Festa dei nonni

Festeggiare i nonni morti

Festeggiare i nonni morti è molto importante per i bambini piccoli, anche se non li hanno mai conosciuti. È essenziale farlo in modo non traumatico, evocando ricordi positivi, costruendo riti della memoria e fissando nel cuore i valori familiari ereditati dai cari defunti. Il 2 ottobre, dunque, non è solo la festa dei nonni che possiamo abbracciare e incontrare, è anche il giorno della commemorazione dei nonni volati in cielo che hanno lasciato eredità di amore.

Quando un nonno vola in cielo la sua memoria è la più importante eredità, in modo particolare curarne il ricordo serve ai bambini per costruire l’identità familiare.
Perciò, non festeggiare i nonni defunti nel giorno a loro dedicato, ovvero in occasione della festa dei nonni, sarebbe come una lesione inferta alle radici di un giovane albero.

Immaginate sempre i nonni come le radici della vostra famiglia, del resto è da loro che discendiamo, è dalla loro impronta che ha origine la nostra educazione, la cultura e lo spirito che portiamo nel mondo.

Che li abbiano conosciuti oppure no, festeggiare i nonni morti è importante soprattutto per i bambini più piccoli, fino almeno ai 10 anni d’età. È significativo gestire il “rito” del ricordo in relazione all’età del bambino e nel rispetto della sua sensibilità.

Festeggiare i nonni morti senza traumatizzare i bambini piccoli

Cara mamma e caro papà, ricordate che un bimbo piccolo ha una visione del mondo limitata alla sua esperienza e al suo vissuto tangibile, pertanto non comprende con pienezza l’idea della morte. Anche dinanzi al dolore di noi adulti, non è possibile pretendere che il bambino sia capace di cogliere un concetto così grande e complesso: lui non sa assolutizzare, mentre la morte è un concetto assoluto, definitivo, invincibile.

E facile che un bimbo piccolo, anche mesi dopo la morte del nonno, per esempio vedendo la sua foto sul cellulare del genitore o della nonna, chieda di telefonargli o di andarlo a trovare.
Queste richieste dipendono dalla difficoltà del bambino a metabolizzare il carattere definitivo del distacco che consegue al trapasso.

Intorno ai 5 o 6 anni un bimbo, invece, acquisisce questa cognizione, ma la sua sofferenza può essere tanto maggiore quanto più forte e vissuto era il legame col defunto. A fronte di un legame intenso e partecipato, il bambino ritroverà il nonno o la nonna perduti nella quotidianità e dovrà misurarsi col concetto di assenza.

Se i bambini non hanno mai conosciuto i nonni

Il festeggiamento pacifico e non traumatico può avvenire sulla base del recupero dei ricordi: aprite scatole di foto, sfogliate album e diari, guardate video (magari fatti riversare in formato digitale, servizio ormai molto economico), cantate le canzoni che vi hanno insegnato e andate nei posti che i nonni hanno amato.

Il potere della cucina è enorme quando si tratti di ricordi e tradizioni familiari, perciò recuperate anche le ricette che i nonni vi hanno insegnato.

Le ricette apprese dai nonni e riportate nella vita dei bambini hanno un valore particolare:

  • sono parte degli insegnamenti tramandati di madre in figlio;
  • sono elementi della memoria olfattiva e gustativa dei bambini;
  • sono tasselli dell’esperienza tattile e condivisa;
  • educano all’arte del creare con le mani e consumare col palato.

La cucina è cultura e se si ripesca una ricetta di famiglia per festeggiare i nonni morti cucinare diventa persino rievocazione delle tradizioni e trasmissione delle radici.

Se i bambini hanno conosciuto i nonni

L’occasione della festa del 2 ottobre deve essere sfruttata per recuperare e accarezzare i ricordi più belli dei bimbi stessi. Resta salvo che il ricordo del bambino va accompagnato, ma anche rispettato, positivizzato e mai forzato.

Anche qui il recupero di ricette care ai nonni è un buon consiglio, come lo è una gita nei luoghi amati dai nonni, come ancora è possibile scrivere una lettera della memoria in cui insieme al bambino si ricordano le cose più belle condivise con i nonni.

Le letterine della memoria possono essere ritualmente bruciate su una candelina dedicata ai nonni defunti. La candela va presenta ai bimbi come segno di luce, può essere adoperato, per esempio, un classico cero votivo che può essere posto sul balcone nella sera del 2 ottobre.
In alternativa la lettera può essere legata a un palloncino e liberata nel cielo.

La ritualità del festeggiamento rappresenterà per il tuo bambino un ulteriore ricordo che lui assocerà al nonno, in questo contesto è importante che le emozioni della madre e del padre siano positive: tua figlia deve vederti serena\o, solo così vivrà positivamente il recupero delle sue radici.

Festa dei nonni, un’occasione per educare alla preghiera.

Nelle famiglie cattoliche, la ricorrenza del 2 ottobre può valere anche come educazione alla preghiera.

Quella dell’angelo custode è la preghiera dedicata ai nonni e vale anche per i nonni defunti.
Ma alle mamme e ai papà va ricordato che la preghiera è un atto spontaneo che ha un valore catartico per il bambino, in questo senso pregare è educativo perché si riconnette alla capacità di esprimere le proprie emozioni e i propri bisogni.

Perciò in questo giorno speciale chiedete ai bambini di fare la loro preghiera libera per i nonni e non stupitevi se le richieste saranno le più disparate, in ciascuna di esse potrete comunque trovare il seme dell’amore del bambino verso il nonno perduto.

Angelo di Dio,
che sei il mio custode,
illumina,
custodisci,
reggi e governa me,
che ti fui affidato dalla Pietà celeste.
Amen.

Come festeggiare la festa dei nonni se il lutto per la perdita del caro nonno è recente

Festeggiare i nonni morti è più delicato se il lutto per la loro perdita è ancora scottante. In questo caso abbiate cura di:

  • rispettare il dolore del bambino;
  • non forzare i suoi ricordi;
  • riportare alla memoria solo gli eventi positivi isolando le circostanze negative;
  • costruite delle tradizioni che rinsaldino la memoria lieta dei nonni.

Coco – il film Disney Pixar da vedere con i bambini per ricordare a tutta la famiglia abbiamo bisogno delle nostre radici

Nel 2017 la Pixar lanciò sul grande schermo il più toccante dei suoi capolavori: Coco.

Miguel, il protagonista, è un bimbo furbo e tenace, con un sogno che scorre nelle vene come una preziosa eredità; per una fortuita circostanza finisce, insieme al cane Dante, nel regno dei morti.
Qui il destino lo porrà al fianco di suo trisavolo. Ma prima che i due scoprano la loro parentela, Miguel e Hèctor vivranno una rocambolesca avventura condita di sogni inseguiti, passioni rivendicate, orgoglio e bisogno di verità.

Tanto Miguel quanto il trisavolo, affronteranno un percorso dentro sé stessi ed entrambi scopriranno di avere bisogno di quel rifugio chiamato famiglia.

“Avremo un legame che vive per sempre, in ogni parte del mio corazòn”, canta Miguel accompagnandosi con la chitarra del trisavolo.

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