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Pedagogia

Pipì a letto bambini: enuresi notturna, che fare

Pipì a letto: mai sgridare il bambino, trasmettere calma, favorite una buona consapevolezza del proprio corpo; svuotare la vescica prima della ninna.

Pubblicato il 04.09.2024 e aggiornato il 24.10.2024 Scrivi alla redazione

Quando togliere il pannolino anche di notte? Ho paura che mio figlio faccia la pipì a letto, come posso capire se è pronto a dormire senza il pannolino? Mio figlio fa ancora la pipì a letto e urina durante la notte senza nemmeno svegliarsi, che fare? Di notte mio figlio bagna sempre il letto, non riesce a trascorrere nemmeno una notte asciutta, come posso aiutarlo? Queste sono alcune tra le domande più ricorrenti che noi Pedagogisti ed Educatori riceviamo a riguardo dell’enuresi notturna.

L’enuresi notturna, ovvero fare la pipì a letto, è ricorrete nei bambini ed è una condizione che può accompagnarli per molti anni. Si stima, infatti, che interessi il 40% dei bambini di 4 anni nella misura di almeno 1 episodio a settimana; questa percentuale scende gradualmente con l’aumentare dell’età fino a assestarsi in un 5% di bambini di 9 anni, e qualche volta il fenomeno persiste anche in preadolescenza.

Perché è così comune che i bambini facciano la pipì a letto anche a fronte di un’ottima gestione urinaria diurna?

Perchè mio figlio fa ancora la pipì a letto? I genitori percepiscono l’enuresi notturna come un problema, in realtà comunemente è solo determinata da un fisiologico percorso di sviluppo del controllo sfinterico vescicale. Quindi non c’è da preoccuparsi laddove il Pediatra escluda cause patologiche, posta sempre la necessità di interfacciarsi col medico di base, che resta il referente primario della famiglia nelle questioni di salute. Nello specifico, al Pediatra va sicuramente chiesto un parere quando l’enuresi riguarda i bambini dai 4 anni d’età in poi.

Esiste un ordine di acquisizione del controllo sfinterico anale e vescicale, ovvero alcune competenze si acquisiscono prima, altre più tardi, lo sviluppo del bambino avviene comunemente nell’ordine che segue:

  1. controllo degli intestini notturno (al mattino, i genitori non trovano il pannolino sporco di cacca);
  2. controllo degli intestini diurno (durante il giorno, il bambino riesce ad avvertire il sopraggiungere dello stimolo a fare cacca e incomincia a dimostrarsi capace di trattenerla e lasciarla andare quando vuole. Sono indicatori di questo controllo tutti quegli strumenti comunicativi, verbali e non, con i quali il bambino avvisa il genitore di averla fatta o di essere sul punto di farla);
  3. controllo vescicale diurno (durante il giorno, il bambino riesce ad avvertire il sopraggiungere dello stimolo a fare pipì e incomincia a dimostrarsi capace di trattenerla e lasciarla andare quando vuole. Anche in questo caso, sono indicatori di questo controllo tutti quegli strumenti comunicativi, verbali e non, con cui il bambino avvisa l’adulto di averla fatta e di essere sul punto di farla);
  4. controllo vescicale notturno (al mattino, i genitori trovano il pannolino o il letto asciutti, ovvero questo controllo si dice raggiunto quando il bambino stabilmente non urina durante il sonno).

Il controllo degli intestini e vescicale non si insegna, ovvero è un processo di sviluppo fisiologico che i bambini attraversano gradatamente. Noi adulti non possiamo insegnare al bambino a trattenere le urine e le feci, il nostro compito attiene alla educazione alle regole igieniche e al supporto nel passaggio dal pannolino al WC. Tra tutti i controlli sfinterici (anali e vescicali) quello della pipì durante il sonno è il più complesso, infatti matura per ultimo.

Enuresi notturna: definizione

L’enuresi notturna corrisponde alla perdita involontaria di urina durante la notte, qualche volta il bambino continua a dormire senza rendersi conto di avere urinato durante il sonno e sono gli adulti a svegliarlo per il cambio letto. Affinché il medico possa diagnosticare una enuresi notturna severa la perdita di urina deve ricorrere spesso durante la settimana, non meno di 3 notti su 7. Più è occasionale il disturbo più il problema è lieve e probabilmente prossimo a una soluzione, ma ogni bambino seguirà sempre i suoi tempi di sviluppo che restano soggettivi!

Enuresi notturna primaria: il bambino fa sempre la pipì a letto

Si parla di enuresi notturna primaria quando il bambino non ha mai smesso di fare pipì durante la notte, che porti il pannolino o che i genitori abbiano provato a farlo dormire senza. In altre parole, il bambino non ha mai acquisito il controllo vescicale notturno.

Enuresi notturna secondaria: il bimbo ha “di nuovo” bagnato il letto

Si parla, invece, di enuresi notturna secondaria quando il bambino perde il controllo vescicale notturno dopo aver efficacemente trattenuto la pipì di notte per un tempo pari ad almeno 6 mesi. In questi casi la frustrazione dei genitori può essere vivida e tangibile poiché, dal loro punto di vista, mamma e papà assistono ad un regresso.

Cause dell’enuresi notturna

Mio figlio fa la pipì a letto perché ha qualche problema personale, psicologico, emotivo o relazionale? I genitori si interrogano spesso sulla relazione enuresi notturna – emotività del bambino, a discapito del pensiero comune, bagnare il letto di notte senza mai avere acquisito la competenza vescicale notturna (enuresi notturna primaria) non è un indicatore di alcun problema psicologico; diversamente l’aspetto emotivo (ansia, stress, paura, senso di colpa, eccetera) influenza l’enuresi notturna secondaria.

In caso di enuresi notturna secondaria, dunque, è bene osservare la vita del bambino e cercare l’origine del problema in quelle situazioni e condizioni che possono aver determinato un turbamento, sovente si tratta di eventi della vita quotidiana, per esempio un trasloco, la nascita di un fratellino, una nuova o difficile situazione scolastica, in modo più profondamente impattante una separazione o un lutto, eccetera.

Quali sono le cause più comuni di enuresi:

  • la sovraproduzione di urina durante la notte;
  • una incapacità del bambino di avvertire lo stimolo ad urinare mentre sta dormendo;
  • una insufficiente capienza vescicale;
  • una cattiva qualità del sonno con difficoltà di risveglio anche dietro la pressione di uno stimolo (quella ad urinare è una stimolazione fisica che ex se porta comunemente al risveglio).

L’enuresi si cura?

Fuori da problemi patologici, quindi nella maggior parte dei casi, il problema dell’enuresi notturna rientra da solo. Va detto, ad onor del vero, che malgrado la fisiologia di questo problema i genitori che lo vivono incorrono spesso in situazioni di grande stress e ansia, sentimenti che il bambino percepisce con notevoli contraccolpi sulla sua risposta emotiva, nonché sulla sua autostima.

E se la produzione di urina durante la notte fosse sovrabbondante?

Solo il Pediatra (e, allo stesso modo, uno specialista di riferimento) può prescrivere farmaci, il mercato farmaceutico offre dei prodotti in grado di ridurre la produzione di urina che, in caso di enuresi severa, possono aiutare il corpo del bambino nel trattenimento: meno pipì in vescica equivale, in teoria, ad una più facile gestione vescicale notturna. Si arriva alla terapia farmacologica solo come ultima ratio e solo dietro controllo medico, con debita prescrizione, confronto e assistenza.

Pipì a letto - alimentazionebambini. It by coop
Pipì a letto – alimentazionebambini.it by COOP

Cosa fare se il bambino fa la pipì a letto: consigli per mamma e papà

  • Mai sgridare il bambino o farlo sentire in colpa, allo stesso modo mai punirlo;
  • Trasmettere calma ed essere rassicuranti;
  • Favorite una buona consapevolezza del problema chiarendo al bambino come funziona il suo corpo. Se il piccolo vive la pipì a letto con difficoltà, spiegategli che succede a molti altri bimbi e che passerà col tempo, ovvero quando il suo corpo avrà acquisito il controllo vescicale anche di notte;
  • Assicuratevi che il bimbo vada a letto dopo aver completamente svuotato la vescica, possibilmente la pipì va fatta appena prima di mettersi a dormire;
  • Durante la notte, mantenete sempre una lucina accesa affinché il bambino possa raggiungere il bagno in autonomia o possa gestire il suo vasino portatile accanto al letto;
  • A cena, evitate cibi salati, troppo ricchi di calcio o fosforo questi, infatti, aumentano la produzione di urina;
  • Non impedite mai al bambino di bere secondo i suoi bisogni.

In caso di enuresi notturna secondaria i fattori incidenti sul ritorno del bambino a bagnare il letto possono essere molti; in particolare l’enuresi secondaria può essere uno dei sintomi di talune infezioni delle vie urinarie (comunemente molto semplici da curare). Pertanto, se tuo figlio aveva perfettamente imparato a gestire la pipì di notte e d’improvviso è tornato a bagnare il letto, è consigliabile un controllo della sua salute urinaria. Dinnanzi a questo sospetto, chiama il tuo Pediatra! Confrontati col medico anche se sospetti che tuo figlio soffra di disturbi del sonno poiché la qualità del sonno incide sulla gestione vescicale notturna. Anche la stitichezza può essere causa di enuresi secondaria, l’ingombro fecale può influire sulle corrette funzioni vescicali.

Sono disturbi del sonno nei bambini: insonnia, parasonnie, disturbi del ritmo circadiano, disturbi respiratori del sonno, disturbi del movimento legati al sonno, ipersonnie.

Una piccola parentesi va dedicata, a parte, ai disturbi respiratori legati al sonno (tra i quali tutte le apnee): quando il corpo del bambino è soggetto a molti microrisvegli, tipici di questi disturbi, è possibile che trascuri lo stimolo a fare pipì finendo col bagnare il letto.

Pipì a letto - alimentazionebambini. It by coop
Pipì a letto – alimentazionebambini.it by COOP

Attenzione all’insorgere della vergogna

Posto che non esiste una cura e che l’enuresi notturna resta una condizione che svanirà con la maturità vescicale del bambino, in famiglia va prestata molta attenzione a non mortificare il piccolo e a non far insorgere in lui sentimenti di vergogna e disagio.

  • Mai fare paragoni con altri bambini, che siano fratelli, amici o cugini;
  • Mai costringere il bambino a pulire da solo, né punirlo in alcun altro modo;
  • Mai dare premi per le notti asciutte, tipo stellette da attaccare su un calendario;
  • Mai parlare del disturbo con amici e parenti alla presenza del piccolo;
  • Mai lamentarsi per la stanchezza causata da questo problema.

Quando togliere il pannolino anche di notte

Alcune mamme e alcuni papà incominciano a considerare come un problema il pannolino di notte tra i 3 e i 4 anni di età del bambino; fatto salvo che ogni bimbo ha i suoi tempi e che non va messo il pannolino al bambino che apertamente lo rifiuti, il mio consiglio è quello di provare sistematicamente a togliere il pannolino di notte anche quando, al cambio del bambino, il primo pannetto della mattina è sempre bagnato.

Ma se il pannetto di primo mattino è pieno di pipì perchè mai provare a lasciare che il bimbo dorma con le mutandine? Quello che molti trascurano ha a che fare con la sensibilità tattile dei bambini: la sola presenza fisica del pannolino può stimolare il rilascio di pipì, inconsciamente il bambino libera l’urina perchè si sente fasciato dal pannetto. Vista così la situazione, togliere il pannolino significa dare al bimbo la possibilità di mettersi alla prova. In alcuni casi il piccolo resterà asciutto.

Per ovviare al disagio dei cambi letto notturni potreste apparecchiare il letto in questo modo:

  • traversa impermeabile,
  • lenzuolo di sotto e di sopra, ovvero un 1° cambio completo,
  • seconda traversa impermeabile,
  • secondo cambio completo.

Ove mai il bambino, che dorma sul secondo cambio completo, dovesse bagnare il letto, al genitore basterà solo togliere il secondo cambio e la seconda traversa sotto la quale ci sarà già il lettino pulito rifatto. Abbassare il livello di ansia e stress degli adulti ha una ricaduta benefica anche sui bambini che, nella realtà familiare quotidiana, assorbono moltissimo i nostri stati d’animo.

Enuresi notturna 2 - alimentazionebambini. It by coop (3)

Esiste un trattamento farmacologico per l’enuresi?

Sì, esiste ma può valutarne l’opportunità solo il pediatra. Comunemente l’enuresi viene considerato come disturbo di rilevanza clinica dopo i 5 anni d’età (fino a quel momento ciò che va considerato è l’aspetto pedagogico del “problema”)

Con la supervisione di:

Dott.ssa Margherita Caroli Pediatra

Prof. Andrea Vania Pediatra