Leggere ad alta voce ai bambini: perché è importante
Leggere ad alta voce sviluppa abilità cognitive, fortifica il problem solving, l'autoefficacia, l'autostima, la creatività e le competenze socio-relazionali.
Leggere ad alta voce ai bambini, fin dalla più tenera età e fin dalla gestazione, è un attivatore di competenze cognitive, emotive e socio-relazionali. Dal punto di vista interpersonale, la prima relazione che la lettura condivisa rafforza è quella con l’adulto di riferimento (mamma, papà, nonni o maestre) che si presta a diventare narratore per il suo bambino.
Il ruolo della lettura nella nostra società
Viviamo in una società fortemente digitalizzata in cui persino la comunicazione è sempre più veicolata dallo strumento elettronico, infatti, parliamo attraverso instant message (messaggi istantanei), quotidianamente utilizziamo i messaggi vocali o i video messaggi preferendoli alla comunicazione scritta e i bambini sono sopraffatti da una enorme quantità di immagini preconfezionate. Troppo spesso i genitori delegano al cartone animato o al film la narrazione delle fiabe (anche quelle classiche) e così i bambini vengono esposti precocemente agli schermi piuttosto che alla buona, vecchia e cara lettura ad alta voce.
La lettura ad alta voce introduce i bambini nel mondo magico delle fiabe e gli permette, per il tramite dell’adulto, di conoscere storie e libri, pur mancando loro della capacità di leggere in autonomia.

Prime letture ad alta voce, a che età incominciare
È pacificamente ammesso che la lettura ad alta voce rassicura il bambino sin dalla gestazione. Mentre è nella pancia della mamma, il feto percepisce innanzitutto la musicalità della voce (specialmente quella materna) che lo raggiunge come un’onda e trasmette delle vibrazioni che riecheggiano anche all’interno del corpo materno.
Anche la musicalità della voce getta le basi per una sana relazione genitore-figlio, ciò vale per la lettura in gravidanza come per le nenie cantate per addormentare tuo figlio.
- A 11 settimane il feto sviluppa il timpano, il cui scopo sarà quello di amplificare i suoni;
- nel corso della 21esima settimana la ciocciolina dell’orecchio del bambino (la coclea) si connette alla corteccia cerebrale e ciò rende possibile la decodifica dei suoni;
- a partire dalla 24esima settimana il bambino nella pancia della mamma sente attraverso l’orecchio.
Questa breve digressione ci dimostra che i bambini si formano in utero e nascono con una predisposizione all’ascolto e che sin dalla pancia della mamma ne sperimentano la multidimensionalità: ascoltando l’adulto che legge ad alta voce, il bambino riceve un gesto d’amore, ovvero riceve carezze di parole. Ed ecco spiegato perché il primo effetto benefico della lettura ad alta voce è quello della costruzione e fortificazione di un legame emotivo bambino-genitore.

Quali sono i benefici di leggere ad alta voce ai bambini
I bambini precocemente esposti alla lettura a voce alta sviluppano una lunga serie di competenze, rispetto ai coetanei di pari età:
- sono più propensi all’ascolto e questo li porta ad essere persino più disposti a dare fiducia al mondo e alle figure di riferimento;
- sviluppano un linguaggio più fluido e dimostrano di possedere un vocabolario più ricco, scrivono meglio e commettono meno errori di ortografia, risulta complessivamente migliore anche la comprensione del testo;
- diventano più curiosi verso i libri e le storie che contengono e questo li porta a sviluppare un crescente intesse verso la lettura e la scrittura autonome, quindi tendono ad arrivare alla scuola primaria con un’alta motivazione all’apprendimento;
- si dimostrano più dialoganti e nello spazio del confronto dialogico più allenati a sostenere i tempi (alternanze e pause nel discorso che, di fatto, facilitano la interrelazione umana).
Attenzione e concentrazione, inoltre, beneficiano della pratica costante della lettura.
Benefici emotivo-relazionali della lettura ad alta voce
Sul piano emotivo ed emotivo-relazionale, inoltre, la lettura ad alta voce:
- conduce il bambino in un ambiente protetto dove riesce ad affrontare paure, ansie e frustrazioni libero dal timore “di farsi del male”;
- sostiene lo sviluppo armonioso dell’empatia favorendo le competenze del bambino a “mettersi nei panni dell’altro”;
- favorisce le autonomie e il senso di autoefficacia;
- sostiene la creatività, qui da intendersi come base del problem solving.

Cosa insegna la lettura ai bambini
Tra gli 0 e i 6-8 anni i bambini hanno bisogno di un significativo accompagnamento alla lettura perché non sono in grado di leggere da soli e quando incominciano ad imparare non subito leggono fluidamente, gli adulti, quindi, lo fanno per loro (attraverso la lettura ad alta voce).
Scegliendo libri per bambini e albi di alta qualità, lo spazio fisico del libro e quello narrato attraverso la voce dell’adulto (cosiddetto ambiente sonoro) permettono al bambino di ritrovare parte di sé stesso e dei propri accaduti nelle pagine lette. Il bambino si immedesima nella storia narrata e nei suoi personaggi.
Immedesimazione e capacità di mettersi nei panni dell’altro
L’immedesimazione è un processo naturale che ha luogo indipendentemente dalla natura umana o animale del personaggio protagonista: il bambino si immedesima nel topolino di “Tilli e il muro” di Leo Lionni esattamente come si immedesima nel piccolo umano di “Che rabbia!” di Mireille d’Allancé.
Una narrazione di alta qualità (come può essere quella di Jutta Bauer in “Urlo di Mamma” o quella di Isabelle Carrier in “Il pentolino di Antonio” oppure quella di Daisy Bird e Anna Pirolli nella “Piccola civetta di Natale”, solo per fare qualche esempio) permette al bambino di rielaborare i propri vissuti e i propri sentimenti attraverso l’esperienza mediata dalla lettura.
Così, da un lato il bimbo affina le proprie capacità empatiche (che, però, si badi bene, incominciano a sostanziarsi intorno ai 4 anni circa), dall’altro rivive le proprie esperienze, anche quelle spaventose. Fa tutto ciò attraverso la mediazione della narrazione a voce alta e finisce col maturare un bagaglio di conoscenza e rielaborazione emotiva in un ambito sicuro, ovvero nel mondo della fantasia.
Durante una sessione di lettura a voce alta tutto si può fermare, si può chiedere all’adulto narratore un momento di silenzio, si può tornare indietro e rielaborare. In questo senso risulta molto importante rispettare i tempi del bambino, fermarsi o rileggere, questo o quel passo, quando lui lo richiede. La voce del narratore è, dunque, uno strumento al servizio del bambino piccolo ascoltatore attivo.
Mille ascoltatori, mille significati: sin dalla prima infanzia la lettura è un bene soggettivo
Gli effetti della lettura, pertanto, sono soggettivi e non immediati. Le informazioni che la voce narrante passa al bambino viaggiano su un doppio binario che conduce, da un lato, la storia per come è scritta e, dall’altro, trasporta emozioni percepite in modo assolutamente personale. Questo significa che non si deve leggere ai bambini per indottrinarli ma, piuttosto, per dare loro modo di sviluppare il libero sentire e il pensiero critico.
È importante, perchè tutto ciò si realizzi, che la scelta dei libri per bambini e degli albi cada su letture di qualità e non moralizzanti. Ricordate che la fiaba non ha una morale espressa ma porta in sè i semi di valori umani che la lettura ad alta voce pianta nel cuore del bambino.
Come leggere ad alta voce ai bambini
Che si legga a casa o a scuola o al parco, a letto o sul tappeto del soggiorno, è sempre fondamentale che l’ambiente di lettura sia abbastanza tranquillo da permettere ad adulto, bambino e libro di muoversi in uno spazio confortevole.
Tra i 6 e i 9 mesi il bambino si dimostrerà molto interessato verso l’oggetto libro che va messo nella sua disponibilità perchè possa farne esperienza anche tattile, di gusto e olfattiva. Pur dovendo vigilare sulla sua incolumità, e certamente un bambino non può e non deve mangiare un libro, aspettatevi anche che lo porti alla bocca.
Tra i 9 e i 12 mesi l’interesse del bambino si orienterà prevalentemente al contenuto del libro. Fino allo sviluppo delle capacità di lettura autonoma, abbiate cura di selezionare albi con illustrazioni di qualità perché rivestono un ruolo chiave nella relazione bambino-libro.
Tra i 12 e i 36 mesi di vita il bambino investe tutto il suo corpo nella lettura e col corpo manifesta l’emozione di ricevere bagni di parole. È per questo che spesso i bambini si muovono intorno a noi mentre leggiamo. Ed è per questo motivo, inoltre, che non di rado ci portano oggetti attinenti a ciò che stiamo leggendo, per esempio ci portano il loro orsetto quando il protagonista della storia che stiamo affrontando è proprio un orso. Non cercate di fermare il piccolo lettore in movimento!

Albi illustrati e lettura ad alta voce, consigli per i genitori
È molto importante che all’ascolto del testo dell’albo illustrato si accompagni la possibilità di guardare le immagini, testi e illustrazioni, infatti, sono elementi inscindibili di queste opere destinate ai più piccoli e la voce da sola non rende giustizia alla complessità dell’albo. Pertanto posizionate sempre l’albo in modo che il bambino possa osservarne le immagini.
Abbiate cura di leggere con tono pulito, non è necessario drammatizzare o fare vocine falsate, il bambino ha bisogno di una lettura lineare e chiara per rielaborarne in autonomia i significati.
Considerate importante il tempo del bambino in relazione ad ascolto e metabolizzazione, perciò guardatelo e cogliete in lui eventuali necessità di chiarimenti, pause o riletture del testo. Non limitate mai la possibilità che il bambino vi chieda di rileggere o vi ponga domande durante la lettura.
Conclusioni: la lettura ad alta voce è una pratica educativa
In conclusione, leggere ad alta voce è una pratica educativa che sviluppa nel bambino abilità cognitive, competenze di prelettura e prescrittura, fortifica il problem solving, l’autoefficacia, l’autostima, sostiene la creatività e le competenze socio-relazionali.

Guida alla lettura
attiva e creativa
Nel luogo protetto
della lettura è possibile che il bimbo affronti sé stesso, le proprie
paure, i limiti che la vita gli oppone ed è persino più facile che li
superi tra le pagine prima che nel suo quotidiano.