Alimentazione corretta 4-10 anni

Immunostimolanti e vitamine per bambini: servono davvero?

Nell’attività quotidiana del Pediatra capita spesso che i genitori dei piccoli pazienti chiedano, per svariati motivi, la prescrizione di immunostimolanti, vitamine e integratori vari. Oppure si rivolgono direttamente al Farmacista o, peggio, ancora, li acquistano direttamente. Siamo sicuri che servano davvero? E in quali occasioni? Scopriamolo insieme.

Immunostimolanti e vitamine per bambini: servono davvero?

Le ragioni per ricorrere agli immunostimolanti e integratori in generale possono essere:

  • periodi di particolare debolezza;
  • sostegno per gestire impegni intensi (scolastici o sportivi);
  • stimolo alla concentrazione e miglioramento del rendimento scolastico;
  • recupero dopo terapie farmacologiche (in particolare antibiotici);
  • prevenzione e cura di malanni frequenti (soprattutto nel periodo invernale);
  • inappetenza e alimentazione selettiva;

e tantissime altre che riguardano i bambini di tutte le età, dal neonato all’adolescente.

Ma quali integratori sono davvero necessari in pediatria e, soprattutto, quando andrebbero utilizzati?

Il decalogo del Ministero della Salute sul corretto uso degli integratori alimentari raccomanda che l’impiego avvenga:

in modo consapevole e informato sulla loro funzione e sulla valenza degli effetti svolti, senza entrare in contrasto con l’esigenza di salvaguardare abitudini alimentari e comportamenti corretti nell’ambito di uno stile di vita sano e attivo.

Il loro impiego quindi non deve intendersi in alternativa a uno stile di vita sano, ma a completamento di questo.

Il Ministero non fornisce, però, indicazioni per l’impiego degli integratori in età pediatrica.

Per poter rispondere alla domanda di molti genitori un grande aiuto ai pediatri è stato dato da un importante documento pubblicato nel 2017, frutto del lavoro di esperti appartenenti a tre importanti società scientifiche e basato sugli studi pubblicati sull’argomento fino ad allora.

Il riassunto di questo lungo lavoro potrebbe essere racchiuso in poche parole: “Pochi integratori sono utili, solo in determinati soggetti e in specifiche situazioni”. Vediamoli insieme nel dettaglio.

Immunostimolanti per rinforzare le difese immunitarie

Il periodo autunnale, con l’inizio della scuola e dei primi malanni stagionali, comporta un aumento di richieste di immunostimolante, ovvero prodotti di varia natura la cui efficacia è più o meno sostenuta da prove scientifiche, finalizzati a migliorare le difese immunitarie nei bambini. Quest’anno poi, a causa della pandemia da Sars-CoV-2, le richieste sono iniziate ancor prima.

Ad esempio, è dimostrato che bassi livelli di ferro, zinco e vitamina A si associano a un aumento del rischio di infezioni, dal momento che tutti questi elementi sono coinvolti nel corretto funzionamento del sistema immunitario. Quindi, ad esempio, dare al bambino convalescente alcuni supplementi mirati, dopo un’influenza o un’infezione che ha reso necessario l’antibiotico, potrebbe ridurre il rischio di contrarre una seconda infezione. Questo perché, dopo la malattia, l’organismo ha consumato i depositi di tali sostanze, trovandosi perciò in uno stato in cui il loro fabbisogno è aumentato.

Tra i prodotti più in voga al momento vi sono quelli a base di lattoferrina, elemento presente in natura nel latte materno. Molti giornali hanno riportato i risultati positivi di studi di laboratorio recenti che ne hanno valutato l’effetto sulle cellule esposte al virus Sars-CoV-2. Sembrerebbe infatti che questa abbia degli effetti tali da poter essere impiegata sia nella prevenzione che nel trattamento dell’infezione in corso. I risultati, però, sono da prendere con le pinze perché estremamente preliminari e pre-clinici (è stato valutato l’impiego su cellule, dunque non è sicuro che tali effetti vengano poi riprodotti quando utilizzata nella pratica clinica).

Integratori per far aumentare l’appetito

li integratori per far aumentare l’appetito nei bambini rappresentano la tipologia di integratori più richiesti durante tutti i periodi dell’anno.

In questi casi, prima di prescrivere prodotti di alcun tipo, è bene valutare se il bambino è realmente inappetente o se (molto più frequentemente di quanto si possa pensare) non stia semplicemente assumendo le giuste quantità, quelle di cui ha davvero bisogno, e che però non vengono riconosciute tali dai genitori. Va considerato anche che ci sono delle situazioni in cui l’inappetenza è da considerarsi del tutto normale, in quanto legata a condizioni che tendono ad auto-risolversi e per le quali non è richiesto alcun intervento (es. stati influenzali, riniti con conseguente alterazione di olfatto e gusto, gastroenteriti, clima caldo, viaggi…).

Diverso è invece il caso di quei bambini in cui l’inappetenza è reale e di lunga durata o di quelli in cui l’alimentazione è estremamente selettiva. In questi casi c’è un alto rischio di andare incontro ad uno stato di malnutrizione (globale, nel senso di arresto della crescita, o specifico, nel senso di carenza di determinati nutrienti). Ecco allora che l’impiego di integratori mirati a supplementare le eventuali carenze può diventare estremamente importante. È bene però chiarire che si tratta di una supplementazione e non di una terapia della condizione patologica di base. Cioè l’integratore fa sì che il bambino non abbia carenze di vitamine ed altri nutrienti, ma non risolve la selettività alimentare o l’inappetenza di base, che continueranno a essere presenti se non si interviene in altro modo.

Tra i prodotti più richiesti (e a volte consigliati!) per gli stati di inappetenza, ridotta alimentazione e scarso accrescimento c’è la pappa reale. Ma, seppur utilizzata da secoli nella medicina tradizionale, non ci sono evidenze scientifiche a sostegno del suo impiego come stimolante dell’appetito, immunostimolante o promotore della crescita nel bambino.

Integratori per la scarsa crescita

Per di più, nel caso in cui un bambino manifesti una condizione di scarso accrescimento vero (accertato dal pediatra) non ci sono integratori che abbiano mostrato un effetto terapeutico né tantomeno prodotti in grado di influenzare in alcun modo la secrezione e l’azione dell’ormone della crescita (responsabile di alcuni casi di arresto della crescita). Sarà quindi bene effettuare esami diagnostici mirati ad individuare la causa che determina la scarsa crescita e il trattamento sarà finalizzato a risolvere la condizione di base. Anche in questo caso sarà compito del medico identificare eventuali situazioni che possono determinare carenze nutrizionali e intervenire per prevenirle o curarle laddove si siano già instaurate.

I cosiddetti “ricostituenti”

Seppur la letteratura scientifica affermi il contrario, l’utilizzo empirico dei cosiddetti “ricostituenti” e “appetito-stimolanti” è molto diffuso e spesso viene riportata un’efficacia di impiego. Questa però potrebbe essere riconducibile ad una sorta di effetto placebo sui genitori o sul bambino stesso. Quindi a volte, nella pratica clinica quotidiana, il pediatra si trova a prescrivere prodotti il cui effetto è semplicemente calmante.

Una parentesi riguarda i bambini affetti da particolari patologie (malattia celiaca, autismo, ADHD, iperattività) per i quali non vi sono evidenze di nessun tipo in merito al possibile impiego di integratori/vitamine a scopo terapeutico, ma sui quali c’è consenso comune nel raccomandare uno stile alimentare bilanciato. Una ulteriore piccola precisazione va fatta per quei bambini con autismo che presentino una spiccata selettività alimentare, per il quali vale il discorso di cui sopra: alimentazione restrittiva vuol dire elevato rischio di carenze nutrizionali. Ecco allora che diventa imperativo assicurare l’apporto dei micronutrienti carenti (ma anche qui sarà il pediatra a valutare quali e per quanto tempo).

Integratori per perdere peso

Così come non esistono integratori realmente efficaci e indicati nel trattamento del bambino che cresce poco, allo stesso tempo non esistono prodotti che permettano di ottenere la perdita di peso in bambini sovrappeso o obesi (la cui terapia rimane sempre basata principalmente sulla modifica delle abitudini alimentari e dello stile di vita). Non dimentichiamo però che anche il bambino obeso può andare incontro a carenze nutrizionali: lo stile alimentare disfunzionale spesso lo espone allo stesso rischio di malnutrizione cui va incontro il bambino magro/normopeso ma selettivo. Talvolta, proprio il rapido aumento ponderale può portare all’esaurimento dei “depositi” o all’aumento di determinati fabbisogni. La prescrizione di eventuali integratori, anche in tal caso, sarà compito del pediatra.

Integratori per supportare il cambio stagione e le condizioni di spossatezza

Il cambio stagione, in particolar modo il periodo primavera/estate, spesso si accompagna ad una condizione di stanchezza fisica e mentale per una serie di ragioni:

  • la fine della scuola è un momento di particolare impegno psicofisico, soprattutto quando si cerca di recuperare lacune e voti bassi collezionati nei mesi precedenti;
  • le stagioni sportive volgono al termine e con loro i campionati o le gare di fine anno;
  • le rappresentazioni teatrali e musicali, i saggi, gli esami di corsi extrascolastici implicano un lavoro di preparazione intensivo;
  • il passaggio da una stagione all’altra è sempre meno graduale, a causa dei cambiamenti climatici in corso, con conseguente difficoltà di adattamento da parte dell’organismo.

Tutto ciò comporta una maggiore richiesta di vitamine e nutrienti, ma anche in queste condizioni non vi è nessuna evidenza scientifica in merito a eventuali benefici dati da determinati integratori, se non un verosimile effetto placebo.

Molta più efficacia, invece, va attribuita ad una corretta pianificazione degli impegni di questi periodi, in associazione ad una dieta sana e bilanciata che garantisca il corretto apporto di vitamine e minerali, magari prediligendo il consumo di verdura e frutta fresca di stagione.

Integratori e sport

Il corretto apporto di micronutrienti è importante per garantire le funzioni vitali, ancor più quando si creano situazioni in cui l’organismo è esposto ad un carico di lavoro maggiore. Vitamine (D, C, A, E) e minerali (ferro, zinco, magnesio, calcio, selenio) sono coinvolti in numerose reazioni metaboliche e nei processi di adattamento biochimico muscolare indotti dall’esercizio fisico. Risultano quindi indispensabili nei bambini e ragazzi che praticano attività fisica regolare, che altrimenti non riuscirebbero a sostenere tale impegno. Dobbiamo precisare però che il loro fabbisogno non è aumentato rispetto a chi invece segue uno stile di vita sedentario e che in ogni caso non esiste uno sport in particolare che richieda una specifica integrazione vitaminica. Quindi l’utilizzo sistematico di polivitaminici non è necessario, anzi, un eccessivo apporto di vitamine potrebbe sovraccaricare di lavoro l’organismo che si troverebbe così a dover metabolizzare ed eliminare tali eccessi.

Gli unici supplementi necessari, se così vogliamo definirli, riguardano l’apporto di liquidi (acqua!) prima, durante e dopo l’attività fisica, e i carboidrati nella fase di recupero (per rimpiazzare le scorte di glicogeno – zuccheri di scorta – consumate).

Le raccomandazioni per bambini e adolescenti sportivi possono essere così riassunte:

  • seguire un’alimentazione sana, bilanciata e varia (in accordo con i dettami della dieta mediterranea);
  • in caso di elevato impegno (agonismo) valutare la necessità di supplementare vitamina D e folati (previo consulto medico);
  • garantire una corretta idratazione, prediligendo l’acqua e, solo in caso di attività estremamente impegnativa e/o in presenza di temperature elevate, integrare sali minerali (potassio e magnesio);
  • evitare energy drink, integratori di proteine e/o aminoacidi.

Integratori specifici

Al di là dei polivitaminici (integratori composti da diverse vitamine), il cui impiego è opinabile nella maggioranza delle condizioni per cui generalmente viene richiesto/consigliato, alcuni integratori specifici hanno invece indicazioni cliniche mirate.

Sono ad esempio:

  • la VITAMINA B12, che l’uomo può assumere esclusivamente da fonti animali, e che se carente può dar luogo a diverse condizioni patologiche, quali una specifica forma di anemia o – soprattutto nel lattante e nel bambino piccolo – alterazioni delle funzioni cognitive (visto il ruolo importante nel processo di sviluppo del sistema nervoso centrale). Diete vegetariane molto restrittive (vegana, macrobiotica, fruttariana) o improvvisate e non bilanciate aumentano il rischio di andare incontro a carenze importanti soprattutto nei bambini. Il rischio è aggravato dalla carenza di DHA e ferro e i danni, una volta instaurati, non sono recuperabili neanche con il trattamento sostitutivo, al massimo possono essere limitati. È quindi fortemente raccomandata l’integrazione di B12 in tutti i soggetti che seguono uno stile alimentare a base vegetale.
  • il DHA, un acido grasso omega 3 estremamente importante nello sviluppo e nel funzionamento del sistema nervoso centrale. A causa della limitata capacità di sintesi da parte dell’uomo, e considerando l’importante funzione che svolge, è bene garantirne un corretto apporto con la dieta, e quando ciò non è possibile (si pensi ad esempio al bambino inappetente, selettivo, o ai soggetti vegani) va aggiunto. Utile anche la supplementazione nella madre che allatta, indipendente dal suo stile di alimentazione, dato il ridotto consumo generale di prodotti ittici nella nostra popolazione.
  • la VITAMINA D, una delle poche vitamine, oltre B12 e DHA, di cui è raccomandata l’integrazione. Le funzioni in cui è coinvolta sono davvero molte (dal metabolismo osseo, al miglioramento dello stato immunitario). Considerando che l’80% della vitamina D la produciamo grazie all’esposizione solare, mentre solo il 20% deriva dalla dieta, ne deriva che la scarsa esposizione solare (si pensi alle abitudini della popolazione italiana contemporanea) ne comporta quasi inevitabilmente uno stato carenziale (è stato stimato che almeno il 50% dei bambini è in uno stato carenziale e fino al 10% in uno stato di grave carenza). L’unico modo per prevenire tale problema (considerando anche che il 30% dei nostri bambini è in eccesso ponderale e dunque a maggior rischio di carenza, sia per ridotta esposizione solare, sia per accumulo della vitamina D) è supplementare tutti i bambini nel primo anno di vita, (400 UI/die), indipendentemente dall’allattamento, e successivamente supplementare fino all’età adulta nel periodo invernale, con dosaggi maggiori per le popolazioni a rischio (es. obesi, ma anche persone di colore: in entrambe queste categorie si può arrivare anche a 1000 UI/die senza che vi siano particolari rischi di sovraccarico).

Per concludere

In linea generale, seguire una dieta varia e bilanciata basata sui principi della dieta mediterranea e rispettando le frequenze suggerite dalla piramide alimentare, garantisce il corretto apporto di vitamine e minerali tale da soddisfarne i fabbisogni.

In alcuni casi però l’alimentazione di bambini e ragazzi non è del tutto equilibrata, anzi talvolta è completamente sbilanciata, con l’esclusione spesso di alimenti ricchi in vitamine e minerali quali frutta e verdura. In questi casi il primo obiettivo è certamente quello di modificare le abitudini alimentari, ma fino a che ciò non avvenga è bene garantire una corretta integrazione, che va presa in considerazione ogniqualvolta ci sia una carenza documentata o condizioni di rischio.

Non dovrebbe invece essere raccomandata la somministrazione di vitamine e supplementi nei bambini sani senza documentate carenze o condizioni di rischio.

Al pari dei farmaci, gli integratori non vanno considerati privi di effetti collaterali!

Inoltre, generalmente le preparazioni destinate ai piccoli consumatori vengono arricchite con zuccheri (talvolta fruttosio!), per renderle più gradevoli, portando così ad un eccessivo consumo in una dieta che di per sé spesso ne è già sufficientemente ricca. Da segnalare e ricordare anche la particolare pericolosità del fruttosio, il cui effetto negativo sul fegato è stato dimostrato essere sovrapponibile a quello dell’alcol! Anche per questo – lo abbiamo già detto, ma è bene rimarcarlo – attenzione a non considerare ed assumere gli integratori come fossero acqua fresca…

Infine, se per alcuni micronutrienti non vi è alcun rischio di tossicità (si pensi alla vitamina B12), per altri vi è un reale rischio di accumulo con conseguenti effetti negativi (in special modo vitamine liposolubili come A e D).

Con la supervisione di:

Pediatra Margherita Caroli ECOG SIO OMS

Dott.ssa Margherita Caroli Pediatra (past president ECOG, ex consiglio direttivo SIO)

Prof. Andrea Vania - Alimentazione bambini

Prof. Andrea Vania Pediatra (past president ECOG; consiglio direttivo SIO)

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