Malattie infantili

Il singhiozzo nei neonati: cause e rimedi secondo i pediatri

Cos'è il singhiozzo? Perché viene? Quando preoccuparsi? Scopri tutti i rimedi per farlo passare al tuo bambino.

Il singhiozzo nei neonati: cause e rimedi secondo i pediatri

Il singhiozzo nei neonati e nel lattante è un fenomeno molto comune e tuttavia sufficiente a mettere in ansia i genitori; basta infatti un banalissimo spasmo della gola del bambino e mamme, papà, nonni, zii, precipitano nel panico.

Che cos’è il singhiozzo?

Seppur fastidioso e incontrollabile, il singhiozzo è un disturbo che colpisce tutte le età ed è dovuto ad una contrazione involontaria del diaframma – che è il muscolo che separa la cavità toracica dagli organi dell’addome – con conseguente chiusura della glottide laringea. 

Questo importante muscolo involontario che contribuisce alla respirazione è innervato dal nervo frenico, che, se opportunamente stimolato, reagisce inducendo una contrazione anomala del diaframma.

Perché viene il singhiozzo?

Il singhiozzo comune è un riflesso onnipresente, tutti noi abbiamo avuto almeno una volta il singhiozzo, ma a differenza di altri riflessi comuni, come starnuti e tosse, non è noto il suo vantaggio fisiologico, anche se potrebbe costituire una specie di riflesso complesso utile a rimuovere l’aria dallo stomaco dei giovani mammiferi quando sono ancora dei lattanti. 

Il singhiozzo, infatti, si verifica nella maggior parte dei mammiferi ed è chiaramente avvertito anche dalle donne incinte: compare infatti già dopo l’ottava settimana di gestazione, per cui anche la mamma può avvertire questi lievi sussulti ritmici che provengono dal suo piccolo quando è ancora in utero.

Da dove deriva il termine singhiozzo?

Singhiozzo è un nome onomatopeico che deriva dal suono prodotto dalla brusca chiusura delle corde vocali circa 35 millisecondi dopo la contrazione forzata dei muscoli respiratori. Nella letteratura medica, il singhiozzo è il singultus, anche se questo termine è stato inizialmente utilizzato per descrivere la forte assunzione di respiro spesso associata a lunghi periodi di pianto.

A cosa è dovuto il suo suono tipico (hic)?

Il tipico suono “hic”, che si ripete in modo ritmico e continuo per alcuni minuti, è dovuto al fatto che ogni contrazione del diaframma si conclude con una brusca chiusura della glottide, la valvola che separa l’apparato respiratorio da quello digerente.

Quanto spesso si presenta il singhiozzo nei neonati e nei lattanti?

Il singhiozzo nei neonati è molto diffuso, forse a causa della immaturità del sistema di innervazione del diaframma, e si valuta che essi spendano il 2,5% del loro tempo a singhiozzare, poi diminuisce durante l’infanzia con occasionali brevi recidive durante il percorso della loro vita.

Singhiozzo quando preoccuparsi

Nella stragrande maggioranza dei casi il singhiozzo nei neonati non è pericoloso e non ha ripercussioni sulla respirazione. È molto frequente nei bambini al di sotto dell’anno di età, per poi diventare più raro.

Esistono però dei segnali di allarme che possono indicare la presenza di un singhiozzo anomalo e non fisiologico.

Quali possono essere i segnali di singhiozzo patologico?

  • singhiozzo che continua per più di 48 ore 
  • singhiozzo molto frequente
  • singhiozzo che rende il bambino molto agitato
  • singhiozzo che disturba il sonno
  • singhiozzo che disturba l’alimentazione

In questi casi è buona norma rivolgersi rapidamente al pediatra e riferirgli tutte le caratteristiche del singhiozzo (durata, insorgenza, ecc.).

È importante ricordare che, seppur raramente, il singhiozzo può portare nei neonati complicazioni sulla ventilazione, in particolare nei prematuri che hanno bisogno di un aiuto meccanico per respirare. 

Cause di singhiozzo patologico

Le cause possono essere più o meno gravi; le principali, per frequenza o gravità, sono:

  • mal di gola
  • infezione timpanica (otite)
  • reflusso gastro-esofageo
  • gastrite
  • cisti nella gola 
  • problemi renali 
  • diabete
  • pericardite

Quando si presenta più spesso il singhiozzo nel neonato e nel lattante?

Normalmente, il singhiozzo nei neonati si presenta dopo la poppata e il ruttino, ed è dovuto semplicemente al fatto che il piccolo ha succhiato dal seno materno, o dalla tettarella del biberon, con troppa voracità e troppo velocemente, incamerando, come già detto, una gran quantità di aria, oltre al latte.

Inoltre il cardias potrebbe non chiudere ancora perfettamente, predisponendo alla contrazione involontaria del diaframma.

Quali sono le cause più comuni del singhiozzo fisiologico?

Le cause più comuni sono:

  • voracità nell’alimentazione, con ingestione di grandi quantità di aria
  • crisi frequenti di pianto
  • sbalzi repentini di temperatura (spesso infatti il singhiozzo può accompagnare il cambio del pannolino o il bagnetto)
  • iperalimentazione
  • ansia ed eccitazione

Come far passare il singhiozzo al neonato?

Di solito scompare naturalmente, ma, se proprio diventa, per i genitori, intollerabile sappiate che esistono anche dei rimedi per farlo cessare più velocemente:

  • se il singhiozzo è comparso durante la poppata si può risolvere facendo riprendere al piccolo la sua poppata, mentre nei più grandi può essere utile dargli da bere qualche sorso d’acqua.
  • far cambiare posizione al bambino
  • toccare delicatamente il nasino del neonato più volte cercando di farlo starnutire. ATTENZIONE: Non è consigliabile né particolarmente utile chiudere il nasino del piccolo 
  • cercare di far fare il ruttino al neonato, interrompendo un attimo la poppata
  • farlo attaccare al seno: la deglutizione, infatti, aiuta a rilassare il diaframma e a volte e sufficiente a far passare il singhiozzo
  • proporre il ciuccio

Tutte queste pratiche possono aiutare il diaframma a rilassarsi e far cessare il singhiozzo.

Come prevenire il singhiozzo nei neonati e lattanti?

  • Evitare un’eccessiva ingestione di aria da parte del piccolo 
  • Evitare poppate troppo lunghe, 
  • Interrompere più volte l’allattamento, per far respirare comodamente il lattante 
  • Tentare di far fare dei ruttini intermedi durante la poppata
  • Evitare sbalzi termici repentini, cercando di svestire il bambino lentamente e in un ambiente a temperatura costante
  • Evitare che il bambino arrivi alla poppata troppo affamato
  • Mantenere il bambino in posizione eretta per qualche minuto dopo la poppata
  • Evitare spostamenti bruschi del bambino

Rimedi contro il singhiozzo nei bambini più grandi

Il singhiozzo occasionale nei bambini più grandi può essere affrontato in altri modi quali:

  • insegnargli a trattenere il fiato, dopo una profonda inspirazione, e restare in apnea per 10-15 secondi, ciò porta il diaframma a rilassarsi 
  • fargli bere alcuni sorsi d’acqua 
  • farlo deglutire più volte

Falsi miti: cosa non fare MAI per risolvere il singhiozzo 

Più che di falsi miti, si tratta di rimedi che non vanno usati nel bambino, tanto meno quando è ancora un lattante:

  • Inghiottire rapidamente un cucchiaino di zucchero: grazie alla composizione in granuli, lo zucchero, scendendo attraverso l’esofago, stimola il diaframma fermandone le contrazioni. 
  • Prendere un cucchiaino di aceto: in virtù della sua composizione acida, l’aceto determina una lieve contrazione dell’esofago, spesso sufficiente a interrompere lo spasmo del diaframma. 
  • Prendere un cucchiaino di succo di limone puro: il sapore asprigno del frutto indurrebbe a trattenere il fiato per qualche secondo, favorendo la risoluzione del problema.

Leggende metropolitane sul singhiozzo (non fanno né bene né male)

Un luogo comune dice che per far passare il singhiozzo possa essere utile uno spavento. La paura, infatti, come conseguenza provoca un’ulteriore contrazione del muscolo diaframma, che spesso riesce ad invertire la rotta facendo riprendere il ritmo normale di movimento al muscolo stesso. Ma uno spavento improvviso può anche provocare il singhiozzo o addirittura accentuarlo, se già lo si ha. Un sussulto causato dallo spavento induce, infatti, a inspirare più in fretta del normale, determinando una maggior introduzione di aria nei polmoni, cosa che può facilmente scatenare il singhiozzo stesso.

Vale la pena ricordare un rituale che – secondo una leggenda piuttosto popolare – permetterebbe di arrestare il singhiozzo: si deve sorseggiare mezzo bicchiere d’acqua bevendo dalla parte opposta del bicchiere (dopo aver preso in mano il bicchiere, si deve ruotare il polso di circa 180 gradi); le gambe leggermente divaricate e il busto proteso in avanti… ma funziona solo per chi è abituato a fare acrobazie!

Alessandra Piedimonte nutrizione pediatrica

Dott.ssa Alessandra Piedimonte Medico Chirurgo specialista in Scienze dell'Alimentazione e Master di II° livello in Pediatria

Con la supervisione di:

Pediatra Margherita Caroli ECOG SIO OMS

Dott.ssa Margherita Caroli Pediatra (past president ECOG, ex consiglio direttivo SIO)

Prof. Andrea Vania - Alimentazione bambini

Prof. Andrea Vania Pediatra (past president ECOG; consiglio direttivo SIO)

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