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Pedagogia

Il sonno dei bambini dalla nascita ai primi anni

Quanto deve dormire un neonato e un bambino, età, addormentamento, risvegli notturni, sintomi cattivo sonno e perché dormire bene è importante.

Pubblicato il 20.01.2025 e aggiornato il 04.02.2025 Scrivi alla redazione

L’essere umano svolge la propria vita relazionale e produttiva prevalentemente di giorno, questo equivale a dire che ciascuno di noi durante il giorno ha bisogno di sufficienti energie dalle quali attingere. Un buon sonno tarato su età, bisogni e condizioni di salute personali è garanzia di questa risorsa energetica ed è, quindi, una condizione di salute indispensabile all’uomo. Il sonno dell’adulto è diverso dal sonno dei bambini ma entrambi sono vitali. Questa piccola premessa ci aiuta a comprendere il valore di un assunto comune riferito al sonno umano:

siamo animali diurni che preservano il loro sonno per essere attivi e ben funzionali di giorno.

Nei primi mesi di vita il il sonno dei neonati ha un valore aggiunto come momento di crescita, tutela e concentrazione di energie per potenziare lo sviluppo psicofisico.

Tutti i genitori si preoccupano del sonno, perché?

Il buon sonno del bambino, continuato, non interrotto, calmo e rigenerante, ha una ricaduta positiva sull’intera famiglia perché permette anche al genitore di riposare ed efficientare le sue prestazioni, comprese quelle di cura.

Troppe notti insonni, un riposo discontinuo e interrotto, possono causare stanchezza se non deprivazione del sonno dell’adulto a tutto danno della pazienza, della tolleranza, della concentrazione e della efficienza diurna e quotidiana. Insomma, una mamma e un papà che dormono bene perché dorme per primo anche il loro bambino saranno certamente dei genitori più resilienti, distesi e efficaci.

In questa guida sintetica al sonno del neonato e del bambino chiariremo:

  • quanto deve dormire un neonato e un bambino considerando le diverse fasce di età e anche l’incidenza dei tempi di addormentamento;
  • perché è importante dormire e che funzioni ha il sonno;
  • in che misura il sonno influenza il comportamento del bambino;
  • quali sono i sintomi di un cattivo o scarso riposo.
I neonati dormono spesso - alimentazionebambini. It by coop
I neonati dormono spesso – alimentazionebambini.it By COOP

Quanto deve dormire un neonato

I bambini hanno un’esigenza di sonno maggiore degli adulti. Dormono di più in ragione della velocità del loro sviluppo fisico e cognitivo che è tanto più rapido e impegnativo quanto più il bambino è piccolo, infatti, i neonati dormono spesso e i ritmi sonno-veglia si equilibrano e si assestano con la crescita.

Quante ore deve dormire un neonato? A questa domanda non si può rispondere con un numero secco di ore di sonno, esistono degli intervalli variabili di quantità di sonno raccomandato in base all’età, rispetto a detti range va considerata sempre la soggettività: le ore di sonno sufficienti al benessere individuale sono molto diverse da un soggetto ad un altro, sia esso un neonato, un bambino o un adulto.

Qui di seguito riportiamo le raccomandazioni dell’American Academy of Sleep Medicine per come pubblicate nell’anno 2016:

  • 0 – 4 mesi vi è una estrema variabilità dei tempi e ritmi di sonno-veglia;
  • 4 – 12 mesi un bambino dorme dalle 11 alle 19 ore;
  • 1 anno – 2 anni un bambino dorme dalle 9 alle 16 ore;
  • 3 anni – 5 anni il sonno del bambino varia tra le 8 e le 14 ore;
  • 6 anni – 12 anni le ore di sonno oscillano tra le 7 e le 13 ore;
  • 13 anni – 18 anni le ore di sonno si riducono mediamente tra le 7 e le 11 ore.

Il National Sleep Foundation (con pubblicazione dell’anno 2015) raccomanda per i neonati nella fascia d’età 0-3 mesi dalle 14 alle 17 ore di sonno, restando appropriata, in un’ottica di valutazione delle soggettività, l’indicazione più ampia delle 19 ore di riposo quotidiane.

Sonno e fattori culturali e ambientali

Il sonno e le sue abitudini sono condizionati da fattori socio-ambientali; nostro malgrado, dobbiamo riscontrare che la vita moderna ci spinge a mantenere consuetudini di riposo non salutari, si stima che il sonno dei bambini e dei ragazzi nella fascia d’età 3-18 anni sia significativamente inferiore a quelle che sarebbero le loro esigenze di salute.

I genitori e la comunità educante sono chiamati a prendere atto della diffusa carenza di riposo che pesa sui bambini e sugli adolescenti.

Perché è importante dormire e che funzioni ha il sonno

Come mangiare, bere o respirare, il sonno è una funzione vitale indispensabile alla sopravvivenza che accomuna tutti gli esseri viventi dotati di un sistema nervoso.

Del resto, ce lo dimostrano gli animali che ci confermano anche come il sonno sia differente a seconda della specie di appartenenza, delle fasi dell’evoluzione, delle caratteristiche e dell’ambiente in cui si vive.

Il sonno è una funzione vitale indispensabile alla sopravvivenza - alimentazionebambini. It by coop
Il sonno è una funzione vitale indispensabile alla sopravvivenza – alimentazionebambini.it By COOP

Una curiosità sul sonno dei neonati e dei cuccioli di mammifero

I neonati somigliano ai cuccioli dei mammiferi nella ricerca del contatto corpo a corpo durante il sonno, infatti i cuccioli animali tendono a dormire a contatto fisico con i fratelli di cucciolata e-o con la mamma, i nostri bambini, alla stessa stregua, dimostrano l’alta ricerca del contatto pelle a pelle. Questo bisogno fisico è condizionato dai tempi di evoluzione, dagli adattamenti ecologici, dallo sviluppo relazionale madre-figlio e dalle esigenze alimentari.

I cuccioli d’uomo si svegliano spesso durante la notte per nutrirsi, la curiosità sull’allattamento materno è che il latte umano è in percentuale meno ricco di grassi del latte di molte mamme animali, questo implica la necessità del bambino di poppare a distanza ravvicinata.

Le mamme coniglio, per esempio, producono un latte più carico di grassi del 20% rispetto a quello umano e il perché ha una spiegazione evoluzionistica: le madri animale devono allontanarsi dalle cucciolate per ricercare cibo e il loro corpo è settato su questo bisogno di distacco, così un latte più grasso garantisce un maggiore lasso di tempo tra una richiesta di poppata e l’altra.

Funzioni del sonno

Indipendentemente dall’età dell’essere umano, dormire (per un giusto numero di ore di sonno) serve a:

  • risparmiare e accumulare energia;
  • resettare e riparare funzioni biologiche e ormonali vitali (come la rigenerazione tessutale e muscolare);
  • favorire lo sviluppo degli organi e a preservare dall’invecchiamento;
  • depurare l’organismo dalle tossine (qui è implicato il lavoro del sistema glinfatico)
  • favorire la plasticità cerebrale, sia in termini di sviluppo strutturale e funzionale (importantissimo per neonati e bambini) che in termini di riorganizzazione neuronale. Non a caso memoria e attenzione vengono limitate e danneggiate dalla scarsità del sonno o dalla sua deprivazione.

Addormentamento e risvegli notturni

Quanto tempo ci mette un bambino ad addormentarsi e quando smette di svegliarsi di notte? Mentre neonati, lattanti e bambini fino a 3 anni sono soggetti a risvegli notturni fisiologici, un bimbo di età pari o superiore ai 3 anni non dovrebbe affrontare più di un risveglio a notte e dovrebbe restare vigile per non più di 20 minuti circa.

Il tempo necessario ad addormentarsi dai 36 mesi in poi non dovrebbe superare i 30 minuti.

Come genitori è nostro compito quello di creare intorno al bambino un ambiente favorevole al sonno:

  • strutturate una routine del sonno;
  • abbassate le luci e l’intensità dei rumori;
  • scegliete lucine da notte rosse, le sole non interferenti con la produzione di melatonina;
  • non esponete il bambino a schermi e dispositivi elettronici nei 60-120 minuti prima del riposo notturno;
  • curate la sana e leggera alimentazione a cena evitando bevande zuccherate. Anche i ragazzini più grandi vanno tutelati dal punto di vista alimentare, in particolare nella relazione alimentazione e sonno prevedete l’esclusione completa della caffeina a cena considerando come off limits tutte le bevande che la contengono;
  • favorite uno stabile ed equilibrato rapporto sonno veglia garantendo al bambino il rispetto degli orari di addormentamento e risveglio.

Cosa succede al bambino che dorme male: i sintomi del cattivo riposo

Sono sintomi di un riposo insufficiente, disturbato e non efficace:

  • irritabilità;
  • sonnolenza;
  • reazioni smodate;
  • confusione;
  • difficoltà a mantenere attenzione e concentrazione.

Se i ritmi sonno veglia si alterano eccessivamente anche il senso di sazietà può essere compromesso, pertanto chi dorme male mangia male perché tende a ricercare cibo fuori dai pasti e complessivamente a mangiare di più, può aumentare anche l’attrazione per i cibi grassi ed energetici. A monte di tutto ciò c’è una motivazione ormonale, infatti, la deprivazione del sonno aumenta la concentrazione di grelina, ovvero l’ormone dell’appetito e del senso di fame.

In particolare l'appello è ai genitori degli adolescenti che spesso hanno ritmi di sonno veglia alterati dall'uso notturno di smartphone, tablet e PC, nonché chat e giochi di gruppo online che si protraggono anche nella notte a tutto danno della salute dei nostri ragazzi.

La deprivazione del sonno, inoltre, indebolisce anche il sistema immunitario a svantaggio della resistenza alle aggressioni persino più comuni di virus e batteri, per cui se dormiamo male diventiamo anche fisicamente più vulnerabili, noi come i nostri bambini.

Percepire la stanchezza del bambino e favorire l'addormentamento, come fare - alimentazionebambini. It by coop
Percepire la stanchezza del bambino e favorire l’addormentamento, come fare – alimentazionebambini.it By COOP

Mancanza di sonno e capricci

Quando si parla di capricci, a scanso di equivoci, è necessario un chiarimento generale: per come intesi dall’adulto medio, i capricci non esistano essendo, piuttosto, bisogni insoddisfatti e sistemi di affermazione delle propri esigenze.

Il bambino capriccioso non è un bambino intenzionalmente arrabbiato col genitore o dispettoso o oppositivo, diversamente è un cucciolo d’uomo che sta cercando la sua modalità di auto-regolazione e gestione emotiva. L’assenza di riposo aggrava questo aspetto rendendo più difficile la gestione delle emozioni nel bambino, per questo un eccessivo affaticamento, ovvero quando il bambino ha troppo sonno, si trasforma facilmente in pianti, irritabilità e comportamenti aggressivi.

Il consiglio è quello di percepire la stanchezza del bambino e favorire l’addormentamento prima che la fatica psico-fisica del piccolo lo sovrasti.

Con la supervisione di:

Dott.ssa Margherita Caroli Pediatra

Prof. Andrea Vania Pediatra