Malattie infantili

Influenza nei bambini: sintomi, contagio e rimedi consigliati

Il virus dell'influenza si trasmette tramite le mucose di bocca, occhi e naso specie in ambienti chiusi e affollati: scopri tanti consigli utili.

Influenza nei bambini: sintomi, contagio e rimedi consigliati

Definizione

Il virus dell’influenza appartiene alla famiglia degli ortomixovirus; è un virus con una enorme capacità di mutazione e dunque cambia ogni anno.

Entità del problema

Dai dati dell’ISS emerge che “la stagione 2019-2020 è stata caratterizzata da un periodo iniziale di bassa incidenza, che si è protratto fino alla fine di dicembre 2019, e da un intensificarsi dell’attività virale con l’inizio del nuovo anno. Nelle prime settimane del 2020, infatti, l’incidenza delle sindromi simil-influenzali (ILI, influenza-like illness) è aumentata progressivamente fino al raggiungimento del picco epidemico nella quinta settimana del 2020 (dal 27 gennaio al 2 febbraio 2020), con un livello pari a circa 13 casi per mille assistiti, valore che colloca la stagione in corso a un livello di “media intensità”.

Lo stesso ISS indicava all’inizio del mese di febbraio del 2020 circa 5.632.000 casi di sindrome simil-influenzale in tutto il Paese, con una maggiore incidenza nelle zone del Centro Italia.

Le fasce pediatriche sono state, come sempre, quelle più colpite, soprattutto i bambini al di sotto dei 5 anni.

Il Prof. Vania fa chiarezza su sintomi e differenze tra influenza e Covid-19

Perché i bambini sono i più colpiti?

I bambini presentano in genere un rischio quasi triplo rispetto agli adulti, e questo probabilmente per diverse ragioni, tra cui:

  • un sistema immunitario leggermente meno “competente” rispetto a quello adulto
  • la non sempre corretta igiene (ad esempio, non lavarsi spesso le mani)
  • l’assidua frequentazione di ambienti affollati (ad esempio le scuole)

Esiste un solo virus dell’influenza?

I principali virus influenzali sono in realtà due:

  • Tipo A
  • Tipo B

Entrambi i tipi infettano l’uomo penetrando nell’organismo tramite le prime vie aeree; proprio qui vanno incontro a replicazione e vengono quindi trasmessi agli altri individui tramite le secrezioni nasali o aeree (tosse, starnuti, particelle di Flügge – cioè le microparticelle di saliva, di solito non visibili se non in particolari condizioni di luce, che emettiamo quando parliamo).

Quando è contagioso un bambino con l’influenza?

Mediamente tre-quattro giorni prima della comparsa dei sintomi (periodo di incubazione), per circa 10 giorni in tutto. ovviamente esiste sempre una certa individualità anche nell’essere soggetti potenzialmente infettanti o infettabili.

Tutti coloro che vengono a contatto con il virus dell’influenza si infettano?

Ovviamente NO, dipende molto da:

  • carica infettante che arriva dal soggetto infettante
  • capacità di reazione del sistema immunitario

Quali sono i sintomi più comuni dell’influenza?

  • Febbre
  • Raffreddore
  • Tosse
  • Dolori alle ossa
  • Mal di testa
  • Mal di gola
  • Nausea e vomito
  • Mal di pancia

NB: TUTTI SINTOMI MOLTO SIMILI O DEL TUTTO SOVRAPPONIBILI A QUELLI DA COVID-19 -IN CASO DI DUBBI RIVOLGITI AL TUO PEDIATRA

I sintomi influenzali sono dovuti sempre al virus dell’influenza?

NO, perché il virus influenzale è molto simile a diverse altre forme virali, con cui ha in comune i sintomi e spesso le complicanze, ma non gli agenti causali. questi altri tipi di virus sono in genere:

  • adenovirus
  • rinovirus
  • virus parainfluenzali in genere
  • virus respiratorio sinciziale
  • coronavirus (la maggior parte di essi)

anche alcune forme batteriche possono dare una sintomatologia simil influenzale; è il caso ad esempio di:

  • pneumococco
  • meningococco

L’influenza è una malattia grave?

Nella maggior parte dei casi non lo è, ma può essere causa o concausa di complicanze anche molto gravi, soprattutto nei soggetti più fragili, nei quali queste possono anche condurre al decesso. le complicanze più comuni sono:

  • polmonite
  • bronchite
  • tonsillite
  • sinusite
  • otite

Come si cura l’influenza?

Come si legge sul sito del Ministero della Salute, esistono in effetti ben due classi di farmaci antivirali per la profilassi e il trattamento dell’influenza:

  • gli inibitori della neuraminidasi (oseltamivir -Tamiflu e zanamivir -Relenza)
  • gli inibitori della proteina virale M2 (amantadina e rimantadina).

Tuttavia, gli inibitori della neuraminidasi, anche se autorizzati nell’Unione Europea per il trattamento e la profilassi di tutte le forme di influenza (stagionale, pandemica e zoonotica), sono oggetto di dibattito in merito alla loro efficacia e sicurezza, e il loro utilizzo non è particolarmente caldeggiato dalle Autorità Sanitarie, mentre – in generale – l’OMS ritiene gli antivirali debbano essere riservati a casi selezionati (pazienti con patologia cronica di base associata a sospetta o confermata infezione da virus influenzale (ad esempio polmoniti, sepsi o aggravamento di malattie croniche sottostanti).

Dunque, in conclusione, possiamo dire che ancora non esiste, per la maggior parte delle persone, un farmaco che curi l’influenza, mentre ciò che sicuramente si può trattare è la sintomatologia, quindi, ad esempio, erano e continuano ad essere raccomandati:

  • riposo al letto
  • idratazione
  • trattamento della febbre
  • eventuale altra terapia prescritta dal Pediatra se si presentano delle complicanze.

Quel che va sicuramente ricordato è che, trattandosi di una malattia virale, in assenza di complicazioni come le infezioni batteriche, gli antibiotici non sono utili e, anzi, possono essere perfino dannosi, poiché possono comportare la crescita di colonie di batteri resistenti a quella classe di antibiotici. La terapia è dunque sintomatica, soprattutto con antipiretici, come il paracetamolo.

Un farmaco, sia pure antipiretico, antinfiammatorio e antidolorifico, che è sempre proibito nel bambino con influenza o altra forma di probabile origine virale, è l’acido acetilsalicilico (Aspirina®) e i suoi derivati, per il rischio che si sviluppi una patologia estremamente grave, spesso mortale, nota come Sindrome di Reye.

Di pari importanza, soprattutto nei più piccoli, è la gestione dell’alimentazione, che inizialmente può prevenire l’infezione stimolando naturalmente il sistema immunitario, mentre nella fase acuta può limitare l’intensità e la durata della sintomatologia.

Quali consigli sull’alimentazione durante l’influenza?

  1. Controllare e garantire al bambino una corretta idratazione, tanto più importante quanto più il bimbo ha una temperatura elevata o nel caso in cui sia presente vomito o diarrea. Ricordiamo che i bambini hanno, purtroppo, una spiccata tendenza alla disidratazione: più piccolo è il bimbo più velocemente si disidrata.
  2. Se il bambino non ha fame non forzatelo a mangiare, e in ogni caso cercate di proporgli alimenti facilmente digeribili e ricchi di vitamine, soprattutto frutta e verdura.
  3. Una delle vitamine più importanti per il sistema immunitario è la vitamina C, contenuta in alcuni tipi di frutta (ad esempio, come è ben noto, gli agrumi), ma anche in molte verdure (lattuga, radicchio, spinaci, broccoletti) e ortaggi (broccoli, cavoli, cavolfiori, pomodori, peperoni).
  4. Una bella spremuta d’arancia potrebbe essere molto utile sia per idratare sia per fornire buone quantità di vitamina C, che aiuta il sistema immunitario. Ricordiamo che, per mantenere inalterato il contenuto di vitamina C, la spremuta di arancia va consumata appena fatta perché tale vitamina si ossida rapidamente quando esposta all’aria.
  5. Altre vitamine e sali minerali importanti per il sistema immunitario, e dunque possibilmente utili in questo particolare frangente, sono:
  • la vitamina A: in tuorlo d’uovo, frutta e verdura arancione e verdura a foglia verde scura
  • la vitamina B1: in carne, cereali, noci, legumi
  • la vitamina B2: in latte, uova, verdura a foglia larga
  • la vitamina B6: latte, carne, cereali, frutta
  • la vitamina B12: negli alimenti di origine animale
  • la vitamina E: in semi e oli vegetali
  • il calcio: in latte, legumi
  • il magnesio: in soia, noci, verdure
  • lo zinco: nella carne rossa

In sintesi, quindi, ancora una volta un’alimentazione varia e bilanciata, se è assolutamente utile come prevenzione degli stati di malattia, è ancora più utile come terapia di supporto nella fase acuta.

Come ci si può proteggere dall’influenza?

Esistono delle norme comportamentali adeguate a prevenire qualunque tipo di infezione respiratoria tra cui:

  • lavarsi accuratamente le mani
  • evitare il contatto con altre persone se si ha qualche sintomo influenzale
  • allattare con la mascherina;
  • arieggiare gli ambienti ripetutamente, soprattutto se affollati;
  • starnutire in un fazzolettino di carta da buttare subito;
  • tenere a casa i bambini ammalati e aspettare che stiano realmente bene prima di farli rientrare a scuola;
  • evitare sbalzi di temperatura rapidi ed eccessivi.
  • coprirsi naso e bocca quando si starnutisce o si tossisce

Ma ciò che va soprattutto ricordato è che ogni anno per il virus influenzale viene prodotto un importante strumento difensivo, cioè il VACCINO.

Con la supervisione di:

Pediatra Margherita Caroli ECOG SIO OMS

Dott.ssa Margherita Caroli Pediatra (past president ECOG, ex consiglio direttivo SIO)

Prof. Andrea Vania - Alimentazione bambini

Prof. Andrea Vania Pediatra (past president ECOG; consiglio direttivo SIO)

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