Perché scegliere una educazione montessoriana: 5 consigli per genitori
Metodo ed educazione montessoriana: libertà del bambino a fare da solo, autocorrezione nel rispetto dei tempi e ritmi del bambino e il bambino è il maestro.
La vera rivoluzione del metodo Montessori e dell’educazione montessoriana risiede nella centralità riconosciuta al bambino.
Il bambino di Maria Montessori
Il bambino di Maria Montessori è una persona dotata di intelligenza e capace di un pensiero autonomo, quindi ha un’identità che va preservata e nutrita. La spontaneità che caratterizza l’infante è un valore, anche quando porta il bambino a sbagliare per inesperienza.
Questo bimbo è meritevole di cura, ma anche portatore di bisogni, sentimenti ed emozioni, col connaturato diritto di esprimerli e soddisfarli. Inoltre, il bambino è il maestro, ovvero è in grado di accrescere se stesso attraverso la pratica dell’esperienza, messa in atto sotto gli occhi vigili degli adulti angeli custodi.
Il metodo Montessori, applicato sin dalla nascita, offre ai bambini la possibilità di sperimentare e affinare i propri talenti (ogni bambino ne ha più di uno da scoprire e nutrire). Più l’ambiente è funzionale alla crescita, sereno e stimolante, maggiori saranno le competenze acquisite dai bimbi, le autonomie e i frutti positivi degli esercizi curiosi di pratica del mondo.
Di fatto, il metodo Montessori dimostra che a casa e a scuola un sano ambiente di vita quotidiana favorisce la migliore e più armoniosa crescita psico-fisica del bambino.

L’esperienza come percorso di sviluppo nel metodo Montessori
Non conta il prodotto finale ma il processo, questo assunto ha un valore psicologico e pedagogico fondamentale nella vita e nel percorso educativo di ogni bambino e di ogni genitore, si tratta di un principio che dovrebbe travalicare lo spazio del metodo Montessori. Pertanto, da professionisti sentiamo il bisogno di chiarirlo: non conta solamente il risultato a cui arriva il bambino ma come lo sviluppa.
Per esempio, non conta tanto mangiare per avere lo stomaco pieno ma conta come il bambino sta a tavola e che approccio ha col cibo. In questo senso, se mangiare per crescere è lo scopo (del genitore), il processo che conduce a degli apprendimenti e quindi a una crescita (del bambino) è, invece, imparare a mangiare da solo, sviluppare il proprio gusto, anche assecondando e comprendendo il senso di sazietà.
Sfruttando il suddetto esempio, i bambini che vengono imboccati davanti al cellulare non imparano a gestire le posate e nemmeno a mangiare da soli; viene alterato il processo di manipolazione del cibo che influisce sulle competenze masticatorie e deglutitorie; infine, non è favorito lo sviluppo dei gusti alimentari e l’auto-percezione e l’attenzione al senso di sazietà.
Al contrario, i genitori che applicano una educazione esperienziale (come vuole il metodo di Maria Montessori) permettono al bambino un approccio più autonomo possibile agli alimenti, anche a rischio che i bimbi si sporchino.
Questa autonomia col cibo consente ai piccoli di fare esperienza tattile, masticatoria, deglutitoria, olfattiva e visiva a vantaggio dell’apprendimento a mangiare come i grandi, a conoscere i diversi gusti e a gestire il proprio appetito in base ai bisogni del corpo.
Ciò per intendere che alla base del metodo Montessori c’è il riconoscimento della libertà del bambino a fare esperienza senza che il genitore o l’adulto di riferimento esercitino un aiuto invadente o pressante.

I materiali nel metodo e nella educazione Montessori
I materiali preferiti della medica e pedagogista Maria Montessori sono oggetti di uso comune, materiali naturalmente sensoriali, come il legno, adattati alle diverse età e fasi di sviluppo del bambino. Qui ritorna l’elemento rivoluzionario del metodo Montessori:
il bambino è un individuo competente, dotato di interesse alla conoscenza e alla crescita, quindi dotato di un un naturale impulso all’apprendimento.
L’adulto è angelo custode, come tale, in ogni ambito del vivere, deve innanzitutto monitorare la sicurezza e il benessere del bambino evitando di diventare interferente. In quest’ottica il genitore, che voglia ispirarsi al metodo di Maria Montessori, deve atteggiarsi come una guida silenziosa custode dell’ambiente educativo del bambino.
Osservazione e finalizzazione degli ambienti educativi
Nell’educazione montessoriana è essenziale osservare il bambino per scoprirne le propensioni e i talenti. In generale, un’attività o un gioco va proposto, al netto delle influenze culturali ed emotive, mostrando solo una volta al bimbo come funziona e lasciandolo poi giocare da solo.
Il primo atteggiamento della cura verso l'infante è il riconoscimento della libertà del bambino di fare da solo, solamente se libero il bimbo saprà fare appello alle sue risorse e coltivare i propri interessi.
La filosofia montessoriana sostiene le autonomie del bambino, il rispetto dei tempi di ciascuno e della soggettività di interessi e bisogni. In una sessione di gioco, che è il contesto naturale di espressione del bambino, l’adulto può e deve intervenire solo quando è a rischio l’incolumità del bimbo o la sua serenità. In questo senso, quando si dice “il bambino è il maestro”, si intende che la sua crescita passa per l’intoppo, l’errore, la caduta e la ricostruzione della calma perduta; è il bambino a cadenzare i tempi dell’apprendimento sulla base dei suoi bisogni e delle sue risposte al fallimento.

5 consigli per genitori che vogliono seguire il metodo Montessori
- L’ambiente è la prima responsabilità del genitore
Accogliete i vostri bambini in un ambiente sicuro e confortevole con arredi bassi, materiali e giocattoli a misura di bambino e accessibili; fate in modo che lo spazio domestico, anche l’area del gioco, sia ordinato. L’ordine e le routine aiutano il bambino a sentirsi al sicuro e, di conseguenza, a muoversi in autonomia. Usate la lettura come strumento di educazione. - Gli adulti sono angeli custodi col ruolo di osservare senza intervenire subito
Non siate educatori intervenienti, prima di aiutare o di sostituirvi al bambino, osservatelo cercando di capire a cosa sta lavorando, dove vuole arrivare e cosa sta cercando di fare, dategli il tempo di mettersi alla prova perché la massima soddisfazione del bambino resta quella di riuscire a fare da solo. In sintesi, il bambino deve poter sperimentare le proprie capacità. - Mettete a disposizione del bambino oggetti comuni e in materiali naturali
Piuttosto che giocattoli elettronici o artefatti, mettete nelle mani del bambino oggetti comuni e semplici, come barattoli infrangibili, pentole e mestoli, preferite il legno alla plastica o comunque prediligete oggetti di qualità. I materiali semplici e naturali potenziano la concentrazione, sviluppano la manualità fine e innalzano le soglie attentive. - I bambino sono esseri capaci, favoritene la partecipazione alla vita quotidiana
Spazzare, apparecchiare, sparecchiare, annaffiare, riordinare, etc. sono tutte attività che i bambini possono mettere in atto quotidianamente. Quando un bambino riesce a sentirsi utile e parte delle abitudini della famiglia cresce in autoefficacia e autostima. - Maria Montessori ci insegna il rispetto nei confronti del bambino
Come genitore, sei chiamato a osservare e studiare tuo figlio nelle sue abilità e propensioni per coglierne il carattere e le sfumature di esso, le attitudini e le caratteristiche comportamentali su cui lavorare perché stia bene con se stesso e con gli altri. In ragione di ciò, impara qual è il suo ritmo, evita di interromperlo quando è concentrato, non accelerare i suoi processi e non mortificarlo se ti sembra lento o comunque non veloce come vorresti tu. Ricorda che Maria Montessori dà un grande valore alla calma come parte integrante dei processi di apprendimento.
Quanto consigliato ai genitori a casa dovrebbe valere per tutti gli educatori e in particolare andrebbe applicato nelle scuole sin dal nido.