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Psicologia

Videogiochi: che effetti hanno sul cervello dei bambini

Videogiochi ed effetti sul cervello dei bambini: sviluppo del sistema nervoso, dipendenza, effetti su aggressività e gestione delle emozioni. Ne parliamo con lo Psicologo

Pubblicato il 09.01.2025 e aggiornato il 09.01.2025 Scrivi alla redazione

Il videogioco ha sempre suscitato molto interesse nei bambini e nei ragazzi; rispetto ai genitori, invece l’interesse dei figli verso i videogiochi suscita domande e dubbi circa gli effetti sul cervello, i possibili condizionamenti allo sviluppo del sistema nervoso, una possibile dipendenza dall’uso dei device, nonché effetti sulla aggressività e sulla capacità di gestione delle emozioni.

Il gaming interessa maggiormente la sfera maschile ma anche molte bambine e ragazze ne sono affascinate e fanno regolarmente uso dei videogiochi a scopo ludico.

I videogiochi non sono tutti uguali

Possiamo dividere i videogiochi in varie tipologie tenendo conto di diversi aspetti tecnici e tematici. Innanzitutto ci sono quelli più vecchi in 2D e quelli moderni che sono tridimensionali, in 3D, questi ultimi hanno un’influenza molto importante nella mente del ragazzo e del bambino che sta crescendo.

Le tematiche dei videogiochi rappresentano un’importante carattere distintivo: ci sono quelli più volti alla violenza, quindi a tema lotte, sparatorie e conflitti e ci sono quelli competitivi. In particolare, tra questi ultimi, alcuni sono anche caratterizzati da aspetti di violenza e di lotta, mentre altri si incentrano sulle competizioni sportive. I ragazzi amano moltissimo quelli a tema calcio, macchine e moto.

I videogiochi cooperativi

Un po’ più nell’ombra ci sono i videogiochi cooperativi, questi erano molto in voga in passato ma pian piano hanno perso attrattiva soprattutto perché oggi il giovane giocatore medio si dimostra più intento a sviluppare un proprio personaggio con un proprio Avatar che lo identifichi nel mondo multimediale. Pertanto, vengono prediletti quei giochi dove il personaggio identifica il giocatore e lo accompagna nel tempo, garantendo, altresì, al bambino o al ragazzo la possibilità di costruirlo pian piano.

Diversamente i giochi cooperativi conducono il giocatore in un ambiente precostituito e non personalizzato. Senza considerare un’altra grande differenza tra il passato e il presente: la relazione che si instaura tra bambini e ragazzi nell’atto del giocare al videogioco.

Questa relazione nel tempo è fortemente cambiata, in un recente passato, infatti, non essendoci internet o comunque essendo poco utilizzato, il videogioco obbligava i videogiocatori a stare in presenza per poter intraprendere match condivisi e cooperativi. Quindi, o il bambino giocava da solo oppure aveva a fianco l’amichetto o gli amichetti. A volte gli amici in presenza erano più di due mentre le postazioni di gioco erano massimo due, per non scontentare nessuno si faceva a turno e ciò sviluppava anche le capacità di attesa.

Attualmente, invece, l’avvento di nuove tecnologie permette di giocare da casa connettendosi in rete con altri giocatori in una simultaneità temporale, virtuale ma non spaziale.

I videogiochi cooperativi e come sono cambiati i videogiochi nel tempo - alimentazionebambini. It by coop
I videogiochi cooperativi e come sono cambiati i videogiochi nel tempo – alimentazionebambini.it By COOP

Giocare online insieme ad altri coetanei: la condivisione dello spazio virtuale

In realtà, durante il gioco online, nonostante si condivida un’esperienza virtuale con gli amici collegati e nonostante le apparenze, si gioca comunque in solitudine. Questo può avere dei vantaggi perché consente di modulare i tempi di gioco secondo le proprie esigenze, ma anche degli svantaggi soprattutto in termini di riduzione della relazione che viene depauperata anche dalla mimica facciale, della prossemica e del linguaggio del corpo, nonché dalla fiducia nell’altro che si sostanzia con le condivisioni di presenza di match cooperativi.

Che effetto hanno i videogiochi sul cervello?

Il videogioco ha vari effetti sulla mente. Ad esempio, la stimolazione nervosa, soprattutto nei giochi moderni, è molto alta; tralasciando gli aspetti di stimolazione nervosa che possono portare conseguenze fisiologiche, che sono argomenti prettamente medici, vorrei richiamare l’attenzione dei genitori sulla raffica di immagini veloci a cui i nostri bimbi e ragazzi sono sottoposti durante i match di gioco.

Ciò può sollecitare nel bambino un’accentuarsi delle energie in grado di innescare iperattività con effetti negativi sull’attenzione, senza considerare l’effetto sull’elicitazione dell’ansia.

Il gioco online può spingere il bambino e il ragazzo ad un”isolamento domestico”

Da casa il videogiocatore può accedere alle partite condivise in qualsiasi momento, accade di frequente che incontri giocatori sconosciuti e spesso l’attrazione del gioco è catalizzante, così il ragazzo mentre è fuori casa, magari con la famiglia o con amici reali, eccetera, non vede l’ora di tornare a casa per potersi collegare e connettere al suo mondo virtuale.

Anche questo aspetto può portare, ovviamente, a un aumento dell’ansia, e non va sottovalutata nemmeno la tensione che porta a livello familiare quando il bambino o il ragazzo insiste per tornare a casa.

La durata del gioco ne influenza gli effetti su sviluppo e comportamento di bambini e ragazzi

Mentre i giochi del passato erano molto più brevi, avevano un inizio e una fine o comunque avevano delle vite che esaurite implicavano il game over, con conseguente ripresa del gioco dal suo inizio, i giochi moderni, invece, sono estremamente lunghi e impegnativi, prevedono dei salvataggi che permettono al giocatore di insistere su uno stesso ostacolo.

Inoltre, in passato la prossimità del gioco e la sua disponibilità erano ampiamente inferiori rispetto ad oggi: per giocare dovevi inserire i gettoni nel cabinato che non si trovava a casa tua e nella tua stanza, come, all’opposto, avviene oggi per le moderne console. I nostri figli hanno console che permettono loro l’accesso al gioco solo con un comando di accensione, un tempo si giocava in sala giochi e ogni partita costava preziose monete. In questo rapporto giocatore-videogioco, era anche più difficile fare tardi la sera o sviluppare una dipendenza da videogiochi.

Oggi, l'accesso facile alle console espone i giovani ad un uso eccessivo anche di sera e di notte a danno del sonno e con conseguenti difficoltà nel rendimento scolastico e, più in generale, nella sostenibilità dell'intera giornata.
Uso prolungato dei videogiochi e stanchezza fisica e mentale - alimentazionebambini. It by coop
Uso prolungato dei videogiochi e stanchezza fisica e mentale – alimentazionebambini.it By COOP

Stanchezza da prolungato uso di videogiochi

Un utilizzo smodato dei videogiochi stanca. Lo schermo, sul quale passano immagini veloci e colorate, determina una stimolazione nervosa impegnativa, quest’ultima affatica la mente continuamente chiamata a decodificare gli input visivi. E fa il resto la tensione fisica in cui entra il corpo, il giocatore, difatti, sta seduto e teso per dare sempre una risposta immediata ed efficace, per non perdere la vita o per non prendere il pallone o quant’altro.

Videogiochi e principio di realtà

Un avatar, come quelli tanto in voga tra i nostri figli, rappresenta un “sé stesso virtuale”; all’interno del gioco questo aspetto, che potrebbe essere positivo se ci fosse una cura del personaggio, si estrinseca solo in una espansione dell’apparire, infatti si acquistano e cumulano le skill o l’outfit.

In questo senso, il messaggio che arriva ai ragazzi è che puoi migliorarti attraverso l’acquisto col rischio che quel personaggio accumulerà delle caratteristiche diverse da quelle del bambino o ragazzo a cui assomiglia solo per l’aspetto. E nella vita reale, intanto, tutti quegli sviluppi compiuti nel gioco mancano non essendo possibile comperare nuove competenze, che invece vanno acquisite con dedizione e sudore.

Videogiochi effetti sul cervello in termini di uso prolungato e dipendenza

Un altro aspetto non indifferente è il rischio che si corre in termini di abuso e dipendenza da questi giochi. Tale rischio è tanto maggiore quanto più i giochi sono strettamente legati all’impegno di tempo per poter evolvere e quindi serve proprio una partecipazione importante a livello di ore giocate per ottenere alcuni potenziamenti.

L'ansia di potenziare il personaggio può bloccare il ragazzo o il bambino nel gioco con la conseguenza di scatenare in lui ansia prestazionale e, al contempo, frustrazione per avere tolto tempo e spazio ad altre attività.

Da parte di mamma e papà, sarebbe auspicabile una costante attività di controllo e monitoraggio sul modo e sui tempi di uso dei videogiochi da parte dei bambini e dei ragazzi con la consapevolezza che questi dispositivi influenzano lo sviluppo e i cambiamenti dei nostri figli, per quanto siano strumenti di intrattenimento.

Con la supervisione di:

Dott.ssa Margherita Caroli Pediatra

Prof. Andrea Vania Pediatra