Travasi Montessori: perché il gioco dei travasi è importante – età e consigli
I travasi montessoriani sono una attività sensoriale che stimola competenze oculo-manuali, motricità fine, competenze spaziali, tatto, vista e udito.
L’attività dei travasi rientra tra le attività sensoriali, in particolare sollecita il senso del tatto, non senza il supporto fondamentale della vista e, in alcuni casi, dell’olfatto. I travasi Montessori consistono nell’apparentemente semplice, ma formativa e determinante azione di spostare materiali (solidi o liquidi) da un contenitore ad un altro.
Perché il gioco dei travasi è importante?
L’azione di travasare coinvolge più sensi e li coordina tra loro, implica più competenze: tattili, visive, di orientamento, equilibrio e concentrazione.
Sin dalle prime esperienze, per praticare dei travasi è necessario:
- orientare la mano dove la mente vuole seguendo una traiettoria visiva (coordinazione oculo-maniuale).
- Immergere la mano nei materiali e manipolarli, eventualmente usare degli strumenti. Ciò significa sia fare esperienza tattile che affinare le capacità di presa e gestione di strumenti vari (utensili da presa o trasbordo dei materiali stessi, come cucchiai, secchielli, mestoli, eccetera).
- Discriminare i materiali per forma, dimensione, consistenza, impressione tattile, calore, arrivando anche a discriminare il commestibile dal non commestibile.
I contenitori, per parte loro, hanno una funzione molto importante: rappresentano il confine strutturato entro cui il bambino è spinto a muoversi; in questo modo il piccolo fa i primi esercizi di gestione dello spazio entro un limite spaziale prestabilito.
I travasi sono propedeutici a molte azioni quotidiane, pensate all’azione di mangiare e a quella di scrivere. Tutto ciò senza considerare l’enorme quantità di attività comuni che richiedono competenze di precisione e concentrazione nella gestione di strumenti da presa e da trasbordo, per esempio riempire una busta della spesa, spostare un liquido da un contenitore ad un altro, eccetera.

A che età i primi travasi montessoriani
Ai fini dello sviluppo delle competenze prensili e dell’esercizio del movimento entro i limiti spaziali, i travasi possono essere introdotti già a 6/7 mesi.
È necessario che:
- Il bambino sappia mantenere la posizione da seduto senza l’appoggio delle mani, deve farlo autonomamente e per un tempo congruo al travaso. Per favorire la seduta e lasciare le mani del bambino libere, senza comprometterne l’equilibrio, potete porre dei cuscini a supporto della schiena e lateralmente, ovvero tra fianchi e gambe, in modo da supportare la permanenza in equilibrio in una posizione di seduta comoda.
- Supervisionare sempre le attività di travaso, senza intervenire né compromettere la concentrazione del bambino.
- Preferire l’uso di materiali naturali, come legno, stoffe, alimenti di diverse consistenze e impressioni tattili.
- Selezionare oggetti congruamente grandi al fine di scongiurare in radice il rischio di soffocamento e inalazione, rischio che è tanto maggiore quanto più il bambino permane in fase orale, ovvero quella fase in cui il bimbo tende a portare tutto alla bocca.
A partire dai 6 mesi: idee per i primi travasi montessoriani
I primi giochi di travasi vanno condotti in assoluta sicurezza, pertanto i materiali devono essere congrui e sicuri, abbastanza grandi affinché i bambini non possano né ingoiarli né inalarli. Ribadito questo concetto fondamentale, possiamo aggiungere alcuni contenuti pratici:
- È consigliabile che i primi giochi di travasi montessoriani abbiano luogo con l’utilizzo di un solo contenitore; questa scelta favorirà l’apprendimento dei concetti basilari dentro-fuori e permetterà al bambino di esercitarsi con la cosiddetta presa a pinza, ovvero con la presa degli oggetti tra pollice e indice.
- Per i primi travasi, potete variare il contenitore che usate, per esempio, potete usare ceste, pentole, scatole di cartone. Inoltre, potete variare gli oggetti da travaso usando pasta in formati grandi, scampoli grandi di stoffa, blocchi di legno, palline sensoriali grandi, gomitoli di lana.
Ricordate che i materiali sollecitano più impressioni nel bambino:
- Visive – per esempio, una pentola in acciaio riflette la luce, fa anche un effetto parzialmente a specchio;
- Termiche – ogni materiale ha una sua temperatura (il legno è caldo mentre l’acciaio è freddo);
- Tattili – alcuni materiali sono ruvidi, altri rugosi e altri ancora sono perfettamente lisci e scorrevoli sotto le dita;
- Sonore – i diversi materiali, inoltre, producono suoni differenti che dipendono dal tipo di contenitore adoperato e dal tipo di materiale travasato. Il suono è un messaggio potente per il bambino piccolo.
Tra i 6 e i 12 mesi, l’evoluzione del travaso dipende dall’introduzione di più contenitori e dalla selezione di materiali sempre più raffinati per forma e consistenza, impressione visiva, termica, tattile e sonora.
Il primo step è segnato dal passaggio da un contenitore da travaso a due contenitori. È consigliabile, almeno in questa prima fase, che i due contenitori siano uguali per forma, colore e capienza, meglio se identici. E, in generale, è sempre preferibile che i contenitori da travaso siano appoggiati a loro volta su un vassoio o su una stuoia se il bambino lavora a terra. Come il contenitore stesso, anche il vassoio o la stuoia determinano un limite spaziale definito, ovvero uno spazio di lavoro ordinato entro il quale il bambino è chiamato a stare.

12 mesi + come cambiano i travasi a seconda dell’età dei bambini
A partire dai 12 mesi e tenuto conto delle acquisite competenze, anche motorie, del bambino, è consigliabile consentire al bimbo di travasare con oggetti che può riconoscere e persino raccogliere nel mondo esterno, in questo senso è consigliabile seguire la stagionalità e travasare castagne, foglie, sassi, eccetera. In questo modo i bambini potranno fare scorta di oggetti da trasvasare anche durante le passeggiate e ciò equivarrà ad estendere le attività e a generalizzare le competenze acquisite: per esempio, se porterete con voi un secchiello per raccogliere le pigne il bambino compirà il primo travaso già durante la fase di raccolta!
I travasi montessoriani si complicano col progredire dell’età del bambino adattandosi in modo graduale alle competenze acquisite e a quelle affinate.
Consigli pratici per rendere i giochi di travasi gradualmente più complicati e avvincenti
La buona norma di base è osservare i bambini. Partendo da un’osservazione attenta, è bene complicare il travaso quando il bambino si annoia con i materiali e le modalità di gioco proposte sino a quel momento. Tuttavia è importante non sovraccaricare mai i piccoli, ciò anche per evitare che vadano in frustrazione; pertanto, evitate di proporre travasi troppo impegnativi o non sostenibili in base alle competenze e capacità dei vostri figli.
I materiali e le modalità possono variare come segue:
- Passate dagli oggetti più grandi, come castagne o noci, ai legumi; poi, dai legumi alle farine o agli alimenti in polvere, per esempio, il pan grattato;
- Passate dalla paletta al cucchiaio e dal cucchiaio al cucchiaino;
- Introducete i travasi liquidi, fatelo prima proponendo al bambino recipienti grandi, poi più piccoli sino al bicchiere;
- Passate dal bicchiere alla bottiglia con l’imbuto e gradatamente riducete la grandezza della bocca dell’imbuto stesso.
Perché evitare i contenitori e gli oggetti in plastica?
La plastica non produce suoni stimolanti e non dà stimolazioni termiche equiparabili ai materiali naturali, che, invece, sono essenziali nella pedagogia montessoriana. Molto spesso i genitori trascurano un altro dato importante: anche l’esperienza con la rottura di un materiale è formativa per i bambini, la fragilità, la rottura, la perdita passano attraverso qualcosa che si rompe se usato in modo inappropriato, per esempio se lanciato.
Sperimentare i materiali anche nelle loro fragilità è oggi ancora più importante, viviamo in una società fortemente digitalizzata e in cui i bambini accedono troppo presto ai videogiochi, assuefacendosi anche al game over, qui inteso come fine relativo perché la partita può ricominciare ripresentando come composto ciò che si era rotto. Pertanto il bambino, sin da piccolo, beneficia anche dell’esperienza dell’errore: se lancia lontano un oggetto frangibile e questo si rompe, impara che non si può tornare indietro e ricomporlo; questo plasma e orienta i suoi comportamenti futuri sulla base delle esperienze vissute.
Maria Montessori, in “Il bambino in famiglia” sosteneva:
Ci sono anche graziosi oggettini fragili di vetro o di porcellana; se il bambino li lascerà cadere, si rompe- ranno ed andranno perduti per sempre, e il dispiacere che egli ne proverà sarà per lui il castigo maggiore.
10 idee di travasi montessoriani per età
Qualunque attività di travaso va misurata all’età dei bambini perché con la crescita intervengono dei cambiamenti importanti.
- Variano le competenze fini-motorie;
- la stimolazione labiale e quindi il pericolo di ingestione e inalazione di corpi estranei;
- le capacità manipolative e la coordinazione occhio-mano;
- la gestione dello spazio;
- la capacità di pianificare il proprio lavoro.
Con le giuste accortezze, i travasi elencati ed esplicati qui di seguito possono essere praticati sia a casa che al nido.
Gioco dei travasi montessoriani – attività adatte alla fascia d’età 12–18 mesi
In questa fascia d’età massima attenzione va prestata al pericolo di ostruzione delle vie aeree, quindi vanno attentamente e congruamente valutate la grandezza e la tipologia di materiali messi a disposizione dei bambini. Tra l’anno di vita e l’anno e mezzo ha un ruolo essenziale l’esplorazione sensoriale attraverso vista e tatto: gli occhi e le mani accendono interesse nei bambini. Ed è questa l’età in cui il bambino mette alla prova le sue prime competenze di coordinazione dei movimenti. Pertanto, tra i 12 e i 18 mesi le mani sono il primo strumento del gioco di travasi montessoriani.
Quali materiali mettere a disposizione del bambino per i suoi primi travasi?
1 – Spugne e acqua – contenitori e acqua;
L’acqua può essere colorata con poche gocce di colorante alimentare. Per contenere acqua e spugne, utilizzate catini grandi e contenitori trasparenti. Sotto i catini, per delimitare lo spazio di lavoro, è consigliabile porre un tappeto.
Potrete notare che gestendo due bacinelle, una con poca acqua e una vuota, il bambino si impegnerà nel trasferire l’acqua strizzando la spugna o utilizzando i contenitori messi a sua disposizione.
Questo genere di travasi pretende l’uso delle mani, quindi affina le competenze motorie che riguardano le mani stesse, le braccia e la parte alta del tronco, anche se non è escluso che il bambino lavori pure stando all’impiedi. Per facilitare il lavoro del bambino e garantirne la sicurezza usate oggetti grandi.
La naturale evoluzione dei travasi montessoriani con acqua è il passaggio da materiali grandi (come la bacinella) a materiali sempre più piccoli (come i bicchieri piccoli e infine il travaso in bottiglia con imbuto). Sin dai 12-18 mesi è possibile adoperare primissimi imbuti a impugnatura ergonomica che garantiranno il passaggio di liquidi, ma anche materiali piccoli (come farinacei, riso, pan grattato) educando, quindi, il bambino all’uso degli strumenti di lavoro e alla coordinazione, stimolando attenzione e concentrazione ed esercitando la motricità fine e la coordinazione oculo-manuale.

Se decidete di introdurre oggetti in vetro, quindi oggetti frangibili, sceglieteli ben robusti. La pedagogia montessoriana suggerisce l’uso di materiali naturali e anche del vetro, tuttavia è pur vero che qualunque esplorazione del bambino deve essere condotta in sicurezza e talvolta l’adulto si sente a sua volta più tranquillo a preferire il lavoro con materiali infrangibili, ciò almeno in attività di gioco condivise, cariche di materiali diversi o complesse. Usare materiali infrangibili, per esempio al nido o comunque ove vi sono più bambini che lavorano contemporaneamente, non compromette l’apprendimento del bambino né lo sviluppo delle sue abilità.
2 – Palline grandi, noci o grossi pompon travasati tra due cestini;
3 – Travasi con mestolo grande riso o pasta colorata.
Per garantire il migliore controllo del gesto, supportare il successo del bambino e, quindi, anche il suo senso di auto-efficacia, il suggerimento è quello di adoperare contenitori bassi e stabili. Ricordate che i giochi di travasi vanno posti in essere sempre sotto il vigile controllo di un adulto che non deve disturbare la concentrazione del bambino ma assicurarsi che non si esponga ad alcun pericolo.
Gioco dei travasi montessoriani – attività adatte alla fascia d’età 2 anni
I bambini che hanno compiuto 24 mesi dimostrano una maggiore precisione nella coordinazione oculo-manuale, nella gestione dei materiali, nello sviluppo e nel controllo del movimento, ciò consente all’adulto di riferimento di mettere a loro disposizione materiali più piccoli:
4 – Cucchiaio con riso colorato o legumi (come fagioli, ceci o lenticchie);
5 – Travasi con imbuto e bottiglietta;
Questi ultimi possono essere travasi ad acqua oppure a materiali farinosi, sabbiosi, grattugiati, per esempio riempire la bottiglia con riso o sale colorati.
6 – Travasi con pipette e acqua colorata;
7 – Giochi di travaso con l’ausilio di pinze.





Gioco dei travasi montessoriani – attività adatte alla fascia d’età 3 anni
Il bambino di 3 anni ha acquisito una buona precisione e un discreto controllo del movimento di mani, braccia, tronco e in generale di tutto il corpo; questo gli permette di adoperare strumenti più delicati e precisi e di mettere in pratica sequenze più complesse.
8 – Giochi di travaso con contagocce in contenitori graduati o con cucchiaini piccoli;
9 – Travasi finalizzati alla separazione di materiali misti (come legumi vari, riso e pasta piccola da dividere per natura del materiale e/o colore in diversi contenitori);
10 – Travasi di piante, terreno e semi.
Piccoli consigli Montessori
Utilizzate vassoi in legno e vassoi con spazi separati per ciascun materiale – colore; colorate sale e riso. Abbiate cura di tenere sempre il materiale pulito e in ordine e di presentarlo al bambino in questo modo, il gioco di travasi, tra l’altro, stimola la pratica e il senso dell’ordine rendendo il bambino competente nell’uso simultaneo di materiali diversi.
Al primo travaso mostrate lentamente come si fa, ovvero mostrate al bambino il gesto-i gesti necessari allo svolgimento dell’attività. Ricordate che la migliore spiegazione deve essere pratica, perciò usate poche parole preferendo chiarire col corpo (col gesto) come si svolge l’azione che il piccolo sarà naturalmente portato ad imitare. Favorite la concentrazione del bambino e lasciategli ripetere l’attività finché non lo desidera, questo innalzerà i suoi limiti attentivi.