicità dell’intimità che si crea durante l’allattamento e che difficilmente potrà riprodursi in altri momenti della relazione con un figlio.

Non avere fretta, si rivela ancora una volta una regola di vita che tenga conto dei nostri e degli altrui (il lattante) ritmi.  Si otterrà così un graduale e progressivo cambiamento dell’alimentazione del bambino senza forzature ed anomalie nel rispetto delle sue esigenze e competenze, e del nostro compito di tutori della sua salute.

 

Dott.ssa Marina Cammisa
Pediatra
marina cammisa