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Dopo le feste pasquali: tornare a sane abitudini alimentari

Tornare alle sane abitudini alimentari e alla dita mediterranea dopo le feste di pasquali. Consigli pratici e regole di buona educazione alimentare.

Pubblicato il 05.04.2017 e aggiornato il 11.07.2022 Scrivi alla redazione

Siamo ciò che mangiamo e il modo in cui ci alimentiamo, ovvero le scelte nutrizionali che compiamo, influenzano il nostro corpo, il nostro animo e persino le nostre aspettative. È innegabile, infatti, che quando ci sentiamo bene e in forma siamo più energici e positivi e questi atteggiamenti (felici) li trasmettiamo ai nostri bambini. Prima di addentrarci nel come tornare alle sane abitudini alimentari dopo le feste pasquali, vale la pena ricordare che, soprattutto in fatto di alimentazione, la cultura del cibo sano viene assorbita dai figli per osmosi, ovvero imparano imitando i genitori.

Terminato anche il periodo delle feste pasquali non ci sono più scuse per rimandare la ripresa delle sane abitudini alimentari. Queste in realtà non andrebbero mai perse! Soprattutto nei periodi di festa andrebbe considerata la necessità di mantenere un equilibrio stabile in fatto di alimentazione perché uno stravolgimento totale della routine alimentare può non essere facilmente recuperabile: dopo le feste pasquali (ma anche dopo le feste natalizie, il carnevale o l’estate) non è sempre semplice “comandare” al corpo una depurazione da dolci, abbuffate e spuntini continui.

Come evitare gli eccessi alimentari durante le feste

Evitare i fuori pasto, stabilire un limite nel consumo di dolci, evitare menù a molte portate sono consigli utili per scongiurare il pericolo di ritrovarsi “in guai alimentari” e “in lite con la bilancia” dopo le feste pasquali, e non solo pasquali!

Nella realtà però molti di noi trovano estremamente faticoso rimettersi in carreggiata tra i mesi di dicembre e aprile proprio per il susseguirsi del Natale, Carnevale, Pasqua; in tali periodi infatti ciò che dovrebbe rappresentare una sana eccezione diventa la norma, relegando al ruolo di eccezione quella che dovrebbe essere invece l’alimentazione corretta.

È così che, in soli quattro mesi, si susseguono nelle nostre case sfizi dolci e salati di ogni tipo. Riflettendoci un attimo, siamo sicuri che siano solo questi quattro mesi quelli più duri? In realtà no, dato che troppo spesso alla fine delle vacanze permangono nei nostri frigoriferi e nelle nostre credenze “avanzi” per settimane e settimane, che vengono ovviamente consumati (guai agli sprechi alimentari!!!) per molto tempo finché si arriva a ridosso dell’estate.

In quel momento, ovvero appena prima della stagione dei costumi da bagno, in genere cominciano i rimorsi e rimpianti e tra una lacrima di coccodrillo e un’altra ci si impegna in buoni propositi, ma ovviamente a partire da settembre perché, si sa, in estate è tutto più difficile: ci si sveglia più tardi, e quindi spesso si salta la colazione; a pranzo si va al mare per cui si consuma un panino o una pizzetta al volo o della frutta; a merenda un bel gelato; mentre a cena si ripropone poi una fame atavica, data dall’inadeguato introito nell’arco della giornata, per cui si consuma di tutto e di più. Per non parlare poi degli spuntini e del dopo cena che, si sa anche questo, in estate sono frequenti, visto che spesso si va a dormire a tarda ora.

Come mantenere le buone abitudini alimentari

Ma è realmente così difficile mantenere le corrette abitudini alimentari? È così impossibile rispettare la nostra dieta mediterranea? Probabilmente no, dato che nel tempo proprio la dieta mediterranea ci ha consentito di risultare tra le popolazioni più longeve al mondo. Allora perché perdere questa nostra ottima tradizione? Forse perché negli ultimi tempi il concetto di “dieta mediterranea” (riscoperta da altri paesi) si è trasformata per noi nel concetto di “dieta” e ovviamente a nessuno piace fare la dieta. 

Dieta Mediterranea: la scoperta di questo modello alimentare

Dieta Mediterranea per ritornare alle sane abitudini dopo le feste pasquali

Riflettiamo però un momento sul fatto che le nostre sane abitudini alimentari (intese come qualità, quantità e frequenza del consumo degli alimenti) sono quasi unanimemente accettate e ritenute naturali e normali nel primo anno di vita. Nessuno di noi pensa che la preparazione di un brodo vegetale per un bambino di 10 mesi equivalga a mantenerlo a dieta.

Dopo il primo-secondo anno di vita, invece, con il passaggio alla “dieta dell’adulto” sembra che passi il concetto che vada abbandonato quel tipo di alimentazione a favore della sregolatezza e del caos alimentare. Viene il dubbio allora che per tornare a delle sane abitudini alimentare basterebbe che noi nutrizionisti/pediatri/medici in generale modificassimo la prospettiva, facendo tornare l’adulto alla “dieta del bambino”! EUREKA: bello pensare che per guadagnare in salute e in aspettativa di vita basta vivere un po’ come un bambino. Come spesso accade, fermandoci a riflettere scopriamo che il bambino ha spesso più da insegnare all’adulto che da imparare da lui.

Con la supervisione di:

Pediatra margherita caroli ecog sio oms

Dott.ssa Margherita Caroli Pediatra

Prof. Andrea vania - alimentazione bambini

Prof. Andrea Vania Pediatra