Allattamento

Latte materno, alimento unico e inimitabile

Finalmente è nato! Quel piccolo batuffolo che stringete tra le braccia ha bisogno di cure e di tanto amore. Ma come nutrirlo?

Latte materno, alimento unico e inimitabile

La natura viene in aiuto offrendo con l’allattamento al seno (quando possibile) e dunque il Latte Materno, il cibo più semplice e nello stesso tempo migliore per il vostro bambino.

Il Latte Materno è indiscutibilmente l’alimento ideale per assicurare una crescita ottimale al neonato. Fin dalla prima poppata, infatti, è per il piccolo l’alimento naturale più adatto, equilibrato e completo al mondo. Inoltre, fino a sei mesi compiuti non servono altri alimenti o bevande (World Health Organization: Exclusive breastfeeding) e mantiene il suo prezioso valore nel tempo. (“Linee di indirizzo nazionali sulla protezione, la promozione ed il sostegno dell’allattamento al seno”)

Allattare non è solo continuare il rapporto “fisiologico” che si è creato durante la gravidanza tra mamma e figlio, ma è un momento ricco di emozioni, unico e magico, che crea un legame intenso e vi aiuta a conoscervi meglio e a crescere insieme.

Al seno, il piccolo, trova non solo nutrimento ma anche calore, protezione e conforto, benessere e tanto amore.

Quali sono i benefici dell’allattamento al seno per i neonati?

Allattare al seno il proprio bambino è uno straordinario investimento nella salute del piccolo e della mamma. Oltre a favorire un corretto sviluppo del bambino, lo protegge da molte malattie.

9 vantaggi dell’allattamento al seno, riconosciuti dalle principali Organizzazioni sanitarie internazionali:

  1. riduce il rischio di sviluppare allergie;
  2. protegge dalle infezioni respiratorie;
  3. migliora la vista e lo sviluppo psicomotorio;
  4. migliora lo sviluppo intestinale e riduce il rischio di occlusioni;
  5. riduce l’incidenza e la durata delle gastroenteriti;
  6. contribuisce a una migliore conformazione della bocca;
  7. protegge contro le otiti;
  8. riduce il rischio di diabete e di tumori del sistema linfatico;
  9. è associato a una riduzione del rischio di sovrappeso e obesità in età adulta.
Spot 2019 del Ministero della Salute per incoraggiare l’allattamento al seno

L’allattamento al seno fa bene anche alla mamma?

“Sì, è protettivo verso il cancro al seno e aiuta a recuperare il peso pre-gravidanza, dal momento che produrre il latte costa energia, che viene in gran parte dai depositi di grasso. Dal punto di vista psicologico, il contatto bocca-seno rafforza la diade madre-bambino. Non è vero, invece, che l’allattamento provochi un peggioramento della vista: è solo un fenomeno fisiologico e passeggero dovuto alla disidratazione, così come lo è il fatto che cadano più capelli”. Prof. Andrea Vania

Inoltre:

  • stimola la naturale contrazione dell’utero riducendo il naturale sanguinamento post partum e consentendo all’utero di tornare alle dimensioni normali più velocemente;
  • è pratico: non richiede preparazione e sterilizzazione, è sempre pronto e alla giusta temperatura;
  • è gratuito;
  • riduce il rischio per la mamma di sviluppare osteoporosi;
  • previene alcune forme di tumore al seno e all’ovaio

Il latte materno e le sue trasformazioni (colostro, latte di transizione, latte maturo)

Proprio per garantire tutti i principi nutritivi necessari a soddisfarei i fabbisogni nutrizionali nei suoi primi mesi di vita, il latte materno si modifica e si adatta alle esigenze di crescita del neonato.

La sua composizione, unica e inimitabile, subisce esattamente tre trasformazioni:

Il colostro: l’orolo liquidi che supporta lo sviluppo del sistema immunitario del neonato

La secrezione della mammella inizia normalmente dopo il parto e il latte prodotto nei primi cinque giorni viene chiamato colostro.

È un vero e proprio concentrato di fattori protettivi (anticorpi) e risponde pienamente alle esigenze nutritive del neonato. Per questo, e per il suo colore giallo-arancio, viene spesso definito “oro liquido”.

Anche se prodotto in piccole quantità (circa 50 ml nelle 24 ore), il colostro è un alimento importantissimo per far fronte al calo fisiologico del neonato nei primi giorni di vita e per costruire un forte sistema immunitario. Viene, infatti, paragonato ad un vaccino naturale, grazie al suo elevato contenuto di immunoglobuline, lattoferrina, globuli bianchi e lisozima. Tutti componenti che lo proteggono da infezioni e aiutano il sistema immunitario a svilupparsi al meglio.

Il colostro è un prezioso alimento anche per il sistema digestivo del piccolo. Infatti, ricopre e sigilla le pareti dell’ intestino ancora permeabili nel neonato, proteggendolo da pericolose enteriti. È molto digeribile e aiuta il bambino a espellere le prime feci (il meconio) e a prevenire l’ittero neonatale.

Rispetto al latte materno maturo è più ricco di proteine, vitamine A, E e K. Inoltre, contiene minerali come il magnesio, che rafforza le ossa e regolarizza il ritmo cardiaco e lo zinco che promuove lo sviluppo celebrale e rafforza il sistema immunitario del neonato. Contiene anche una buona quantità di rame, necessario per lo sviluppo di organi come cuore e cervello.

È davvero importante, quindi, che il bambino riesca ad attaccarsi al seno già nelle primissime ore dalla nascita (poppata precoce), non solo per i preziosi nutrienti del colostro, ma anche per stimolare la produzione del latte stesso.

Latte di transizione

Verso il terzo giorno dal parto, il latte diventa più chiaro e cremoso. Si riduce la percentuale di proteine e di immunoglobuline, mentre aumenta quello di grassi e zuccheri, necessari per la crescita dei tessuti cerebrali e fonte di energia.

Durante la prima settimana dopo il parto il seno diventa più pieno e turgido. Questo cambiamento viene chiamato comunemente montata lattea. Con l’andare dei giorni la produzione di latte diventa sempre più abbondante ed è stimolata soprattutto proprio dalla suzione del piccolo.

Latte maturo

Dieci-quindici giorni dopo il parto, il seno produce un latte perfetto, che, seppur apparentemente più acquoso, offre al bambino tutto il nutrimento di cui ha bisogno. Continuerà ad essere ricco di proteine, zuccheri, minerali e componenti bioattivi, come ormoni, fattori di crescita ed enzimi, che favoriscono la crescita e lo sviluppo del bambino.

Il latte maturo cambia la sua composizione non solo nel corso delle settimane e dei mesi, ma anche nel corso della giornata e di una singola poppata, proprio per adattarsi il più possibile alle necessità del bambino.

Cosa sono il primo latte e il secondo latte?

All’inizio della poppata il latte è più ricco di acqua e zuccheri, per calmare la fame del piccolo e soddisfare la sua sete (primo latte). Man mano che succhia, gli zuccheri diminuiscono e aumentano le proteine, mattoncini importanti per la sua crescita. Verso la fine della poppata, il latte appare più cremoso perchè i grassi aumentano molto, non solo per saziare il piccolo, ma anche come riserva di energia (secondo latte).

Il mio latte può essere troppo leggero o non buono?

Non esiste un latte materno “troppo leggero” o poco buono. Il latte della mamma è, per natura, perfetto per proteggere il benessere del bambino e la sua salute futura.

  • È fonte di acqua: la composizione corporea del neonato è per l’80% occupata da acqua. Il latte soddisfa il suo fabbisogno idrico per compensare le perdite e produrre nuove cellule.
  • È fonte di energia: un litro di latte materno fornisce circa 700 Kcal.

I nutrienti contenuti nel latte materno

Proteine

Le proteine del latte umano sono di altissima qualità biologica, perché contengono tutti gli aminoacidi essenziali, importanti per la crescita e la salute del piccolo. Questi sono 3-4 volte maggiori rispetto al latte di mucca nel primo mese di vita, quando la velocità di crescita è massima. Importanti proteine presenti nel latte materno sono l’alfalattoalbumina che migliora la crescita delle cellule cerebrali e la lattotransferrina che aumenta l’assorbimento di ferro.

Grassi

Il contenuto in grassi dipende da quanto il seno viene drenato. All’inizio di alcune poppate il seno può apparire più pieno (latte più ricco di acqua) e meno pieno in altre (latte più ricco di grassi). Non importa! Il bambino riceverà comunque nell’arco della giornata la quantità giusta di nutrienti per la sua crescita e per la sua salute. La quota di grassi nel latte materno varia molto in base al tipo di alimentazione della mamma, durante la giornata e nel corso della stessa poppata, come è stato già spiegato prima. I grassi del latte materno apportano acidi grassi essenziali importanti per lo sviluppo del sistema nervoso e della retina dell’occhio, a livello di intestino, aumentano l’assorbimento di calcio, minerale importante per la crescita ossea del bambino e migliorano l’assunzione delle vitamine liposolubili. Ma soprattutto è importante sapere che la qualità dei grassi presenti nel latte dipende dalla dieta passata e presente della mamma, quindi è importante che la madre sin dall’inizio della gravidanza, segua una dieta salutare povera di grassi saturi e trans e ricca di grassi mono e poli insaturi.

Zuccheri

Il latte materno è anche particolarmente ricco di un tipo di zucchero chiamato lattosio. Questo svolge importanti funzioni per la salute del neonato. Oltre a favorire l’assorbimento del calcio e a migliorare l’utilizzazione delle proteine, favorisce lo sviluppo della flora intestinale che funge da barriera contro le infezioni gastrointestinali.

Ferro

Come tutti gli altri tipi di latte, anche il latte umano contiene poco Ferro, ma questo ha un’alta biodisponibilità. Il neonato, va ricordato, ha abbondanti riserve di Ferro immagazzinate nel fegato e nella milza e un’alta concentrazione di globuli rossi nel sangue. Se la mamma non ha sofferto di anemia durante la gravidanza, le scorte di Ferro del piccolo sono sufficienti per il primo anno di vita. La presenza di vitamina E, inoltre, svolge una preziosa azione antianemica e antiossidante. Infine, il rapporto calcio/fosforo è ben equilibrato e consente un buon assorbimento di questi importanti minerali.

Immunoglubuline A

Oltre a svolgere un’azione antiallergica, queste immunoglobuline proteggono l’apparato respiratorio ed intestinale del neonato.

Anticorpi

Nel latte passano anche gli anticorpi che la mamma si è “fabbricata” superando le infezioni avute prima della gravidanza.

Tabella nutrizionale del latte umano

NutrientiValori per 100 ml
Energia68 kcal
Proteine0,9 g
Lipidi3,5 g
Carboidrati8 g
Calcio23 mg
Ferro0,06 mg
Sodio19 mg
MF Picciano “Representative values for constituents of human milk”, Ped Clin North Am 2001 48:1 263-4.

Se si allatta al seno, bisogna rispettare gli orari delle poppate?

Nei primi giorni, quando la produzione del latte non si è regolarizzata, può succedere che il bambino chieda il seno molto spesso e senza orari fissi. È importante soddisfare queste sue richieste anche per stimolare la produzione del latte stesso.
Non cadete assolutamente nella tentazione di dare l’aggiunta con latte artificiale. Potrebbe compromettere e addirittura interrompere la produzione del latte materno.
Il consiglio è di rispettare il naturale meccanismo di domanda e offerta, anche se vi sembrerà che sia passato poco tempo dall’ultima poppata o che il seno non sia abbastanza pieno. È un periodo di adattamento anche per il neonato che deve trovare il giusto ritmo tra poppate e sonnellini. Seguite i richiami di vostro figlio per capire e soddisfare i suoi bisogni. Il numero e la durate delle poppate lo stabilisce il bambino, non l’orologio.

Tuttavia per il benessere della mamma e del bambino ci devono essere dei punti fermi nell’allattamento al seno:

  • Non svegliatelo per la poppata, anche se sono passate più di 3-4 ore.
  • Tra una poppata e l’altra ci deve essere una pausa di 2 ore circa, per favorire la digestione e quindi un buon sonno.
  • Il numero delle poppate può variare, ma quando il bimbo succhia bene e la produzione del latte è regolare c’è un minimo di 4 poppate al giorno e un massimo di 12. Se la richiesta di latte è maggiore potrebbe essere il segnale che qualcosa non va. Rivolgetevi al vostro pediatra che saprà consigliarvi al meglio.

Nel latte materno sono stati scoperti ormoni che sembrano proteggere il neonato dall’obesità nel corso della vita futura. Allattare al seno riduce per la mamma e per il bambino le probabilità di contrarre il diabete. Alcuni studi suggeriscono che i bambini allattati al seno abbiano un miglior rendimento scolastico.

Ci sono effetti a lungo termine?

“Certo! Se l’allattamento è condotto rispettando i ritmi e le necessità del poppante, aiuta a sviluppare stili alimentari corretti: il bambino impara infatti a mangiare quando ha fame e fino a quando è sazio. Inoltre, i bambini allattati al seno hanno, per tutta la vita, livelli più bassi di colesterolo nel sangue”. Prof. Andrea Vania

Lo sapevi che…

Allattare al seno riduce lo stress della mamma.
Alcuni ricercatori hanno scoperto che le mamma che hanno allattato al seno, anche soltanto per poche settimane, hanno una pressione arteriosa più bassa e riescono a gestire meglio le situazioni di stress grazie al consistente rilascio di ossitocina.

Ho abbastanza latte?

Quasi tutte le neomamme hanno questa preoccupazione, ma se il bambino cresce bene, non è irrequieto e dorme, significa che va tutto bene. Tuttavia se si hanno dei dubbi è sempre meglio chiedere consiglio al pediatra. Si eviterà così di cadere nell’errore di passare al latte artificiale e diminuire inevitabilmente la produzione di latte al seno.

Il seno, infatti, dopo la “montata lattea” comincia a produrre latte attraverso un processo di “domanda e offerta”. Più frequentemente si allatta al seno, più latte si produce.

Come si fa a capire che il bambino non assume abbastanza latte?

Con l’allattamento al seno i neonati possono attaccarsi fino a 10-12 volte al giorno. Questo non significa che non si produca abbastanza latte. Le quantità di latte, infatti, ad ogni poppata possono variare di molto.

Ci sono poi delle errate convinzioni da sfatare in merito alla scarsa produzione di latte. Le seguenti situazioni non indicano che si produce poco latte:

  • il bambino mangia spesso;
  • le poppate sono brevi;
  • le poppate sono lunghe;
  • il bambino non vuole essere preso in braccio;
  • il bambino si sveglia di notte;
  • il seno è più morbido;
  • il seno non perde latte come prima;
  • i seni sono piccoli.

La scarsa produzione di latte è rara, ma può accadere che nelle prime settimane dopo il parto, il bambino abbia delle difficoltà ad assumere abbastanza latte per altre ragioni. Può, per esempio, non attaccarsi al seno abbastanza frequentemente o potrebbe non attaccarsi bene o avere un problema di salute che rende più difficile l’assunzione di latte.

Per accertarsi che la produzione del latte sia sufficiente per la crescita del proprio bambino ci si può rivolgere a un consulente o ad uno specialista dell’allattamento al seno. Oltre a valutare se la produzione di latte è effettivamente scarsa, questi esperti suggeriscono la posizione giusta per allattare e controllano che il bambino si attacchi bene al seno, in modo che possa alimentarsi in modo più efficiente.

I 3 segnali per capire che il bambino non assume abbastanza latte:

  1. Scarso aumento di peso. Nei primi giorni di vita è normale che i neonati perdano dal 5% al 10% del loro peso alla nascita per poi tornare al loro peso alla nascita entro il 10°–14° giorno di vita. Se il bambino non ha iniziato a prendere peso entro il quinto o sesto giorno, è necessario consultare immediatamente il proprio pediatra.
  2. Pannolini poco bagnati o poco sporchi. Il numero di pannolini che il neonato sporca ogni giorno è un buon indicatore sulla quantità di latte che riceve. È importante consultare il pediatra quando si nota che i pannolini sporchi risultano poco umidi e pesanti.
  3. Disidratazione. Quando le urine del bambino assumono un colore scuro, o si nota una secchezza della bocca, o ci si accorge che è letargico e riluttante ad attaccarsi al seno, potrebbe essere disidrato. Anche in questo caso è importante consultare subito il medico.

Una volta che si è accertato il bambino non assume abbastanza latte direttamente dal seno, potrebbe essere necessario estrarre il latte per salvaguardarne la produzione. È possibile farlo manualmente (estrazione manuale) o con un tiralatte elettrico. Per un maggior approfondimento sull’argomento è possibile consultare il manuale sull’allattamento al seno del Ministero della Salute.

Scegliere il tiralatte – Ministero della Salute

E i farmaci per aumentare la produzione?

Esistono dei farmaci da prescrizione come il domperidone e la metoclopramide che aumentano la produzione della prolattina. Anche alcuni integratori a base di erbe, detti galattogoghi (o lattogoghi) possono aiutare ad aumentare la produzione di latte. Prima di assumerli, però, è importante chiedere sempre il parere del proprio medico.

Il latte materno è sempre nutriente? E fino a che età allattare il bambino?

Anche dopo lo svezzamento, e quindi dopo i 6 mesi d’età, l’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda di accompagnare i cibi solidi con l’allattamento al seno fino e oltre i due anni. L’allattamento al seno, infatti, continuerà a proteggere la salute del bimbo, come confermano molti studi, riducendo il rischio di infezioni respiratorie, infezioni all’orecchio, diabete di tipo I, obesità infantile e alcuni tipi di tumore.

Gli straordinari vantaggi a lungo termine garantiti dal latte materno si estendono, ovviamente, anche alla mamma. Allattare più a lungo la protegge da tumori al seno, all’utero e alle ovaie, da malattie cardiache, ictus e diabete di tipo II.

Molto spesso, dopo i 6 mesi, molte mamme cominciano a dubitare della qualità nutrizionale del proprio latte che comincia ad apparire più acquoso. In realtà, il latte materno continua a essere ricco di nutrienti importanti per la crescita del bambino. La sua composizione si modifica per continuare a soddisfare i bisogni nutrizionali del bambino che sta crescendo e che ha cominciato ad assumere altri alimenti. Dopo il 12° mese di vita, la quota di proteine totali e di sostanze dalla funzione antibatterica (oligosaccaridi, immunoglobine di classe A, lisozima, lattoferrina) aumenta, mentre diminuiscono calcio e zinco. Non subiscono significative variazioni, invece, grassi, potassio, lattosio e ferro.

Latte materno, alimento unico e inimitabile
Confronto composizione latte materno primo e secondo anno di vita del bambino

Conservazione del latte materno

Può succedere che ci sia necessaria la conservazione del latte materno, come, per esempio, nel caso dei neonati pretermine che non riescono ad attaccarsi al seno, o quando la mamma è tornata al lavoro, o deve essere sottoposta ad esami medici strumentali particolari. Spesso si conserva il latte anche per evitare ingorghi al seno quando la produzione del latte è superiore alle necessità del bambino.

Guarda questo video del Ministero della Salute relativo alla “spremitura” del latte:

Spremitura del latte – Ministero della Salute

Il latte tirato può essere conservato in un contenitore di vetro o di plastica (sterilizzato e a chiusura ermetica), su cui scrivere la data dell’estrazione. I contenitori devono avere una capienza di massimo 60 ml (per evitare sprechi) e vanno riempiti per ¾, per permettere l’aumento del volume che si ha durante il congelamento. Non è consigliabile, invece, raccogliere il latte di una giornata in un solo contenitore, perché si mescolerebbe il latte appena estratto con quello conservato in frigo che presenta una temperatura inferiore.

  • A temperatura ambiente il latte può essere conservato per 3-4 ore se la temperatura è inferiore ai 25°C, o 24 ore se la temperatura è inferiore a 15 °C (per esempio in una borsa termica assieme a blocchetti refrigeranti).
  • In frigorifero, il latte può essere conservato fino a 4 giorni (0-4°C), mentre se si tratta di latte scongelato si deve consumare in giornata e non deve essere assolutamente ricongelato.
  • Nel freezer il latte può essere utilizzato fino a 3 mesi, se si tratta del congelatore abbinato al frigo, e fino a 6 mesi se si tratta di un freezer a -20°C.

Come si scongela il latte materno?

Il latte materno congelato va scongelato lentamente in frigorifero. È possibile scongelarlo anche in un contenitore con acqua calda, mentre è sconsigliabile usare il microonde. Il latte potrebbe riscaldarsi troppo e ustionare la bocca del bambino.

Le posizioni per allattare al seno

Allattare nella posizione efficace – Ministero della Salute

Un momento tutto vostro…

Adesso sedetevi, prendete il vostro bambino in braccio e fategli sentire il vostro calore. Non lo state solo nutrendo, ma gli state trasmettendo tutto il vostro amore proteggendolo con l’alimento più sano e adatto a lui. Sentite il suo profumo, il contatto della sua tenera pelle… è un momento tutto vostro… si sta creando una magica reazione a catena in cui l’ossitocina, prodotta nel vostro e nel suo cervello, vi regala tanto benessere e serenità.

Buon allattamento!

Con la supervisione di:

Pediatra Margherita Caroli ECOG SIO OMS

Dott.ssa Margherita Caroli Pediatra (past president ECOG, ex consiglio direttivo SIO)

Prof. Andrea Vania - Alimentazione bambini

Prof. Andrea Vania Pediatra (past president ECOG; consiglio direttivo SIO)

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