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Pedagogia

Bambino ipersensibile, come comportarsi con i bambini altamente sensibili

I bambini altamente sensibili vivono le emozioni (anche quelle comuni) con grandissima intensità, hanno bisogno di sentirsi sicuri e di sperimentare. Non vanno iper-protetti nè l'adulto deve sostituirsi a loro o fare da scudo.

Pubblicato il 27.01.2026 e aggiornato il 12.04.2026 Scrivi alla redazione

Mio figlio si spaventa sempre tanto, fuori dalla sua zona di comfort piange spesso, le situazioni nuove lo destabilizzano, quando c’è tanta gente va in crisi, se non riesce a fare o a esprimere qualcosa si arrabbia moltissimo, se qualche familiare sta male lo avverte subito e ne risente, rimugina, ha reazioni intense davanti alle cose che lo colpiscono, anche elementi della natura“, quando un genitore sintetizza il comportamento del suo bambino in modi simili a questi o comunque definisce il figlio come timido, fragile o poco adattativo, noi professionisti della comunicazione e del comportamento siamo chiamati ad accendere una lampadina sull’aspetto emotivo del bambino.

Ci sono bambini che facilmente si sovraccaricano, anche a fronte di un peso emotivo comunemente sostenibile, ciò perché banalmente reagiscono agli stimoli emotivi con un‘intensità maggiore e fuori dal comune.

Caratteristiche di un bambino ipersensibile (o altamente sensibile)

Una elevata sensibilità accompagnata da una forte riflessività, da una profondità emotiva e anche elaborativa è sintomo di ipersensibilità: i bambini ipersensibili o altamente sensibili non sono semplicemente bambini timidi, chiusi o rigidi, il loro è un tratto del temperamento che rende la gestione delle emozioni più complessa, se non addirittura talvolta difficile.

Il bambino altamente sensibile non è timido, piuttosto è riflessivo. Egli approfondisce le sensazioni, nella decodifica dell’input esterno analizza i particolari e ciò lo porta a cogliere le sfumature del mondo che lo circonda, anche amplificando le sensazioni che lo investono. È per questo che le sue emozioni, come le conseguenti reazioni, sono più intense.

Da cosa dipendono, però, le reazioni emotive smodate? I bambini ragionano col cervello emotivo; in termini più scientifici, possiamo dire che l’immaturità dell’area prefrontale del cervello impedisce ai bimbi di razionalizzare, ridimensionare e reinterpretare con logica deduzione gli stimoli provenienti dal mondo esterno. Ovviamente, più sensibile è il bambino, più impattante sarà l’onda emotiva che lo investirà.

Bambino ipersensibile - alimentazionebambini. It by coop
Bambini ipersensibili – alimentazionebambini.it By COOP

Un bambino ad alta sensibilità sarà per sempre una persona ipersensibile?

L’ipersensibilità è un tratto soggettivo che appartiene alla matrice emotiva dell’individuo e lo caratterizza. Tuttavia il cervello è un organo complesso che si allena con l’esperienza; è per questo che a furia di fare esperienza di emozioni la persona altamente sensibile, pur non perdendo la sua ipersensibilità, impara a gestire le proprie reazioni e a dimensionarle alle aspettative sociali.

Da ciò si dedurrà che il bambino particolarmente sensibile non soffre di alcun eccesso di sensibilità, piuttosto deve imparare a regolare le sue risposte alle emozioni.

Luoghi e circostanze in cui i bambini ipersensibili manifestano più spesso il loro disagio

I luoghi affollati, i contesti nuovi, i gruppi grandi, le attività destrutturate: sono questi gli ambiti in cui i bambini ad alta sensibilità possono trovare maggiori difficoltà. Al contrario, stanno bene nelle loro zone di comfort, nelle piccole attività strutturate e nelle loro routine, si affidano alle persone che conoscono.

L’adulto è chiamato ad accompagnare e sostenere il bambino nella realizzazione di nuove esperienze, garantendo il rispetto dei tempi e del temperamento del piccolo e senza sminuirne mai i sentimenti.

Sono assolutamente bandite frasi come: “Stai facendo i capricci per nulla; non è successo niente, sei un piagnucolone; ma perché devi sempre piangere e lamentarti; sei l’unico ad aver paura o l’unico a non giocare, eccetera”.

Ipersensibilità e componente ereditaria

La psicologia e la neuropsichiatria moderne lo sostengono:

i bambini ad alta sensibilità tendono a reagire con massima intensità agli stimoli per una ragione neurologica e alla base di questo tratto neurologico vi è una componente genetica.

Questo equivale a dire che il bambino ipersensibile può essere figlio di un genitore ipersensibile. Nello specifico della relazione col suo bambino l’adulto altamente sensibile può manifestare i suoi tratti in comportamenti iperprotettivi oppure può essere un genitore figlio-centrico, a tutto danno, ovviamente, delle autonomie del bambino.

Cosa prova il bambino ipersensibile

Quella che per tutti non è altro che una piccola emozione può assumere i caratteri di uno tsunami emotivo per il bimbo ad alta sensibilità. La domanda che ne consegue è la seguente: se un bambino non sa nuotare ancora bene in un’emozione comune, ovvero in un mare calmo, perché è ancora inesperto, come potrà non annegare sotto un’onda anomala? Ovvero, come possiamo aiutare i bambini ad alta sensibilità a ridimensionare e gestire la loro sfera emotiva?

Ciò che provano i bambini ad alta sensibilità è paragonabile alla sensazione di turbamento che attanaglia chiunque quando un’onda difficile da gestire ci colpisce e ci intrappola:

pur tornando a galla, dopo essere stati sommersi da un’onda più impetuosa, proviamo una sensazione di sconcerto, scopriamo che l’acqua ci ha confuso e stordito, avvertiamo la scia della paura. Lo stato d’ansia che si ingenera in una simile circostanza è paragonabile all’allerta emotiva che colpisce la sensibilità di un bambino più emotivamente delicato e suscettibile di altri.

Come aiutare il bambino nella gestione delle emozioni - alimentazionebambini. It by coop
Come aiutare il bambino nella gestione delle emozioni – alimentazionebambini.it By COOP

Bambini altamente sensibili, come comportarsi – consigli pratici per i genitori

Dare regole semplici e chiare: la determinazione di un sistema di regole condivise col bambino, ovvero comprensibili e applicate con costanza, aiuta il piccolo a trovare conforto nelle routine e nell’ordine sistematico degli agiti quotidiani e familiari.

Sostenere le autonomie: un bambino che fa da solo è un bambino che si sente in grado e così fortifica la sua autoefficacia imparando anche ad autoregolare i propri limiti, persino quelli emotivi.

Favorire il superamento dei limiti: i bambini non vanno sempre protetti dalle loro stesse paure, talvolta, al contrario, vanno messi in condizione di mettersi alla prova. In questo senso un bambino che ha paura dei luoghi più affollati può essere gradatamente accompagnato con lo scopo di sostenere le frustrazioni più ricorrenti e alzare l’asticella della tolleranza e dell’adattabilità. Per raggiungere questi obiettivi è importante imparare a non trasmettere le proprie ansie ai bambini, comunicare con loro in modo assertivo e dare loro fiducia.

Conclusioni

I bambini altamente sensibili vivono le emozioni (anche quelle meno stimolanti) con grandissima intensità; sono dei profondi osservatori della realtà e del comportamento altrui; esaminano gli accaduti e li ripensano fino a vivere facilmente intensi sensi di colpa o stati d’animo di rimpianto; hanno aspettative alte nei propri confronti che, se disattese, possono lasciarli feriti; percepiscono gli stati d’animo altrui ed empatizzano così profondamente da trasformarli in malessere. Questi bambini hanno bisogno di zone di comfort, spazi di defaticamento e, quindi, routine in cui sentirsi sicuri, necessitano di regole stabili e metabolizzate; allo stesso tempo, però, devono sperimentare le proprie abilità e vanno sostenuti nell’autoefficacia, cioè devono imparare a fare da soli e vanno accompagnati nell’esplorazione delle esperienze stressogene.

Le persone altamente sensibili possono ereditare questo tratto del temperamento, facilmente in famiglia la sensibilità spiccata è un carattere comune, pertanto con questi bambini è bene relazionarsi con attenzione e non essere eccessivamente apprensivi né troppo controllanti.

Con la supervisione di:

Dott.ssa Margherita Caroli Pediatra

Prof. Andrea Vania Pediatra