Sviluppo psicofisico

Dopo il menarca si cresce ancora

Dott. Federico Mordenti Medico Specialista in Scienza dell’Alimentazione

Che relazione c'è fra prima mestruazione e altezza?

Menarca e altezza - alimentazionebambini by coop

Tra le domande che ci vengono rivolte più frequentemente dai genitori preoccupati riguardo la prima mestruazione delle loro figlie, troviamo: Crescerà ancora mia figlia, ora che ha avuto la prima mestruazione? Quanto si cresce dopo il menarca? E il seno cresce continua a crescere?

Cosa è il menarca? A che età si manifesta?

Il menarca, ovvero il primo ciclo mestruale, rappresenta fisiologicamente l’inizio della capacità riproduttiva di una ragazza.

L’età di comparsa è legata a fattori genetici, ma ha anche forti influenze ambientali. Tra queste, l’IMC (o Indice di Massa Corporea, o BMI, ovvero un indice che definisce il rapporto tra il peso e l’altezza), lo stato nutrizionale, l’attività fisica, l’ambiente socio-economico, la struttura della famiglia, eventuali traumi emotivi etc.

Attualmente l’età media della prima mestruazione in Italia è circa 12 anni, con una lenta ma costante tendenza a diminuire. In Europa, dal 1935 a oggi, infatti è stata stimata una diminuzione dell’età media del menarca di circa 35 giorni ogni 5 anni (mentre la statura è aumentata di 0,7 cm a lustro).

Il menarca può aversi comunque con un’amplissima variabilità, sempre nell’ambito della normalità, tra i 9 e 15 anni. Basta, infatti, affacciarsi in una prima o seconda classe di una Scuola Secondaria di Primo Grado (le vecchie “scuole medie”, per intenderci) per notare che al fianco di piccole bambine possono sedere delle donne fatte.

Il tutto si realizza nell’arco di pochi anni ed è legato all’attivazione di ormoni (delle sostanze che fungono da messaggeri tra le cellule del nostro corpo) che a partire dall’ipotalamo (un organello all’interno del nostro cervello) attivano il cosiddetto asse ipotalamo-ipofisi-ovaio. Questa attivazione dà luogo a una serie di modificazioni fisiche (statura, peluria, seno etc.), ma anche psichiche. Infatti anche la mente, così come gli atteggiamenti cambiano, notevolmente con la pubertà.

Definiamo poi, nell’ambito dello sviluppo puberale, altri 2 eventi, variabili per entità, cronologia e caratteristiche, nella singola bambina: il telarca e il pubarca.

Cos’è il telarca?

Rappresenta l’inizio dello sviluppo della ghiandola mammaria o seno, e si presenta con il cosiddetto bottone mammario, ovvero un ispessimento del tessuto (ghiandolare) dietro l’areola mammaria o capezzolo, del diametro di 5 centesimi di euro. Questo avviene solitamente 2,5 anni prima del menarca e può inizialmente presentarsi anche in modo asimmetrico o con lieve dolenzia al tatto.
Dopo la “fase del bottone” e con andamento variabile tra una ragazzina e l’altra, il seno tende ad aumentare di volume, inizialmente in una forma conica e poi, via via, più arrotondata.
In una bambina sovrappeso, l’accumulo di grasso sottocutaneo all’altezza delle mammelle può simulare il telarca anche in età molto precoci, ma l’assenza di tessuto ghiandolare – che il pediatra non mancherà di verificare – consentirà di appurare che non si tratta ancora di quel fenomeno.

Cos’è il pubarca?

È la crescita della peluria pubica, solitamente avviene successivamente rispetto al telarca, nell’ambito delle modificazioni dei caratteri sessuali della pubertà. Può però accadere, in circa nel 15% delle ragazze, che sia proprio il pubarca a rappresentare la prima fase dello sviluppo sessuale. Di contro in altre ragazze, quando si verifica precocemente e in assenza del telarca, il pubarca può rappresentare un falso sviluppo. In questo caso, infatti il pubarca è solo il risultato della risposta a ormoni maschili secreti dai surreni (piccole ghiandole collocate sopra i reni, appunto) e non una reale attivazione dell’asse ipotalamo- ipofisi -ovaio.

Per quanto riguarda la crescita staturale puberale (l’aumento dell’altezza durante la pubertà), essa si suddivide in 3 fasi: accelerazione, decelerazione e cessazione. Queste tre fasi definiscono la tipologia di crescita delle ossa lunghe (gambe e braccia) sino a che non si raggiunge il picco di velocità; dopo di che le cartilagini di accrescimento delle metafisi ossee (estremità delle ossa lunghe) iniziano a fondersi, rallentando, sino a fermare definitivamente, la crescita. Tale processo è determinato da 4 fattori che si possono presentare con estrema variabilità in ciascun individuo che sono:

  1. Età d’inizio dell’accelerazione di crescita, in media a 9 anni;
  2. Età al picco di velocità di crescita, in media a 11,5 anni, solitamente precede di qualche mese il menarca;
  3. Entità del picco di velocità, in media 8,3 cm/anno;
  4. Aumento staturale totale in pubertà, in media 29 cm.

Il menarca non ha luogo fino a quando non sia stato raggiunto il picco di velocità d’accrescimento staturale. In una pubertà anticipata si osserva un picco di velocità ad una età inferiore che comporta un successivo rallentamento della crescita staturale. La ragazze che invece maturano più tardivamente hanno maggior tempo per l’accrescimento osseo pre-menarcale. L’età del menarca ha di fatto il suo maggiore effetto sulla lunghezza delle ossa lunghe. La lunghezza delle gambe rappresenta un più appropriato elemento di valutazione rispetto alla statura. Statisticamente, per ogni anno di aumento dell’età al menarca, si guadagnano 0,35 cm di altezza, corrispondenti in sostanza proprio all’allungamento degli arti inferiori.

A fronte di questo, e a favore delle ragazze che hanno invece sperimentato un menarca anticipato, c’è da dire che queste ultime solitamente hanno un tempo maggiore di accrescimento dal telarca (3 anni, invece di 2,5 anni) e un picco di velocità d’accrescimento superiore che può pertanto compensare la cessazione dell’allungamento delle ossa lunghe a un’età più precoce.

E allora, si cresce ancora dopo il menarca?

La risposta è assolutamente “sì”!
Sebbene abbiamo detto che il picco di crescita staturale sia immediatamente precedente allo sviluppo, in effetti, dopo il menarca, assistiamo a un accrescimento medio di ulteriori 7 cm. Questa misura, come sempre è variabile tra una ragazza e l’altra e in parte dipende dell’età del menarca. Generalmente infatti le ragazzine che hanno sviluppato intorno ai 10 anni si accrescono un po’ di più, in media di 10 cm.
Sapere quanto più o meno crescerà ancora la sua bambina in realtà è difficile da dire, ma si sa che una buona importanza ce l’ha il target genetico ovvero quanto papà e mamma sono alti. Esiste infatti una formuletta che stima questo bersaglio genetico, anche se rimane appunto solo una stima e non un dato di certezza: (altezza di papà + altezza di mamma -13) /2 e la variazione intorno alla media trovata è ± 7-8 cm.

Un’altra curiosità e spesso preoccupazione delle giovanissime e delle loro mamme… dopo il menarca, quanto cresce il seno?

Dopo il menarca il seno può crescere in media altri 1-2 anni. Oltre questo accrescimento, per così dire, primario, può aumentare ulteriormente e modificarsi anche nella forma fino ai 18 anni.
Le donne adulte sanno bene, però, quanto il seno continui a cambiare nell’arco dell’intera vita. Il seno è infatti composto sia da tessuto ghiandolare che da tessuto adiposo e potrà pertanto modificarsi in funzione del peso corporeo, del tipo di allenamento, della fase mestruale e ancora dopo le gravidanze e l’allattamento, e alla menopausa.

Abbiamo capito che l’inizio, la durata e la successione delle varie fasi della pubertà hanno una estrema variabilità, come variabilissima è l’influenza che i 4 fattori di definizione dell’accrescimento puberale hanno rispetto all’altezza finale.
Tutti i numeri che, per dovere di scienza e di statistica, ho voluto fornire in questa breve discussione, fanno riferimento a grandi studi su vaste popolazioni di giovani donne che distano mille miglia dalla singola ragazza con la sua storia di vita e la sua genetica. A quella ragazza auguro di valutare la propria bellezza e il proprio valore nella globalità del proprio essere e non in centimetri, pochi o troppi che siano!

Dott. Federico Mordenti