Alto potenziale cognitivo bambini e plusdotazione o giftedness
Come riconoscere i bambini ad alto potenziale cognitivo e plusdotati: capacità cognitive, sensibilità; pensiero non convenzionale; pensiero critico; senso morale e socialità.
I bambini ad alto potenziale cognitivo o plusdotati sono spesso definiti eccezionali o geniali. Diciamolo subito e senza troppe mezze misure: questa associazione (purtroppo comune) tra potenziale cognitivo sopra la media standard ed eccezionalità o genialità non definisce i bambini APC (ad Alto Potenziale Cognitivo) o giftedness e li danneggia impedendo loro di esprimersi nella complessità umana che caratterizza chiunque.
In altre parole quella del genio è una trappola che impedisce al bambino di crescere sperimentando fragilità e potenzialità insieme e, al contempo, distorce la visione dell’adulto di riferimento.
- Qual è la differenza tra alto potenziale cognitivo e plusdotazione
- Che cos’è l’APC, alto potenziale cognitivo
- Cosa significa avere un QI alto
- Quali sono i segnali di plusdotazione
- Quali sono i problemi che i plusdotati possono affrontare?
- L’essere plusdotati è una forma di autismo?
- Plusdotazione e scuola
- Cosa non fare mai quando si sospetta di avere in classe un bambino plusdotato
Qual è la differenza tra alto potenziale cognitivo e plusdotazione
Nel nostro paese l’alto potenziale cognitivo viene attestato attraverso i cosiddetti test di intelligenza (QI):
- il conseguimento di un risultato compreso tra i 120 e i 129 definisce un alto potenziale cognitivo,
- un risultato uguale o superiore a 130, invece, evidenzia una plusdotazione cognitiva.
Che cos’è l’APC, alto potenziale cognitivo
Avere un alto potenziale cognitivo non significa banalmente essere più intelligenti e l’intelligenza, a sua volta, va considerata come una capacità globale. Fa fede quanto emerge dalle “Linee guida per la valutazione della plusdotazione in età pediatrica” per come tracciate nel dicembre 2018 dal Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi, da questi documenti emerge la complessità dell’alto potenziale cognitivo che implica abilità cognitive sopra la media e contemporaneamente evidenzia tratti emotivi e sociali atipici, più complessi, maggiormente intensi, più reattivi e spiccatamente sensibili.
Visti così, l’alto potenziale cognitivo e la plusdotazione non sono solo un numero associato al quoziente intellettivo per come viene sinterizzato in un test psicometrico, ma sono, piuttosto un modo di funzionare secondo un percorso di sviluppo singolare. E ciò va detto perché va ben oltre la visione psicometrica diagnostica.

Cosa significa avere un QI alto
Il 50% della popolazione ha un QI (quoziente intellettivo) compreso tra 90 e 110, le scale di valutazione più usate sono le scale Wechsler che restituiscono 5 punteggi composti:
- IRP, indice di ragionamento visu-percettivo;
- IML, indice di memoria lavoro;
- IVE, indice di velocità di elaborazione;
- IAG, indice di abilità generale;
- ICC, indice di competenza cognitiva.
Alle risultanze del test l’esaminatore aggiunge delle note, ovvero considerazioni di insieme su:
- pensiero creativo;
- relazione con l’altro, nonché con l’adulto che rappresenta l’autorità;
- empatia;
- collaborazione;
- possibili criticità e blocchi;
- punti di forza e debolezze.
L’importanza delle note è elevata, basti pensare che le valutazioni di cui alle note consentono di massimizzare l’aderenza dei risultati alla soggettività dell’esaminato, in altre parole danno personalità all’esame svolto.
Quali sono i segnali di plusdotazione
I bambini plusdotati presentano un vasto ventaglio di capacità cognitive, hanno profonde doti di percezione e interpretazione della realtà; sono in grado di fotografare circostanze e condizioni con grande dovizia di particolari che interpretano anche attraverso il filtro di una sensibilità spiccata e profonda; il loro è un pensiero non convenzionale rispetto al gruppo dei pari; non sono semplicemente più maturi, essi sono più sensibili, vulnerabili e permeabili.
Come accorgersi se un bambino è plusdotato?
Per quanto generico e mai esaustivo, per quanto i sintomi della plusdotazione cognitiva possano essere confondibili con altre situazioni e vadano sempre sottoposti al vaglio di un Medico Neuropsichiatra, in una breve sintesi possiamo individuare delle caratteristiche tipiche della persona APC o plusdotata.
Rispetto ai bambini, la plusdotazione infantile si manifesta anche attraverso:
- abilità verbali più sviluppate rispetto alla media per età anagrafica – i bambini plusdotati dimostrano precoci abilità linguistiche, precisione espressiva e accuratezza, posseggono un vocabolario vasto e forbito, colgono significati sottili e complessi;
- apprendimento intuitivo – i bambini plusdotati apprendono in modo intuitivo e veloce, qualche volta persino senza esercitare le competenze come, al contrario, sono chiamati a fare gli altri bimbi;
- abilità di letto-scrittura precoci;
- autonomia degli apprendimenti – questi bambini si dimostrano capaci di sviluppare molte competenze in modo autonomo e veloce;
- spiccata intuizione;
- forte sensibilità emotiva – questi bambini sono estremamente empatici e profondamente sensibili, ciò fino al punto di essere spesso vulnerabili e bisognosi di aiuto nella regolazione emotiva;
- oltre alla sensibilità umana e relazionale, i bambini plusdotati manifestano una fortissima sensibilità morale, si interessano a temi sociali e politici, nutrono e praticano un profondo senso della giustizia;
- spiccata creatività;
- pensiero arborescente – i bambini plusdotati hanno un modo di pensare non convenzionale, il pensiero arborescente o a cascata o ramificato indica proprio questa qualità: queste menti pensano per grandi sistemi intrecciati tra loro come i rami di un albero che svettano verso il cielo. Ed è per questo che hanno anche un problem solving non convenzionale, ovvero spesso affrontano e risolvono i problemi in modo creativo;
- le persone plusdotate nutrono un puntuale e profondo spirito critico;
- i bambini plusdotati sono individui mossi da grande curiosità, sono esploratori e sperimentatori, essi non si accontentano di saperi dogmatici ma hanno bisogno di indagare e trovare le ragioni della conoscenza, per questo fanno molte domande e sono soliti approfondire e indagare i temi di loro interesse;
- interessi prevalenti – i bambini plusdotati amano avere molte informazioni dettagliate su specifici argomenti, ovvero su quelli che sono i loro interessi prevalenti o assorbenti;
- sin da piccole, alcune persone plusdotate possono essere trascinatrici e motivanti, ovvero avere una forte leaderschip, altre invece possono essere assai carenti in competenze sociali;
- i bambini plusdotati possono avere un senso dell’umorismo non convenzionale.
Quali sono i problemi che i plusdotati possono affrontare?
“Mio figlio vuole parlare solo di dinosauri e gli altri bambini, a un certo punto, si stancano dei discorsi sempre uguali“. I bambini plusdotati possono presentare una certa fissità sui loro interessi prevalenti. Sebbene questi stessi possano cambiare nel corso della vita, la fissazione sui dinosauri o sui pianeti del sistema solare o sui mezzi di trasporto a 2 ruote, eccetera, può impedire una socializzazione fluida e l’incontro dialogante con l’altro.
Accade frequentemente che alla plusdotazione si accompagni una scarsa capacità di tollerare l’errore, così il bambino plusdotato tende al perfezionismo sino al punto di entrare in crisi laddove le sue capacità non lo sorreggano o al primo fallimento.
Lo stesso modo di pensare, sentire e affrontare i problemi che il bambino plusdotato ha per fisiologia, associato agli interessi maturi e speciali, lo può distanziare dai pari facendolo percepire dal gruppo come diverso. In questo senso, il bimbo plusdotato rischia l’emarginazione senza una attenta integrazione a supporto. Può essere considerato il secchione per definizione, lo strano per definizione, l’asociale per definizione, eccetera, e ciò vale a scuola come nello sport, come in ogni altra attività socializzante.
Molti bambini plusdotati sono particolarmente impazienti, in altri la velocità di pensiero e di azione si traduce persino in difficoltà del sonno.

L’essere plusdotati è una forma di autismo?
La plusdotazione può essere una comorbidità dello spettro autistico ad alto funzionamento (ex Asperger), caso in cui si parla di doppia eccezionalità. La valutazione e la diagnosi di questa condizione va rimessa all’esame del Neuropsichiatra Infantile. Siccome alcune caratteristiche della plusdotazione restano confondibili con tratti dello spettro e con sintomi specifici dell’ADHD (Disturbo da Deficit dell’Attenzione e dell’Iperattività) particolare attenzione va prestata all’insidia delle misdiagnosi.
Plusdotazione e scuola
Dietro la relazione bambini plusdotati e scuola c’è un bias importante e ricorrente: istituzione e docenti (qualche volta anche i genitori) credono che intelligenza, apprendimento e digestione dell’appreso, ovvero imparare, siano la medesima cosa, e, quindi, se sei intelligente capisci tutto e apprendi velocemente. Le cose non stanno esattamente così.
Ad abilità cognitive superiori alla media non corrisponde necessariamente una resa scolastica migliore, nemmeno esse sono indice di una propensione allo studio dottrinario o di una attitudine a rispondere alle richieste del sistema scolastico.
Diamo qualche informazione di base sulla relazione tra plusdotazione e compiti scolastici-sistema scolastico
I bambini plusdotati sono particolarmente intuitivi, questo vuol dire che in potenza, e in certi ambiti, sono in grado di “capire al volo“. Spesso apprendono senza bisogno di fare troppa pratica, soprattutto in quella fase della crescita scolastica in cui hanno a che fare con gli apprendimenti basilari.
In particolare, la velocità di comprensione e traduzione pratica di certi appresi può determinare lunghi tempi di attesa. Di fatto, i bambini plusdotati passano moltissimo tempo scolastico in attesa dei pari, questo soprattutto durante il ciclo della scuola primaria e ciò può ingenerare noia e può mettere una certa distanza dallo studio che diventa lento e non interessante agli occhi del piccolo plusdotato.
La plusdotazione implica una innata capacità di problem solving non convenzionale; gli insegnanti, se non adeguatamente formati, possono incorrere nell’errore di non ammettere una soluzione raggiunta in modo creativo o quella che “salta passaggi” oppure quella che il bambino apparentemente non sa spiegare. Spesso i ragazzi plusdotati arrivano alla conclusione dei compiti senza saper illustrare il percorso logico deduttivo che li ha condotti alla soluzione finale, la loro strada è comunemente istintiva.
I ragazzini e i bambini plusdotati sono perfezionisti ma non sono geni, hanno punti di forza e debolezze. Quando non sono ben supportati e sopratutto fuori dai loro interessi prevalenti, possono essere lenti (la lentezza può essere, a sua volta figlia della fatica di decidere, selezionare e portare dentro un pensiero arborescente) o possono non riuscire a gestire una lezione sintetica e lineare perché dentro di loro si pongono troppe domande e non trovano sufficienti risposte. Ciò può generare ansia e frustrazione.
Anche il senso morale e il profondo e rigido sentimento di legalità possono influenzare la relazione con la scuola. Non è raro che in presenza di plusdotazione la componente empatica e umana prevalga su tutto e che gli studenti plusdotati contestino tutto il sistema scuola dedicandosi allo studio delle sole materie presiedute da un docente empatico e capace di un ingaggio non comune.
In America la “Gifted Education”, un sistema studiato per adattare le richieste scolastiche alla specificità della plusdotazione, ha risolto le criticità che in Italia un semplice PDP (Piano Didattico Personalizzato) non può risolvere.
Cosa non fare mai quando si sospetta di avere in classe un bambino plusdotato
- Se un bambino è veloce nell’esecuzione dei compiti, MAI assegnargli ulteriori esercizi da svolgere nell’attesa dei compagni, questo potrebbe ingenerare in lui noia, distrazione e persino un atteggiamento di opposizione;
- se un bambino dimostra di aver capito ma fatica a rendere gli apprendimenti in modo canonico, per esempio non sa imparare a memoria le formule, evitate di forzarlo e accogliete le sue dimostrazioni anche pragmatiche e non convenzionali;
- ammettete le procedure non convenzionali e aiutate il bambino a trovare-verbalizzare e fotografare la logica dentro i suoi processi intuitivi;
- MAI chiedere a un bambino molto intelligente di fare da maestro alla classe o da tutor, mai esaltarne la “genialità”, questi atteggiamenti creano divisione nel gruppo classe e possono esporre il bambino al giudizio dei compagni;
- accettate la valanga di domande del bambino e date spazio ai suoi interessi prevalenti, rispetto ad essi invitatelo anche a sfruttarli in aula e nell’apprendimento, ciò pure attraverso approfondimenti inusuali e non comuni.
Se il bambino plusdotato si sente sbagliato, rotto o peggio emarginato è assai probabile che risponda chiudendosi, da qui ansia e paura che sono i primi alimentatori del sottorendimento scolastico.