Malattie infantili

Adenoidi nei bambini: sintomi, rimedi e prevenzione

Il bambino russa? E’ spesso “raffreddato”? Ha spesso il catarro “alto”? Ha la voce nasale? Sta spesso a bocca aperta? Forse è colpa delle adenoidi.

Adenoidi nei bambini: sintomi, rimedi e prevenzione

Cosa sono le adenoidi?

Le adenoidi sono un tessuto linfatico (esattamente come le tonsille!) presente nella parte posteriore della gola, o meglio nella parte alta del retrofaringe. Al contrario delle tonsille, per via delle loro posizione, le adenoidi non sono visibili nemmeno a bocca spalancata.

Le adenoidi e le varie tonsille (varie? Sì, varie, perché oltre alle due tonsille che tutti conosciamo ne esiste un’altra – la tonsilla linguale – che sta proprio sul fondo della lingua) formano una specie di anello (in effetti si chiama proprio “anello” del Waldeyer) che ha una funzione specifica.

Qual è la funzione delle adenoidi?

La loro principale funzione è quella di difendere il cavo orale da agenti infettivi estranei (così come fanno le tonsille), per cui hanno un’essenziale funzione protettiva. Sono considerate come i soldatini della prima linea nella battaglia ai virus e batteri che arrivano all’organismo per via aerea, cioè dal naso e dalla bocca.

“Ciclo di vita” delle adenoidi

Questo tessuto linfatico tende ad aumentare di dimensioni, fisiologicamente, nei primi 3-5 anni del bambino. Verso i 7 anni invece esso tende a regredire in maniera spontanea finché nell’età adulta, nella maggior parte delle persone, esso risulta praticamente inattivo.

Quali sono le forme più comuni di patologia delle adenoidi?

Ne esistono di due tipi:

  • Ipertrofia adenoidea: quando cioè le adenoidi si ingrossano a causa di fenomeni di stimolazione ripetuti (infezioni ricorrenti virali o batteriche, fattori costituzionali, fattori ambientali come il clima caldo-umido, etc..). Questo processo non è sempre patologico e può comportare al bambino anche solo un lieve fastidio. E’ un fenomeno abbastanza comune nei bambini tra i 2 e i 6 anni.
  • Infiammazione adenoidea o adenoidite: anche in questo caso la causa principe è un’infezione virale o batterica, ma a differenza del primo caso il bambino ha, oltre alle adenoidi ingrossate, anche un’infiammazione. Spesso alla adenoidite si associa l’infiammazione delle tonsille (tonsillite) e/o dell’ orecchio medio (otite media).
Adenoidi nei bambini: sintomi, rimedi e prevenzione

Cos’è che causa il sintomo, nei casi di ipertrofia adenoidea e/o adenoidite?

A causa dello spazio estremamente piccolo in cui si trovano le adenoidi, la loro crescita abnorme determina una ostruzione più o meno completa del rinofaringe (cioè la parte più alta del faringe, quella che raggiunge il retro del naso) con conseguente interruzione del flusso d’aria che normalmente dal naso passa ai polmoni. A questo si aggiunge l’ostruzione di due piccoli fori laterali (gli orifizi delle tube) che mettono in comunicazione aerea l’interno dell’orecchio con l’esterno, regolandone la pressione. E proprio l’ostruzione meccanica legata all’ipertrofia adenoidea è alla base della grande maggioranza delle infezioni che si verificano nei primi anni di vita, in particolare nell’età prescolare, per poi attenuarsi durante l’adolescenza per la spontanea atrofia della ghiandola.

Quali sono i sintomi più comuni di ipertrofia adenoidea?

I sintomi più evidenti nei bambini sono:

  • una voce nasale (in gergo medico rinolalia)
  • l’essere costretti – di giorno, ma soprattutto di notte – a tenere la bocca leggermente aperta perché impossibilitati a respirare con il naso (per via della ostruzione nasale), con sviluppo della tipica “facies adenoidea”, caratterizzata da naso progressivamente più affilato, allungamento del volto, mascella che tende a sporgere in avanti, filtro (cioè lo spazio tra il labbro superiore e il naso) più ampio, e spesso occhi alonati.
  • alito cattivo
  • difficoltà alla deglutizione
  • disturbi del sonno (dovuti alla respirazione nasale):
    o episodi di apnea ostruttiva, cioè episodi di pause della respirazione di durata superiore ai 15 secondi;
    o pavor nocturnus, cioè episodi che siamo soliti associare agli incubi;
    o enuresi notturna, cioè “pipì a letto”.
  • disturbi a livello delle orecchie: dovuti alla compressione delle tube di Eustachio (quei sottili canali che mettono in comunicazione gola e orecchie, e tramite i quali i secreti auricolari vengono drenati alla gola: è proprio per questo che uno dei suggerimenti più comuni dei pediatri è di “lavare il naso per mantenere pulite le orecchie”).
    I disturbi più comuni causati alle orecchie sono:
    o otite ricorrente;
    o ipoacusia (abbassamento dell’uditito) con conseguenze anche nello sviluppo del linguaggio, nella comprensione e dunque anche nella socializzazione.
  • cattiva occlusione dentale a causa di una deformazione del palato dovuta alla modalità orale di respirazione
  • disappetenza con estrema lentezza al pasto e senza interesse, e soprattutto con deficit nell’aumento del peso.

Quali sono i sintomi più comuni di adenoidite?

L’infiammazione, che si associa con le adenoidi ingrossate, si presenta spesso come fenomeno di espansione di una infiammazione primitiva a livello delle tonsille o dell’orecchio medio. I sintomi più comuni di adenoidite sono:

  • disturbi relativi alla ipertrofia adenoidea più:
    o febbre;
    o rinorrea (chiamata comunemente “naso che cola” e che può essere sierosa o muco-purulenta a seconda se l’infezione sia di origine virale o batterica).

Nei casi in cui l’adenoidite venga trattata male o sia recidivante (che ritorna), essa può causare disturbi infiammatori ricorrenti:

  • sinusite
  • otite
  • bronchite

Come si fa la diagnosi di ipertrofia adenoidea/adenoidite?

Oltre al dubbio diagnostico in base alla sintomatologia tipica, la diagnosi di certezza viene confermata dalla:

  • visita otorinolaringoiatrica pediatrica
  • rinoscopia (oggi solitamente utilizzando la fibroscopia nasale): tramite un tubicino dotato di telecamera si vanno a vedere le fosse nasali e il rinofaringe in profondità. La rinoscopia può essere:
    o anteriore: utilizzata anche nei bambini più piccoli e meno collaboranti;
    o posteriore: in questo caso lo strumento passa dietro l’ugola e permette di vedere molto bene anche le tube di Eustachio

Quali sono le possibilità terapeutiche?

Senza voler entrare nelle terapie che l’otorinolaringoiatra o il pediatra decideranno autonomamente, qui offriamo alcuni rimedi semplici, che non hanno la pretesa di risolvere la situazione, ma possono aiutare:

1) In caso di ipertrofia adenoidea

  • lavare il naso con soluzioni saline (ottima ed economica la soluzione fisiologica in flaconi, da utilizzare con l’aiuto di una siringa senza ago). Ripetere più volte al giorno, soprattutto nei bambini che non sanno soffiarsi il naso, in modo da mantenerlo pulito ed impedire la crescita di germi; [Leggi anche l’articolo: Tanti utili consigli per prendersi cura del naso]
  • soffiare spesso il naso;
  • dormire leggermente sollevati, magari con un cuscino sotto il materasso, per favorire la respirazione notturna;
  • bere molti liquidi, che mantengono le secrezioni nasali più fluide e quindi più facilmente eliminabili;
  • usare umidificatori ambientali notturni e aerosol con soluzione fisiologica;
  • offrire alimenti freddi, liquidi o cremosi in piccoli bocconi;
  • osservare i bambini durante il sonno per poter riferire al pediatra: se russano anche quando non sono raffreddati, se respirano solo con la bocca (provate a chiudergliela), se hanno momenti di apnea notturna e quanto durano (osservateli per una trentina di minuti).

2) In caso di adenoidite

  • oltre ai consigli generici appena dati per l’ipertrofia adenoidea può essere necessaria (su giudizio del medico!) una
  • terapia specifica (antinfiammatorio, antipiretico, antibiotico).

Nei casi più gravi e recidivanti l’opzione terapeutica può diventare quella dell’intervento chirurgico, la cosiddetta adenoidectomia (asportazione delle adenoidi che si esegue in anestesia generale).

Quando è indicata l’adenoidectomia?

Ovviamente è lo specialista otorinolaringoiatra pediatrico che dà l’indicazione all’intervento, ma in generale esso viene consigliata quando è presente una delle seguenti condizioni:

  • ipertrofia o adenoidite ricorrente che non risponde alla terapia
  • apnee ostruttive nel sonno gravi per durata e ripetitività
  • frequenti episodi di infezione o otite ricorrente
  • ipoacusia con disturbo del linguaggio
  • episodi febbrili ricorrenti, riconducibili alle adenoidi

Convalescenza post-adenoidectomia

In genere il post-operatorio per questo tipo di intervento si risolve completamente nel giro di 1-2 settimane. Alcuni disturbi possono perdurare durante questo periodo:

  • mal di gola
  • mal di orecchie
  • difficoltà alla deglutizione
  • alito cattivo
  • naso chiuso
  • scarso appetito
  • febbre
  • vomito

Inoltre, seppur minimo, esiste comunque un rischio, come in ogni intervento chirurgico:

  • emorragia
  • infezioni
  • reazioni allergiche all’anestetico

Si possono prevenire i problemi alle adenoidi?

La prevenzione passa di sicuro attraverso le buone abitudini:

  • Buone abitudini igieniche:
    – soffiare frequentemente il naso
    – non far ristagnare il muco nasale
    – pulire il naso con lavaggi nasali con soluzione fisiologica
  • Buone abitudini domestiche:
    – assumere una posizione con capo leggermente sollevato nel sonno
    – mantenere l’ambiente umidificato
  • Buone abitudini a tavola:
    – bere molto
    – utilizzare alimenti che non richiedono un tempo esageratamente lungo per essere masticati
    – consumare alimenti a temperatura media o ambiente
    – consumare frutta e verdura fresche e di stagione ricche di vitamine e che aiutano a mantenere una buona flora batterica intestinale
    – evitare i cibi troppo difficili da masticare o troppo caldi
    – evitare i cibi e le bevande eccitanti (ad esempio con teina – del tè – o caffeina – del caffè o delle bevande a base di cola – o teobromina – della cioccolata)

…e ancora: informazioni in pillole

  • cure termali: tra i rimedi naturali che possono aiutare nel trattamento delle patologie delle adenoidi ci sono le sedute di cure termali: a parte terapie specifiche che si fanno in loco (aerosol, insufflazioni, inalazioni, tutte fatte utilizzando le stesse acque termali), il clima tipico di alcuni tipi di terme permette già di per sé di liberare le vie aeree dagli accumuli di catarro e creare quindi un lento processo di risoluzione dell’infiammazione, a patto che però vengano rimossi i fattori pro-infiammatori. le acque termali più utili da questo punto di vista sono senz’altro quelle sulfuree, ma anche le salsobromoiodiche possono avere un buon effetto.
  • adenoidi e mare: il mare e l’ambiente “salino” hanno un effetto analogo a quello delle cure termali, l’acqua salata infatti effettua un lento lavaggio con eliminazione delle secrezioni in eccesso.
  • ricrescita post-intervento: a volte le adenoidi, proprio a causa della loro funzione di protezione, possono “ricrescere” una volta eliminate chirurgicamente. in questo caso se non sono soggette a ipertrofia o adenoidite avranno solo una auspicabile funzione protettiva fino alla fisiologica involuzione; se al contrario si “ammaleranno” nuovamente lo specialista otorinolaringoiatra pediatrico indicherà il percorso diagnostico migliore da seguire (e quasi certamente non sarà un nuovo intervento!). ma spesso, per fortuna, dopo l’asportazione chirurgica delle adenoidi (e quando necessario anche delle tonsille, nel qual caso si parla di adenotonsillectomia) si osserva un cambiamento evidente nelle abitudini alimentari dei bambini, del loro appetito e del loro accrescimento.

    Queste ultime informazioni saranno indispensabili al pediatra, ed eventualmente all’otorinolaringoiatra, per decidere come procedere nella terapia medica o con una nuova terapia chirurgica, se proprio necessaria, che va attuata il prima possibile.
    riacquistare il gusto di assaporare i cibi, mangiare serenamente senza dover ripetutamente aprire la bocca per respirare e, soprattutto, non andare incontro a infezioni frequenti sono tutti aspetti legati alla presenza di un tessuto adenoideo che svolge il suo prezioso compito di difesa immunitaria delle prime vie aeree, ma senza ostruire le vie respiratorie e fare danni.
Alessandra Piedimonte nutrizione pediatrica

Dott.ssa Alessandra Piedimonte Medico Chirurgo specialista in Scienze dell'Alimentazione e Master di II° livello in Pediatria

Con la supervisione di:

Pediatra Margherita Caroli ECOG SIO OMS

Dott.ssa Margherita Caroli Pediatra (past president ECOG, ex consiglio direttivo SIO)

Prof. Andrea Vania - Alimentazione bambini

Prof. Andrea Vania Pediatra (past president ECOG; consiglio direttivo SIO)

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