Skip to content

Stili di vita

Brufoli neonato: cos’è e come si cura l’acne neonatale

Brufoletti su fronte, naso e guance possono fare la loro comparsa sin dalle prime settimane di vita indistintamente in femmine e maschi. Ma l'acne del neonato comunemente si risolve spontaneamente.

Pubblicato il 13.05.2023 e aggiornato il 22.06.2023 Scrivi alla redazione

L’acne del neonato è una condizione benigna che riguarda circa 1 bambino su 5 nelle prime settimane di vita. Si manifesta con piccoli foruncoletti rossi con un puntino giallo centrale. Rimane localizzata perlopiù al centro del viso, salvo forme più diffuse. Il decorso generalmente è benigno e si risolve spontaneamente senza esiti.

Acne neonatale, quando rivolgersi al pediatra

È importante rivolgersi al pediatra se non si risolve in 2-3 mesi e se alle manifestazioni cutanee si associano altri sintomi.

Acne neonatale, che cos’è

L’acne neonatale è una manifestazione dermatologica che, ripetiamo, è benigna e frequente: il 20% dei neonati ne è affetto. Generalmente compare nel primo mese di vita, tra le due e le quattro settimane, in neonati sani.

I piccoli brufoli di colore rosso vivo che la caratterizzano sono le papule, precisiamo che talvolta presentano una puntina bianco-giallastra al centro, quest’ultima e detta pustola. Guance, mento, fronte e naso sono le zone maggiormente colpite. Nelle forme più estese possono essere coinvolti anche nuca, collo e torace.

Nonostante il nome, non si tratta di una vera e propria acne in quanto mancano i comedoni (punti neri) e il bambino non avverte prurito né fastidio.

Cause dell’acne neonatale: perché vengono i brufoli ai neonati

Le cause non sono ancora del tutto note. Alcuni studi riconducono l’origine dell’acne a un’eccessiva reazione infiammatoria ad un lievito, la Malassezia, normalmente presente sulla cute ma che in condizioni favorenti prolifererebbe più del normale causando manifestazioni cutanee.

Altri, invece, ipotizzano che la causa scatenante sia un’iperstimolazione delle ghiandole sebacee del viso per un alterato equilibrio ormonale. L’eccesso di ormoni potrebbe essere di origine materna (gli estrogeni passerebbero al feto prima attraverso la placenta durante la gravidanza e poi col latte materno) o prodotti dal neonato stesso.

In realtà solo in casi estremamente rari il neonato ha un vero iperandrogenismo (eccessiva produzione di testosterone) che si manifesta non solo con i foruncoli tipici dell’acne ma con sintomi e segni clinici caratteristici che il pediatra sa riconoscere.

Bebè e acne neonatale: le cause nella genetica

Nel complesso la predisposizione a sviluppare l’acne neonatale sembrerebbe su base genetica, per cui spesso esiste una certa ricorrenza famigliare: il neonato ha un’alta probabilità di sviluppare l’acne se uno dei genitori ne ha sofferto da neonato, ancora di più se ne hanno sofferto entrambi.

Possibili cause dell’acne neonatale: rimedi naturali come oli e unguenti, farmaci e l’alimentazione della madre

L’applicazione di olii e unguenti e l’utilizzo di alcuni farmaci in gravidanza (idantoina e litio) sono causa di alcune forme più rare di acne neonatale. L’applicazione di unguenti, olii e lozioni casalinghe o di creme fai-da-te non è raccomandato: non solo non risolvono l’acne ma addirittura possono irritare maggiormente la pelle, favorendo la contaminazione con funghi e batteri, che ne complica il decorso.

L’alimentazione della mamma (in caso di allattamento al seno) o il tipo di formula (latte artificiale) con cui si alimenta il neonato invece non hanno alcuna correlazione con l’esordio e la durata dell’acne.

Acne neonatale, come riconoscere i brufoli nel neonato - alimentazionebambini. It by coop
Acne neonatale, come riconoscere i brufoli nel neonato – alimentazionebambini.It by Coop

Brufoli neonato: come riconoscere l’acne neonatale

La pelle del neonato può essere interessata da molte forme di bollicine e “arrossamenti” localizzati su più parti del corpo, compreso il viso. Non sempre però si tratta di acne neonatale.

In molti casi l’acne è facilmente confondibile ad un occhio meno esperto con i cosiddetti “grani di miglio” o “milia“, formazioni anch’esse benigne che si auto-risolvono e che, a differenza dell’acne, si presentano di colore biancastro, senza segni di infiammazione e duri al tatto. Altre condizioni più o meno patologiche possono avere una presentazione in alcuni casi pressoché sovrapponibile (dermatite seborroica o “crosta lattea”, dermatite atopica, eritema tossico, esantemi virali).

L’acne del neonato può esordire già subito dopo al parto, al massimo entro il primo mese di vita. Quando l’esordio avviene dopo i 2 mesi di vita si parla di acne infantile, condizione clinica che si differenzia dalla forma neonatale per durata maggiore (in genere 1 anno, talvolta fino all’adolescenza) e possibili esiti cicatriziali.

La diagnosi è clinica.

La visita è sufficiente per riconoscere i foruncoletti, formulare il sospetto diagnostico e prescrivere la terapia adeguata. Nella quasi totalità dei casi, che si tratti di acne del neonato o di una delle altre manifestazioni dermatologiche menzionate, non occorre effettuare alcun esame.

Si raccomanda di rivolgersi al pediatra quando:

  • la diffusione delle lesioni non è limitata a piccole aree del viso: i foruncoli coinvolgono anche testa, collo e/o torace;
  • compaiono i segni di una possibile sovrainfezione (i brufoli sono diffusamente ricoperti da puntini gialli con fuoriuscita di secrezione giallastra e la pelle circostante appare rossa e calda);
  • il neonato è più nervoso del solito, ha crisi di pianto o sonno disturbato;
  • compare febbre.

Acne neonatale in testa

L’area del cuoio capelluto può essere coinvolta nelle forme più estese di acne neonatale dove i foruncoletti, a partenza dalle aree centrali del viso, si diffondono sul resto della testa. Se l’eruzione cutanea ha invece esordio sulla testa, prima ancora che sul viso, è più probabile che si tratti di altro (dermatite seborroica).

Acne neonatale su schiena e collo

Schiena e collo sono aree spesso coinvolte nell’acne dell’adolescente, più di rado lo sono nella forma neonatale. Quando i brufoletti del neonato arrivano a coinvolgere queste zone è bene contattare il pediatra per valutare se siano necessarie terapie specifiche.

Acne neonatale cosa fare: rimedi per i brufoli nel neonato

Di per sé l’acne del neonato non causa prurito o fastidio, motivo per cui generalmente non serve alcun trattamento specifico ma è sufficiente attendere che scompaia da sé.

La pelle del viso del neonato potrebbe essere però più sensibile a sovrainfezioni da batteri o funghi proprio nelle zone in cui sono presenti i brufoletti. Per evitare complicanze è importante garantire la corretta igiene quotidiana del viso con acqua e un detergente neutro. In caso di sovrainfezioni batteriche o micotiche sarà cura del pediatra prescrivere creme farmacologiche specifiche.

Quanto dura l’acne neonatale

In quasi tutti i bambini coinvolti l’acne neonatale è una condizione transitoria e si risolve spontaneamente senza esiti nei primi 3 mesi di vita. In caso di persistenza, diffusione delle pustole (brufoli) estesa ben oltre il viso o se le manifestazioni cutanee si associano ad altri segni e sintomi (febbre, irritabilità e pianto, ulcerazione della pelle) va consultato il pediatra ed eventualmente il dermatologo.

Acne neonatale, entro quanto tempo scompaiono i brufoli del neonato - alimentazionebambini. It by coop
Acne neonatale, entro quanto tempo scompaiono i brufoli del neonato – alimentazionebambini.It by Coop

Prevenzione dell’acne infantile

Una vera e propria strategia preventiva non esiste. È possibile però mettere in atto poche e semplici regole di igiene quotidiana per limitarne la diffusione ed evitare un potenziale peggioramento.

Brufoletti viso neonato, foruncoli neonato, foruncoli guance neonato: presidi di igiene da mantenere:

  • tenere pulita la pelle del viso del bebè con acqua tiepida e, all’occorrenza, sapone neutro senza profumazioni;
  • asciugare delicatamente senza strofinare;
  • evitare il contatto con indumenti sintetici;
  • non applicare creme e olii se non sono stati prescritti dal pediatra.

Cosa si deve fare quando escono i brufoli a un neonato

L’unica cosa da fare è la semplice osservazione del bambino: al di la dei brufoletti è tranquillo e sereno? Ha una normale temperatura corporea e un sonno regolare? Se le risposte sono affermative sarà sufficiente attendere che l’acne scompaia da sé. Dunque non è necessario far nulla di particolare al di la del mettere in atto semplici pratiche di igiene della pelle del viso, come la detersione delicata con acqua tiepida e un sapone neutro.

Sicuramente è controindicato grattare, spremere o schiacciare i brufoli, così facendo si provocherebbe solo un maggiore stato infiammatorio (con conseguente fastidio e irritabilità del bambino) e si rischierebbe di creare delle lesioni che seppur superficiali possono rappresentare la via di ingresso per batteri e funghi.

Perché escono i brufoli sulla pelle dei neonati

La causa scatenante l’acne del neonato non è ancora ben chiara. Che si tratti solo di una maggiore proliferazione del fungo Malassezia, che sia dovuta ad un disequilibrio ormonale o ad entrambe le cause, i brufoli del neonato sono la manifestazione di uno stato infiammatorio transitorio a carico dei follicoli piliferi del viso.

Quando i primi brufoletti compaiono già dalle prime settimane di vita

I primi brufoli possono comparire già nelle prime ore dopo il parto. La maggior parte dei bambini inizia a manifestarli tra le 2 e le 4 settimane di vita, così non è anomalo che ad 1 mese di vita le mamme e i papà possano trovarsi a constatare la comparsa del disturbo.

Con la supervisione di:

Dott.ssa Margherita Caroli Pediatra

Prof. Andrea Vania Pediatra