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Cosa fare con i bambini per Natale 2020

Negli ultimi 10 mesi i bambini hanno dovuto adattarsi a circostanze del tutto nuove soprattutto per quanto riguarda relazioni, socialità ed esperienza del mondo. Mentre in passato toccavano, assaggiavano, abbracciavano, si sporcavano e crescevano attraverso la sperimentazione del contatto e della condivisione, l’emergenza pandemica di questo 2020 ha, invece, imposto regole precauzionali di distanziamento e igiene che hanno stravolto il nostro modo di vivere. Anche il prossimo Natale ne risentirà inevitabilmente.

Cosa fare con i bambini per Natale 2020

Da mamma, quando penso a cosa fare con i bambini per Natale immagino il profumo dei mercatini e le manine che scavano nel sacchetto delle caldarroste, il film di Natale al cinema tra patatine e caramelle gommose, il cenone con l’ultimo parente che arriva direttamente dalla stazione e giusto in tempo per il primo brindisi. Quest’anno le cose dovranno andare diversamente da così.

Maria Montessori ha insegnato agli adulti a imparare dai bambini e tra i suoi precetti amo sempre ricordarne uno: noi mamme e papà siamo spesso condizionati da quello che lei chiamava il “pregiudizio adultistico”, ovvero interpretiamo il mondo secondo l’angolo visuale di noi grandi e diamo alle cose un’interpretazione matura e complicata che, nel bene o nel male, si discosta dalle competenze e dalla visuale del bambino.
Spesso è questa distanza interpretativa che impedisce ai bambini di seguire le nostre indicazioni di genitori o spinge noi adulti a cadere in errore.

Cosa fare con i bambini a Natale?

Lontani dal pregiudizio adultistico che ci confina in un’idea stereotipata del Natale, sforziamoci di concedere ai nostri figli il miglior “Natale dell’oggi”. Facciamo qualcosa a misura di bambino, liberiamoci degli stereotipi e delle nostalgie.

Il riferimento al pregiudizio adultistico della filosofia montessoriana non è casuale:

  • l’idea del Natale è molto più preformata in noi adulti che non nei bambini;
  • negli anni abbiamo acquisito delle abitudini che sono divenute rituali;
  • ad oggi conserviamo un’idea del Natale che è fatta di circostanze confortanti (l’albero, il cenone della vigilia, il pranzo del 25 dicembre, la torta della nonna e il brindisi col cugino lontano che fu “fratello” di infanzia e che vediamo così raramente).

Ebbene i nostri figli non sono ancora costretti in queste strutture mentali, il che permette loro di avere un bellissimo Natale (il “Natale dell’oggi”) anche se limitato solo all’ambito della famiglia più stretta.

C’è moltissimo del nostro bagaglio emozionale e tradizionale che possiamo passare al bambino anche in un Natale più riservato, ma c’è anche molto di ciò che a noi è caro di cui il bambino potrebbe non sentire nemmeno la mancanza. Ovvio è che la serenità emotiva dei bimbi dipende fortemente dalla nostra abilità a dissimulare, perciò concentriamoci solo sulla gioia dei bambini!

Proviamo a individuare delle attività pratiche, ovvero cosa fare con i bambini per Natale prestando attenzione anche all’aspetto emozionale.

Cosa fare con i bambini per Natale: idee e suggerimenti per le feste natalizie dei bimbi tra i 12 e i 36 mesi.

La consapevolezza del bambino rispetto all’atmosfera natalizia comincia a farsi tangibile intorno all’anno di vita quando, cioè, il bimbo è più capace di rispondere agli stimoli esterni. Dai 12 mesi in poi anche le emozioni si fanno più coscienti.
Tra i 24 e i 36 mesi il bambino è in grado di associare il Natale alle sue tipicità: il pandoro, l’albero, Babbo Natale, il Presepe, i regali, eccetera. Di fatto ne coglie i simbolismi e incomincia a immagazzinarli nella sua memoria emozionale.

Il Natale dei bambini piccoli, pertanto, imprime un’impronta nel loro bagaglio emotivo: fantasia e realtà si mescolano ancora completamente e non vi sono linee di demarcazione. E’ compito dell’adulto sfruttare il potenziale positivo della fantasia e non ingenerare nel bambino alcun timore.
In questo senso il Natale e i suoi simboli devono essere proposti ai bimbi in modo sempre rassicurante. Soprattutto in questo momento di grande incertezza storica, ciò è assai importante:
care mamme e cari papà, sforzatevi di creare intorno al bimbo piccolo un’atmosfera confortevole e avvolgente.

Il Natale del Covi-19 deve rappresentare una barriera di pace intorno alla famiglia, anche se lo stretto nucleo familiare non può allargarsi ai suoi consueti affetti.

12-36 mesi – cosa fare con i bambini per Natale in cinque mosse vincenti:

  • addobbare l’albero in sicurezza, ma che sia a misura di bambino e preferite un albero di Natale montessoriano, ove possibile;
  • costruite intorno alle figure cardine del Natale un’immagine confortante;
  • sfruttate la suggestione delle luci natalizie e, non essendo raccomandabile portare i bambini in luoghi che potrebbero essere troppo frequentati, create delle luminarie domestiche;
  • affidatevi alle filastrocche e alle canzoni per bambini;
  • affondate le mani nella memoria.

Addobbo dell’albero

La modernità ci ha corrotti spingendoci alla perfezione apparente e allontanandoci sempre di più dal vero senso del Natale. Per esempio, gli addobbi natalizi sono nati come simbolismo della luce, infatti si illuminava la notte e il futuro per celebrare la rinascita; per cogliere il valore simbolico e spirituale dell’illuminare vi basti pensare alle corone di candele indossate dalle vergini nella notte di Santa Lucia.

Oggi, invece, in ogni casa si cerca solo l’addobbo più alla moda e sui social si insegue l’abete perfetto; Dicembre non è più il mese della luce, è quello della guerra dell’albero di Natale più stiloso e prezioso. I bambini non traggono alcun beneficio emotivo né educativo da questo profilo commerciale del Natale! Sarebbe più giusto riportarli alle origini della tradizione degli addobbi.

Ecco cosa fare con i bambini per Natale per riportarli alle origini della tradizione degli addobbi:

  • basta un piccolo abete (piccolo nelle dimensioni), possibilmente un albero a cui i bimbi tra i 24 e i 36 mesi possano accedere facilmente,
  • basta una sola serie di luci posizionata da un adulto in modo sicuro,
  • bastano poche palline di un materiale infrangibile, il consiglio migliore è quello di utilizzare palline di stoffa o di polistirolo.

Lasciate che siano i bambini ad addobbare l’albero con le loro palline e non conta se la dozzina di palle è tutta concentrata solo su pochi rami, conta che il bimbo senta di avere il “suo Natale” e di gestirne gli eventi. Esattamente quello che a nessuno è concesso di fare oggi a causa dell’emergenza pandemica: i bambini per essere sereni in questo Natale 2020, così diverso dal solito, devono sentirsi protagonisti.

Ove possibile scegliete un albero di Natale montessoriano, valido e sicuro per i bimbi nella fascia d’età che stiamo considerando (12 – 36 mesi). L’albero montessoriano è un abete natalizio stilizzato che si installa a parete, realizzabile anche da te con ritagli di pannolenci appoggiati su un cartone a forma di alberello. A questa sagoma si associano una pluralità di piccole sagome con la schiena adesiva nella forma di palline e candeline. Il bimbo avrà il compito di addobbare il suo albero di Natale e di giorno in giorno potrà modificarlo o arricchirlo in piena sicurezza e libertà.

Le figure rappresentative del Natale – Santa Lucia, Babbo Natale e la Befana, ma anche gli elfi e le renne sono tutti personaggi positivi, non c’è spazio per le liste dei cattivi.

I bambini al tempo del Covid si sono meritati un posto nella lista dei buoni già solo per la resilienza alle privazioni di questo periodo storico.
Ricordate che i nostri piccoli sono oggi tutti provati dalla situazione storico-sociale, hanno dovuto vivere in un modo mascherato, sentono le nostre paure e respirano l’apprensione. Fate in modo che le storie di Natale che raccontate loro siano porti sicuri, isole felici e lontane da ogni paura, punizione o sospetto.

Il simbolismo della luce natalizia nelle nostre case

Abbiamo già fatto riferimento al valore simbolico della luce, a questo si associ il potere catalizzante della stessa per i bambini:
già tra i 6 e i 12 mesi una luce nuova, una colorata o una in movimento è un elemento attrattivo per il bimbo.

Nella mente di un bambino che vede una luce accade qualcosa a cui l’adulto comunemente non pensa: nell’imbuto del suo cervello (per utilizzare un paragone sfruttato in psicologia, ovvero il paragone tra l’attenzione e l’oggetto dell’imbuto) entrano mille e mille stimoli; le luci hanno una attrattiva così forte da catalizzare l’attenzione del bimbo.

Pensate alla mente come al suddetto imbuto: quando la mente del bambino percepisce in contemporanea odori, suoni e luci, queste ultime facilmente avranno un’attrattiva prevalente e di impatto, perciò scivoleranno semplicemente nel cono dell’imbuto stimolando tutte quelle connessioni neuronali che mettono alla prova la correlazione tra vista, interesse, attenzione sostenuta, metabolizzazione, decodifica dello stimolo ed emozioni.

Ecco spiegato come le luci natalizie entrano a far parte del bagaglio emozionale del bambino. Un proiettore domestico di luci natalizie è capace di creare un’atmosfera suggestiva e avvolgente che potrebbe imprimersi positivamente nella memoria del Natale di vostro figlio, senza rimpiangere le visite alle più grandi e sfavillanti luminarie dei centri storici.

Filastrocche

La scelta della filastrocca più adatta ai bimbi piccoli (12-36 mesi) merita alcuni suggerimenti, che essa sia natalizia o meno, per essere adatta al bambino piccolo deve avere delle caratteristiche precise:

  • selezionate filastrocche dalle parole semplici, il bimbo non deve confondersi nel sentirle, le parole devono già appartenere al suo bagaglio o essere quantomeno familiari;
  • selezionate filastrocche dalla metrica precisa, i bambini vanno matti per le ripetizioni che sono alle loro orecchie rassicuranti. Una filastrocca o una canzoncina ripetitiva culla il cervello del bambino facendolo sentire sicuro di sé.

Nella ripetizione delle parole e dei suoni, che vale anche nell’apprendimento verbale, facilmente il piccolo acquisisce padronanza, se non padronanza della parola nel suo significato letterale, quantomeno il bambino fa amicizia col suono, con la cadenza e con il ritmo.
Il ripetersi di questi elementi coadiuva la buona crescita intellettiva ed emotiva, fissa i ricordi e piace ai bimbi piccolini.

Ecco cosa fare con i bambini per Natale al fine di tramandare loro le tradizioni a noi più care: anche in questo Natale col Covid, affondate le mani nella memoria.

Queste festività 2020 potrebbero essere più teneramente nostalgiche per noi adulti che non per i bambini.
Ricordate che molto della memoria dell’infanzia si gioca sugli odori e sui sapori. L’esperienza col sapore è uno dei beni che i bimbi piccoli stanno perdendo nella sperimentazione del quotidiano a causa del Covid-19

Il sapore della torta delle feste di compleanno, quello del prosciutto cotto appena affettato che il salumiere ti regala spingendosi oltre il bancone con un angolino sulla punta del coltello, quello della frittatina della nonna che vediamo meno spesso per paura di contaminare il suo ambiente che va, invece, preservato, il gusto del biscotto diviso a metà con l’amichetto del nido. Noi adulti possiamo essere le mani che affondano nel passato e lavorano nel presente per riportate l’emozione di queste sperimentazioni gustative, anche se l’ambiente in cui si consumano è diverso. Il Natale, in particolare, è anche esperienza di gusto, non priviamo il bambino di questo aspetto.

Quello che stiamo per darvi è un consigli valido per ogni genitore e dai 24 mesi del bambino fino a tutta la vita può essere messo in pratica anche col coinvolgimento pratico del figlio: aprite i vecchi libri di ricette, scovatele dalla memoria o telefonate alle nonne e alle zie e perché vi mettano a disposizione i segreti dei dolci natalizi e degli impasti di Natale di famiglia.

Fate sì che i bambini affondino le mani nella farina, tocchino il burro e lo sentano ungere la pelle, lasciate che assaporino lo zucchero sulla punta della lingua (mai prima dei 2 anni, mi raccomando!) e fingete di inseguirli quando “di nascosto” mettono il ditino nella panna. La cucina è parte integrante della memoria familiare di ognuno di noi, tiratela fuori anche per quest’anno e condividetela con i vostri figli piccoli, un giorno ricorderanno questi odori e sapori come quelli di un Natale caldo e condiviso.

Dai 3 anni fino ai 6-8 – cosa fare con i bambini per Natale.

La partecipazione dei bambini all’addobbo dell’abete vale a tutte le età. Come poc’anzi consigliato per i bimbi piccolissimi, anche rispetto ai più grandicelli vale il consiglio di lasciarli liberi in una operazione autonoma, ma sempre in sicurezza, di costruzione dell’albero di Natale.

Anche le luci hanno lo stesso fascino per i più grandi, con loro, però, musiche, filastrocche e storie possono assumere un valore più significativo e ed essere più corpose.
Via libera ai film di Natale, senza trascurare i grandi i classici dal costrutto morale più profondo, come “La Piccola Fiammiferaia” o le versioni per bambini de “Lo Schiaccianoci”.

I più grandi possono avere un ruolo attivo in cucina e partecipare con più pienezza alle tradizioni culinarie.

Attenzione però a un aspetto del Natale 2020 peculiare rispetto ai bimbi tra i 6 e gli 8 anni: in modo maggiore o minore, a seconda della regione in cui vivete, del suo colore e delle scelte rispetto alla didattica, i bambini hanno subito tutti una serie di privazioni emotive.
C’è chi non può non indossare la mascherina in classe, chi la toglie con paura perché la mamma è preoccupata, chi indossandola va in ansia, chi l’ha bagnata tutta piangendo e chi semplicemente vorrebbe tanto abbracciare la maestra. C’e, poi, chi ha avuto la peggio e a scuola non ci va per nulla!
Questi bambini, costretti a vivere una socialità monca in un mondo a cui tutti eravamo impreparati, per quanto resilienti, stanno perdendo in sicurezza e stabilità. Un Natale ispirato alla condivisione familiare può avvantaggiarli fortemente rappresentando un vero e proprio recupero delle sicurezze personali, dell’autostima e della fiducia nel futuro. Tenetelo a mente!

E i regali di Natale?

Il Covid ci sta insegnando a guardare alla sostanza delle cose, ci sta rieducando all’importanza del rapporto con noi stesso, ciò considerato, con riguardo ai regali di Natale vi riporto il consiglio del nostro Professor Andrea Vania:

“Io, personalmente, non regalerei mai armi giocattolo di alcun tipo: non sono educative. E venendo ai videogiochi, che sono spesso i regali più richiesti, consiglio di evitare quelli che vanno giocati da soli, che richiedono tempi di gioco molto lunghi oppure che presentino contenuti inadatti per i bambini”.

Buon Natale a tutti, ricordate che in voi, dentro la vostra memoria, risiede la speranza, portatela in qualche modo a galla e fatene dono ai bambini.

Cosa fare con i bambini per Natale 2020
illustrazione di Nicoletta Costa
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