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Albi Illustrati

7 albi illustrati a tema primo giorno di scuola

A più tardi; Cosa dice Piccolo Coccodrillo?; Io vado; Domani a scuola; Il primo giorno d'asilo; Piccolo gufo va a scuola e Il filo: albi a tema primo giorno di scuola, distacco e ricongiungimento

Pubblicato il 26.08.2024 e aggiornato il 23.02.2026 Scrivi alla redazione

Il primo giorno di scuola nella vita di un bambino ha luogo in un’età variabile che va dai 3 mesi ai 5-6 anni di vita, tutto dipende dalla necessità dei genitori e dalla scelta familiare di mandare i figli a scuola prima dell’obbligo. L’obbligo scolastico in Italia copre un decennio della vita dei bambini e va dai 6 ai 16 anni comprendendo, in questo arco di tempo, gli otto anni di quello che viene considerato il primo ciclo di istruzione (scuola primaria e secondaria di primo grado, comunemente le elementari e le medie), nonché i primi due anni del secondo ciclo di studi (la secondaria di secondo grado, ovvero le superiori).

Da un punto di vista pedagogico è difficile comprendere perché la scuola dell'infanzia non sia ancora obbligatoria, qui facciamo riferimento a quella che comunemente i più chiamano scuola materna e che accoglie i bambini tra i 3 e i 5-6 anni. Di fatto, è in questa fascia d'età che il bambino si forma nelle sue relazioni sociali e fa esperienze di interazione con i pari. 

A seconda dell’età del bambino, proporre albi illustrati a tema primo giorno di scuola può aiutare mamma e papà a preparare i cuccioli al distacco da casa abbassando la quota di ansia e riducendo le paure. Tutta la famiglia può beneficiare della lettura ad alta voce di albi illustrati a tema primo giorno di scuola, autonomie e distacco purché siano letture di qualità, adatte all’età dei piccoli ascoltatori, lette con cura e nel rispetto dei tempi dei bambini. In qualche modo, gli albi dedicati al distacco del 1° giorno di scuola preparano anche i genitori a questo importante momento di crescita e cambiamento.

Albo illustrato a tema primo giorno di nido d'infanzia (età di lettura 18 mesi +):   "a più tardi" - alimentazionebambini. It by coop
Albo illustrato a tema primo giorno di nido d’infanzia (età di lettura 18 mesi +): “A più tardi” – Alimentazionebambini.it by COOP

3 albi illustrati a tema primo giorno di scuola al nido d’infanzia (età di lettura 18 mesi +)

I tre albi illustrati a tema primo giorno di nido che Alimantazione Bambini ha selezionato per voi genitori sono “A più tardi”, di Jeanne Ashbè, Babalibri editore; “Cosa dice Piccolo Coccodrillo”, di Eva Montanari, Babalibri editore e “Io vado”, di Matthieu Maudet, Babalibri editore.

“A più tardi” di Jeanne Ashbé

Andando in ordine d’età di lettura, “A più tardi“, firmato da Jeanne Ashbé ed edito da Babalibri, è uno dei primissimi albi che si possono sottoporre ai bambini pronti al nido d’infanzia. Si tenga conto del fatto che l’età di frequentazione del nido d’infanzia va dai 3 mesi ai 3 anni di vita; dinnanzi a bimbi così piccoli è opportuna una sottolineatura: non esistono precocismi rispetto alla lettura!

Personalmente consiglio di leggere sempre ai bambini, sin dalla vita prenatale. In particolare, quando si decida di iscrivere un bambino al nido d’infanzia, leggere storie a tema ed esporlo ad illustrazioni “evocative” è sempre una buona pratica già a partire dall’anno e mezzo (circa) di vita. La lettura va sempre commisurata con l’età e con le competenze ma resta una pratica di accompagnamento da non trascurare mai. Per sua natura la lettura ad alta voce permette al bambino di superare ostacoli e paure, di riflettere sul mondo e di maturare uno spirito critico facendo un’esperienza sicura e protetta nell’ambiente della storia narrata.

Il punto di forza di “A più tardi” sta nella comunicazione silenziosa di cui l’albo è capace, comunica, infatti, attraverso illustrazioni dotate di un’espressività forte e sempre calzante, le immagini sono pulite e precisamente identificative. Quest’opera si attesta, così, come un libro rispettoso delle ridotte capacità linguistiche e, altresì, aderente alle soglie attentive dei bambini molto piccoli. Può essere letto in silenzio, ovvero osservando le immagini; mentre nel corso della lettura ad alta voce quelle stesse illustrazioni raccontano il tempo del distacco dimostrandone la durata compresa tra il saluto e il ricongiungimento.

L’intero albo, che vuole mostrare al bambino il ritorno del genitore, si muove verso il momento in cui mamma o papà e bimbo si ritrovano, è su questa strada verso il ricongiungimento che l’opera fa leva su circostanze, gesti, cose, atmosfere e ritualità confortati per i bimbi.

Cosa apprende il bambino attraverso l’albo illustrato “A più tardi”

Nell’albo:

  • viene legittimata la relazione del bimbo con l’oggetto transizionale;
  • il bambino scruta tra le atmosfere del nido, i giochi e la pittura, e ritrova un ambiente rassicurante;
  • incontra i momenti condivisi con la Maestra e, a seconda delle età, con gli altri bambini;
  • ritrova, in modo particolare, la narrazione di quelle stesse ritualità che lo confortano a casa: il pranzo, il riposino del pomeriggio, la merenda.

Raccontare le scuole come luoghi familiari, in cui si consumano ritualità simili a quelle vissute a casa, aiuta i bambini a fidarsi del nuovo ambiente… e si sa che i rapporti migliori e più saldi si fondano sulla fiducia.

Tra le pagine di “A più tardi” il piccolo lettore-osservatore, per esempio quel bimbo di 2 anni circa che teme un po’ la “scuola” pur non sapendone nulla, mentre è impegnatissimo a sfogliare il suo libro, si immerge in passaggi carichi di baci, abbracci e affettuosità, scopre l’altro e i luoghi ancora ignoti della classe, incomincia a legare la Maestra a un’immagine.

In relazione a questa generosità di dimostrazioni fisiche e di relazioni affettuose, l’albo ha qualcosa da insegnare anche ai genitori: mai far mancare al bambino il dialogo affettivo e le dimostrazioni di amore fisico (quello non verbale ma tangibile, fatto di baci, abbracci e coccole), questa comunicazione è supportiva per il piccolo che si separa dal genitore. Pertanto, è raccomandabile dare importanza al momento del saluto e, nel lasciare il bambino al nido, mai andare via senza averlo esplicitato, ovvero senza salutare il bimbo con la promessa del ritorno.

"cosa dice piccolo coccodrillo", di eva montanari, babalibri editore - alimentazionebambini. It by coop
“Cosa dice Piccolo Coccodrillo”, di Eva Montanari, Babalibri editore – alimentazionebambini.it by COOP

“Cosa dice Piccolo Coccodrillo?” di Eva Montanari

Piccolo Coccodrillo è un bambino (ovviamente è un bambino coccodrillo) che, esattamente come ogni bambino che si rispetti, ha una routine della mattina molto “rumorosa”: la sveglia fa DRIN DRIN, l’acqua fa SSPLASH, il biscotto fa PLUF e l’auto, con la quale Mamma Coccodrillo lo accompagna a scuola, fa BRUM BRUM. Persino il pianto di Piccolo Coccodrillo ha un suono UÈÈÈÈÈÈ e il bambino libera con forza questo suono ogni volta che il genitore lo lascia alle cure amorevoli di Maestra Elefante.

Le pagine del libro, però, non ci mettono molto a dimostrare che al nido Piccolo Coccodrillo può scoprire molti altri suoni divertenti, come il RATAPLAN, RATAPLAN, RATAPLAN del tamburo; il GLU GLU del latte o il PUF delle bolle. Anche i baci della mamma hanno un suono, fanno SMACK, SMACK, SMACK e ancora SMACK.

Questo albo è un esempio di lettura onomatopeica dove il testo scritto (come GLU GLU o SMACK SMACK) riproduce o evoca un suono. L’onomatopea è un potente strumento di comunicazione col bambino perché nella sua semplicità riesce a rendere bene la multi-dimensionalità dell’esperienza di lettura e tiene alta l’attenzione anche degli ascoltatori più piccoli. Inoltre, gli albi onomatopeici consentono all’adulto lettore di coinvolgere i bambini in una ri-lettura che, se non guidata dal testo scritto, può essere “cantata”, ovvero può essere una corale ripetizione armonica dei suoni che il libro propone.

Nello specifico di “Cosa Dice Piccolo Coccodrillo?” l’autrice è stata capace di ricostruire la routine dell’asilo nido e prima ancora quella del risveglio di Coccodrillo; lo ha fatto attraverso i rumori ed ha tradotto i suoni in onomatopee che fanno da sfondo alla lettura. In questo quadro d’insieme l’immedesimazione che può ammantare e coinvolgere il bambino si estende all’ambiente. Questo libro va letto con una buona dose di allegria, qui gli adulti hanno il compito di tradurre in musica i suoni e di armonizzare le piccole frasi che li contengono. Ricordate che la lettura è musica e la musica è magia!

"io vado", di matthieu maudet, babalibri editore - alimentazionebambini. It by coop
“Io vado”, di Matthieu Maudet, Babalibri editore – alimentazionebambini.it by COOP

“Io vado”, di Matthieu Maudet, Babalibri editore

“Io vado” è un albo con finale a sorpresa, l’ultima pagina potrebbe apparire fuorviante se considerata solo sotto l’aspetto grafico: un piccolo uccellino sembra prepararsi a un nuovo inizio, dice a tutti: “Questa volta ho deciso. Io vado!“. Così si incammina sul ramo che dal nido lo condurrà… al mondo.

Inserito in questa lista di albi a tema primo giorno di scuola, tu, caro lettore, probabilmente ti aspetti un pulcino in inserimento al nido d’infanzia, ma sappi sin da subito che non è lì che il piccolo pennuto sta andando.

Lungo il rametto marroncino del suo albero, il piccolo incontra parenti ed amici e ognuno gli affida qualcosa: un maglioncino, perché potrebbe fare freddo; un biscottino, perché potrebbe avere fame; un cappellino perché potrebbe esserci il sole; un ombrello, perché non si sa mai. Il fatto che nessuno sappia davvero dove sta andando il pulcino tiene agganciato l’ascoltatore (interesse e suspence), dietro la grande porta marrone del tronco non ci sono insegnanti e compagni di scuola ma “solo” un gabinetto e un vasino sul quale pulcino siede e dove tutte le cose accumulate nel viaggio sul ramo trovano posto accanto a lui.

Anche se la scuola manca come ambiente, questo albo è adattissimo ai piccoli in procinto di fare il loro ingresso al nido d’infanzia perchè parla con straordinaria efficacia di autonomia. Potrebbe essere adoperato anche come lettura per lo spannolinamento, con una efficacia sorprendente per quai bambini che accusano la pressione del discorso vasino, qui, infatti, il focus è l’autoefficacia.

4 albi illustrati a tema primo giorno di scuola per bambini della materna

Tre degli albi che presentiamo in questo paragrafo hanno come protagonista un animaletto che sta per affrontare il primo giorno di scuola: in “Domani, a scuola!” il protagonista è un piccolo pinguino di nome Leone; in “Piccolo Gufo va a scuola” il protagonista è, come si evince già dal titolo, un cucciolo di gufo; in “Primo giorno d’asilo” il protagonista, invece, è Cippi, un pettirosso. Molto accomuna questi albi che in primis hanno ciascuno una particolarità nel risguardo di copertina:

  • in “Domani, a scuola!” la narrazione parte da uno zainetto rosso che se ne sta tutto solo;
  • in “Piccolo Gufo va a scuola”, invece, principia da un gufetto dallo sguardo perplesso che pure si staglia tutto solo sul fondale bianco;
  • infine in “Primo giorno d’asilo” il narrato parte da mamma pettirosso e dal suo cucciolo che attraversano il risguardo con fare decisamente diverso: la mamma impettita guarda davanti a sé e procede verso la pagina successiva portando per mano il suo piccolo, quest’ultimo, invece, ha gli occhi carichi di domande, timori e perplessità.

Accogliere i sentimenti dei bambini, anche quelli culturalmente difficili

Il primo giorno di scuola e nei giorni che immediatamente lo precedono, il senso di disorientamento è comune a tutti i bambini, le prime pagine di questi albi lo esplorano e, di fatto, è proprio questo sentimento a permette ai piccoli lettori di lasciarsi penetrare dai protagonisti, da qui l’immedesimazione.

Piccolo gufo prova a nascondersi nelle coperte pur di sottrarsi alla scuola; Leone il pinguino lamenta la presunta incapacità delle sue piccole gambe di arrivare sin lì; mentre Cippi il pettirosso non garantisce affatto che vi ritornerà l’indomani o che resterà “in quel luogo estraneo” per tutto il giorno. Questi piccoli animali hanno in comune il timore di perdere qualcosa: lo spazio di comfort, l’amore di cui si nutrono a casa, la centralità nella vita di chi si prende cura di loro e l’equilibrio nelle relazioni con i fratelli. Tuttavia, ciascun animaletto riuscirà a dimostrare ai lettori che le cose non sono drammatiche o complesse come possono apparire, tutt’altro!

"piccolo gufo va a scuola" di debi gliori, mondadori editore -alimentazionebambini. It by coop
“Piccolo gufo va a scuola” di Debi Gliori, Mondadori Editore -alimentazionebambini.it by COOP

La scuola di Cippi cambia la prospettiva da cui osservare il mondo: è tutto pronto per il primo giorno di scuola e all’arrivo del pettirosso e della mamma l’albo sviluppa il disegno in verticale, ovvero dentro due pagine estese che danno un grande quadro di insieme; pertanto, chi lo legge deve invitare lo sguardo del bambino a ri-salire lungo l’albero dell’Asilo.

"primo giorno d'asilo" di ester van den berg, clavis editore -alimentazionebambini. It by coop
“Primo giorno d’asilo” di Esther van den Berg, Clavis Editore, albo a tema primo giorno di scuola -alimentazionebambini.it by COOP

Una volta all’interno, però, la visuale diviene più soggettiva, si stringe intorno ai particolari, così, quando Cippi entra a scuola, l’albo va ruotato e riposizionato in orizzontale, la visione si sofferma tra gli studenti, i banchi e nelle aule, esattamente dove si trovano gli stessi oggetti, le stesse routine e le medesime emozioni che i nostri figli incontrano e sperimentano nelle loro scuole vere.

In particolare la Maestra di Cippi dimostra di possedere una autorevolezza discreta che ispira fiducia, esattamente come la mamma di Leone il pinguino che col suo linguaggio assertivo accompagna il bambino nella comprensione di ciò che sta per accadere: Leone, come ogni scolaro al suo primo giorno, prenderà il suo zainetto in spalla e con le sue piccole zampette conquisterà a passi calmi la strada verso la scuola. Così facendo, Leone diventa grande e lascia al fratellino il testimone di unico piccolo di casa.

"domani, a scuola! " di èmile jadoul, babalibri -alimentazionebambini. It by coop
“Domani, a scuola!” di Èmile Jadoul, Babalibri, albo a tema primo giorno di scuola -alimentazionebambini.it by COOP

Tutti questi libri, indistintamente, anche se in forma diversa, raccontano dello straordinario potere di adattamento che ha il bambino; contemporaneamente disvelano al piccolo lettore il mistero di quella agitazione che nutrono tutti gli studenti al loro primo grembiulino.

Sia esso un pinguino, un pettirosso o un gufetto, il bambino che fa il suo ingresso nel mondo della scuola prova sempre una forte emozione a metà tra curiosa eccitazione e paura. In questi libri il bambino assapora la magia della scuola e della classe, sente suoi i passi di tutti i protagonisti, condivide le loro curiosità, emotivamente partecipa alle loro iniziative positive, ma, prima ancora, condivide con loro lacrime e perplessità. Del resto, nessun bambino sa cosa sia la scuola. Insomma, gli albi che abbiamo qui selezionato per alunni, famiglie e anche insegnanti sono fortemente rappresentativi di situazioni comuni.

Il tema del distacco: cosa succede il primo giorno di scuola dopo aver salutato la mamma o il papà

Il momento della paura si assorbe e asciuga il dolore di profondi timori e pianti anche per la piccola protagonista umana de “Il filo” di Corinne Averiss e Kirsti Beautyman, Sassi Editore. Il leitmotiv di questo albo è il distacco colmato dal “filo dell’amore” che ricuce le distanze e riavvicina. Nell’albo, questo filo dimostra di legare un’intera famiglia e di essere capace di estendersi ed estendersi senza lasciare nessuno da solo, nemmeno in un posto enorme e sconosciuto come la scuola. Ciò che rende significativo, educativo e riappacificante questo filo è la capacità della narrazione di restituirlo al bambino, come traduzione concreta e tangibile di un concetto astratto, l’idea di continuità dell’amore familiare.

Il filo, che parte dalla copertina dell’albo e ne guida tutto il racconto, dimostra al bambino che amarsi non vuol dire essere in compresenza in un luogo o in un altro, piuttosto sostanzia una più profonda vicinanza affettiva e ideale che non conosce limiti, così l’amore di mamma e papà c’è sempre, si sente, esiste e persiste anche se non si vede. Insomma se il filo ci unisce sempre, l’amore, allora, è sempre con noi!

Questa idea estensiva dell’amore e immateriale, invisibile ma presente è d’importanza per il bambino: i bimbi conoscono attraverso l’esperienza e faticano nel pensare, vedere, considerare oltre la loro prossimità tangibile ed esperienziale. La scuola e il conseguente distacco dalla famiglia, fanno paura ai bambini proprio perché rompono la prossimità con le persone care e le zone di comfort rappresentando, altresì, un percorso a cui il bambino accede da solo.

Pensateci, fino al momento del suo primo giorno di scuola il bimbo non ha avuto progetti da solo, ha vissuto in relazione con le figure di attaccamento e in una fortissima prossimità con loro. La scuola segna lo spartiacque tra un percorso comune e uno individuale, non a caso è una decisiva tappa nello sviluppo delle autonomie.

“Il filo” è un albo per vincere la paura del distacco da mamma e papà

Perchè vincere la paura della scuola può essere così difficile per un bambino? Tess, la piccola protagonista di questo libro, ce lo chiarisce in poche pagine: a scuola i bambini soffrono la solitudine derivante dal distacco dai genitori e ci mettono tempo per concedere fiducia alla maestra e ai compagni. Sul primo giorno di scuola, in modo particolare, il bambino si sofferma e fantastica, alimentando anche paure e ansie. Per lasciarsi andare, per dare fiducia, per fidarsi a loro volta e per credere nel ritorno del genitore, i bimbi devono innanzitutto sentirsi sereni e a loro agio, esattamente come a casa. Ma la casa è contenuta, piccola, ordinata e consente ai cuccioli di esprimere un controllo su ciò che conoscono, sugli spazi, sulle emozioni. Pertanto, il distacco si materializza in tutto ciò che a scuola viene a mancare, poiché la scuola è enorme, sconosciuta, le sue cose non appartengono al bambino che, anzi, deve imparare a condividere oggetti, spazi ed emozioni. Senza contare che i piccoli studenti devono condividere anche la Maestra!

Di fatto, la distanza è un concetto a cui il bambino non è abituato e non è pronto, come non è pronto alla immensità della scuola: prima della scuola si è nutrito di prossimità con le figure di riferimento, è vissuto in ambienti noti e controllabili, è stato in routine consolidate; ora sente di avere dei compiti che spezzano, impediscono e interrompono la sua prossimità, le sue sicurezze e ogni abitudine confortevole. Ma Tess riesce ad avere fiducia nel suo filo, oltre la prima emozione dolorosa, oltre quel ritardo della mamma che serve, però, a confermare la potenza del loro stesso legame, oltre la paura di essere rimasta sola o abbandonata, questa piccola protagonista sarà un bocciolo in grado di aprirsi a nuove esperienze e fiorire. Tess aprirà uno squarcio su quei luoghi dove i bambini si scoprono vicendevolmente e intrecciano nuovi affetti, ovvero dimostrerà ai suoi lettori che il mondo e la scuola sono il posto giusto dove tessere nuovi fili, sperimentare nuove emozioni e mettere a frutto tutto il nostro amore e talento.

Con la supervisione di:

Dott.ssa Margherita Caroli Pediatra

Prof. Andrea Vania Pediatra