3 Libri per dormire da soli nel lettino
3 libri per dormire da soli nel lettino: L'avventura di dormire da soli, È ora del lettino!, Io dormo da solo. Leggere albi a tema ninna supporta l'autonomia e l'autoefficacia dei bambini.
Ogni genitore ha il compito di accompagnare il bambino a dormire da solo. I libri per dormire da soli nel lettino e nella propria cameretta sono certamente di aiuto. Tuttavia, prima di prenderne in considerazione alcuni, è essenziale cogliere il legame tra sonno, ambiente ed emozioni. Rispetto a queste variabili l’adulto di riferimento fa da regolatore emotivo, ed è per questo che molti “problemi di sonno del bambino” dipendono da ciò che accade durante la veglia, dai ritmi quotidiani e dal contesto in cui i piccoli sono calati, nonché dalle azioni e reazioni di noi genitori.
La conquista di una autonomia del sonno e il ruolo dei genitori
Mamma e papà, che ruolo hanno nella conquista dell’autonomia del sonno da parte del bambino? Questa domanda è tutt’altro che scontata e non è distante dal tema dei libri per dormire da solo nel lettino, chiariamo il perché in breve:
Mamma e papà sono uno strumento della sicurezza del bambino. Pertanto, quando vogliono aiutarlo a dormire da solo attraverso un albo prestano non semplicemente la loro voce e, più profondamente, mettono al servizio del figlio tutto il loro linguaggio corporeo e le loro stesse emozioni.
Tanto mamma quanto papà sono coinvolti in un momento di crescita del bambino che spostandosi nel letto e nella propria stanza conquista più di uno spazio autonomo in casa, egli afferma una competenza di gestione emotiva, oltre che spaziale e logistica.
In questo passaggio il bambino deve poter contare su genitori responsivi e presenti anche negli abbracci e nella fisicità, quest’ultima deve presidiare alle routine dell’addormentamento ed è essa stessa compensativa dinnanzi alla “paura della notte”.
Il ruolo dei papà
Nella nostra cultura “mamma-centrica” si commette spesso un errore importante circa il ruolo del genitore nell’educazione alla nanna del bambino, ovvero non si dà abbastanza peso alla presenza del papà in questa fase di transizione. Considerate, invece, l’importanza che anche il padre riveste nella nuova abitudine a dormire da soli.
Tra gli albi illustrati scelti come proposte di lettura, Alimentazione Bambini ha consciamente selezionato anche libri in cui il ruolo maschile è accentato. Quindi, via libera ai papà che leggono albi per dormire da soli!

3 libri per dormire da soli e aiutare il bambino a acquisire nuove abitudini di sonno
Leggere al piccolo albi illustrati è sempre una buona prassi, tuttavia va da sé che l’albo dedicato alla ninna è solo un elemento dell’educazione all’autonomia del sonno. Va ricordato che non esiste un metodo codificato per istruire i bambini a dormire da soli e ogni bambino ha i suoi tempi. Contatto, pazienza, attenzione e riconoscimento delle emozioni del piccolo sono tutti elementi essenziali per una buona riuscita della crescita e anche dell’abitudine del bambino a dormire senza mamma e papà.
L’avventura di dormire da soli, di Clara Mas Bassas e Judi Abbot, Nord-Sud Edizioni (età di lettura 3-5 anni)
Questo albo ha il pregio di condurre il bambino in un ambiente a sua misura. Innanzitutto l’ambiente viene caratterizzato direttamente dalle “scelte” compiute dal bimbo stesso, infatti, a partire dalle lenzuola è il bimbo ad esprimere le sue preferenze.
Ed è sempre il bambino a focalizzare l’attenzione su ciò che ritiene positivo della sua giornata. Questa focalizzazione mette in atto una vera e propria strategia di addormentamento che il piccolo lettore potrà applicare a sé stesso: attenzionare quanto di buono e bello ci ha portato il giorno appena trascorso e chiuderlo dentro pochi pensieri che sintetizzino le ore vissute, dà infatti un concreto senso alla definizione della giornata e aiuta il bambino ad abbandonarsi al sonno con soddisfazione.
Matilda, la protagonista dell’albo, viene posta al centro della nuova abitudine a dormire da sola che gestisce sia col suo corpo sia regolando le proprie emozioni insieme al “genitore faro”.
- All’interno dell’albo col suo corpo Matilda aderisce a una routine della ninna precisa che il libro descrive con attenzione;
- mentre dal punto di vista emozionale l’albo non nega alcuna paura della bambina, anzi arriva a sottolineare il suo terrore affidandola alla cura del papà che interviene nella notte dopo un incubo.
È ora del lettino!, di Alberto Pellai e Barbara Tamborini, DeAgostini Editore (età di lettura 3-5 anni)
Questo albo parla al bambino declinando il dialogo con un linguaggio assertivo, non smentisce, però, il bisogno dei bambini di rintracciare una ragione e una definizione alla regola imposta dagli adulti.
In tal senso, il bimbo dell’albo si chiede dove dormirà dal momento che il letto dei genitori smette di essere il suo posto e la risposta si costruisce pagina dopo pagina nel confronto con ambienti fantastici: il bambino visita la tana dello scoiattolo; scopre la cuccia del cane riconoscendo che ognuno ha il suo luogo dove dormire da solo; ripassa nel lettone dei genitori prima di fare un salto nell’igloo di un orso polare e prima di gettarsi nel profondo delle acque marine, dove dormono le creature del mare… infine il bambino arriva al suo lettino come costruzione personale della sua “casa della nanna“.
In conclusione, questo libro porta all’attenzione del bambino un nido costruito attraverso l’immedesimazione in più “lettini” ciascuno a misura del suo fantastico proprietario, tutto ciò senza mai smentire o falsificare il diritto del bambino ad avere nostalgia del lettone.
L’albo segue l’evoluzione del piccolo in un lungo processo di crescita e conquista delle proprie autonomie nel quale dormire da soli è una tappa importante.
Io dormo da solo, di Irene Marzi, Valentina Edizioni
Questo libro per dormire da solo ha il pregio di animare la camera del piccolo e renderla protagonista di una relazione affettiva col suo bambino: la stanza si sente legata al bambino, gli vuole bene, vuole averne cura durante la notte e il letto, per primo, si sforza di essere accogliente.
In quest’ottica la separazione del bambino dai genitori diventa una realtà vissuta in prima persona dalla stanza del bimbo e non in chiave negativa o di sofferenza ma come passaggio necessario per manifestare il proprio affetto. È la stanza che chiama il bambino.
La stanza cambia in meglio il suo aspetto, il letto si industria a dimostrare la sua comodità, il cuscino si fa morbido morbido per accogliere la stanchezza del bambino. Così, l’aspetto particolare di questo albo risiede nell’emersione dell’anima delle cose che costruiscono un ambiente capace di tradurre la difficoltà di dormire da soli in un’esperienza di relazione con la casa intesa qui come alleata, amica e sincera confidente.
Ciascuno di questi albi promuove, a suo modo, due principi importanti dell’educazione al sonno autonomo dei nostri figli: la cooperazione dei genitori in questo passaggio e uno stile di accudimento prossimale che sostenga l’autostima e l’autoefficacia del bambino. Da Pedagogista credo che questi due elementi siano determinanti nella acquisizione di abitudini mature da parte dei bambini.